Venerdì 17, tranquilli. Un manuale del '700 vi spiega cosa e chi dovete evitare in giorni come questo.

di Gialli.it 17 luglio 2009

Venerdì 17. A Napoli.
Scuserete, ma qualcosa si deve pur fare.
Quelli serissimi del Cicap hanno organizzato, per oggi, la prima giornata nazionale anti-superstizione, “perché – dicono – essere superstiziosi porta male”. Va bene. Noi rispettiamo molto la loro posizione, ma ci concediamo qualche riserva e offriamo qualche consiglio. Lasciando la parola ad un grande esperto: Leonardo Marugj. Filoso, medico, poeta e patriota che alla fine del ‘700 scrisse un librino sulla jettatura molto presente sui comodini dei napoletani. Insomma, una guida infallibile che vale la pena rispolverare. Come si dice? Non è vero, ma…

Leonardo Marugj. Capricci sulla Jettatura

Dopo una infinità di osservazioni come fanno i naturalisti, ò combinato le idee, ed ò ritrovato a capello convenire colla Jettatura alcuni segni speciali.

E ve l’addito…

Ecco il primo segno. Le donne alte, e paffute in generale sono sospette. Molte di queste l’ò trovate di male augurio. Temo sempre il di loro saluto. Più volte, salutandomi, me l’hanno jettata. Sono accorto a vedere, se chi saluta ne avesse avuto motivo. O’ osservato costantemente, che quando è succeduto ciò senza manifesta ragione, e vi son concorse le note fin’ora specificate, per lo più il saluto mi è stato di nocumento.

Non vi sarà più dubbio, se alle cose già dette si accoppiasse la lividezza degli occhi; guardatevene allora, e guardatevene daddovero; molto più se il sucidume trasparisse in lei da tutte le parti. Appunto per questa special nota caratteristica ò voluto chiamarla Fantesca. Tali veramente rassembrano le donne, di qualunque ceto siano, se sono della classe di queste Jettatrici.

E’ opinione di de Lancre, che il diavolo, facendosi vedere, prenda sempre una forma stravagante. Io credo bene, che abbia confuso questo co’ Jettatori, e vedendo i perniciosissimi effetti recati da costoro, gli abbia creduti tanti satanassi. O’ osservato anch’io sensibilissima sproporzione ne’ Jettatori. Provenisse ciò dalla mal formata natura di costoro? Certo è, che non è naturale il Jettatore: Egli è uno di quei mostri, che osservano. La natura non avrebbe voluto certamente frapporre nella serie ordinaria chi infelicita, rovina, e distrugge le cose da lei create: è una produzione irregolare, e come tale non può farsi vedere, che sotto irregolari aspetti. Ora di questa natura sono le donne Jettatrici, delle quali parliamo. Guai, se una di queste vi si trovasse appresso. Siate sicuro di perdere, se giocate: d’infermarvi, se continuate la di lei conversazione: di tirarvi sopra le disgrazie, se non le prevenite col fuggirle. Quando voi vedrete adunque donne piene, di vita corta, di pié lungo, e cispose, fuggite, se bramate la vostra quiete. O’ notato, che le vere Jettatrici, che hanno questa caratteristica, sono leziose, e vogliono farla da Dame; però si sono espresse sotto il carattere damesco. Ma voi, vedendo donne con simili distintivi, abbiatele per tali, di qualunque ceto si sieno. Fate attenzione sull’età. Io l’ò sempre osservato sopra quarant’anni.

Se non avessero gli occhi loschi, sarebbero amabilissime, sono brillanti, vezzose, ma non lasciano però di essere Jettatrici. Se le donne con maggiore velocità camminano di quello, che ordinariamente le altre fanno, e le ciglia s’inarcano soavemente in fronte, avendo il capello tirante al bruno, temetele. E’ però da notarsi, che quelle di sopra quarant’anni non l’ò tali osservate, molto bene le altre, che non sono giunte a quest’età; e però mi ò servito del diminutivo Damina. Si perdesse col tempo quel non sò che di malefico? Provenisse da una vivacità maggiore di spiriti? Si sviluppasse da una più vivace fantasia? Queste sono sempre forbite, e raffazzonate, di qualsivoglia ceto si fossero.

S’à quell’il volto / Schiacciato molto / E nero nero / I denti in fuor
E s’aquilino / Tien’il nasino / Io dico il vero / Vi jett’ancor.
Quell’omicciotto / A bussolotto / S’à naso a fico / E pancia su.
Il capo a zucca / Porta perrucca / il vero dico / La jetta più.

Se lo vedesse il Signor de Lancre, giurarebbe, che fosse il diavolo. I Jettatori di simile figura li fecero forse dire, che satanasso tutte le volte, che è venuto sopra la terra avesse preso stravagante forma. Poté uno, dice il signor di Montsquieu, pensar mai, che un essere sapientissimo, abbia messa un’anima, e sopra tutto un’anima buona, in un corpo tutto nero? Potrà uno pensare mai, anch’io qui ripiglio, che un corpo di siffatta taglia possa non esserci di funesto incontro?

Ogni nota delle rapportate specifica un Jéttatore. Io l’ò osservate tutte unite in un sol soggetto: ogni qual volta l’incontro mi sconvolge lo spirito, ed il corpo, e son sicuro di non venirmene una buona in quella giornata. A proposito della Perrucca. Quando è questa portata da chi tiene un altro sensibilissimo distintivo, per esempio, troppo pingue, troppo magro, troppo alto, troppo basso, zoppo, miopo in grado avanzato, troppo nero, col naso, i denti, e la bocca, molto fuor di misura. E tutti i segnati in generale.

Siate sicuro di esser quelli tutti Jettatori. Non à guari mi sono imbattuto in uno colla perrucca; sembra galantuomo, alto di statura, zoppo dal pié destro, ritto di vita, di temperamento bilioso, di folte ciglia, l’ò scoperto Jettatore, e de’ più celebri. E più tempo, che conosco uno certo Acesia veramente fatto a bussolotto, cioè tondo tondo, che porta la perrucca, ed è delli più empj, ed esecrandi.

Un’altra classe di Jettatori. Se ad una bianchezza lavata si accoppiasse un occhio acceso, il capo colla fronte piana, e capiliosa, ed una barba, che non avesse del virile, siate certo di esser quegli un Jettatore.

Quegli oltre modo tarlati, col mento tondo, e scilinguati ne compongono un’altra specie. O’ notato, che questi parlando, non guardano mai in faccia. Vi sia di regolamento. Chi à eziandio le ciglia setolose, e lunghe, accoppiate ad un occhio vago, ed irrequieto, o che vi si fissa sopra senza manifesta ragione; appunto come quello de’ pazzi, abbiatelo per Jettatore, e forse de’ più perfidi.

Abbiate per tremendi Jettatori anche coloro, che non sanno stare quieti un momento, che schiamazzano, si contorcono, si dimenano, con ispecialità nelle conversazioni.

State accorto, fuggite chi molto vi loda, perché è senza dubbio Jettatore.

Se alcuno vi parla, e ride senza motivo, framezzando le risa alle parole, fateci osservazione, e sappiatemi poi dire, come vadino i vostri interessi, e la vostra salute. Ninfe guardatevi. Per lo più questi e que’ della classe già riferita sono giovanetti, e de’ più forbiti. Ma vi rilevarete un’aria di sorprendente affettatura. Fuggiteli.

Un altro evidentissimo segno: A proporzione, che v’inducono mutazione al corpo, vi disturbano lo spirito: molte volte convien fare della forza per tollerare la presenza di quell’uomo, o di quella donna, benché non se ne conoscesse la ragione. Non abbiate tanti riguardi, è Jettatore, o Jettatrice, non v’è dubbio alcuno.

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