Piotr Żuchowski: “Il treno d’oro esiste”

Varsavia. Il viceministro della Cultura conferma l'esistenza del convoglio

di Ciro Sabatino 28 agosto 2015

Varsavia. Fu un uomo che partecipò alle operazioni di occultamento, a svelare in punto di morte, dove era stato nascosto il treno d’oro dei nazisti. Con questa ultima importante notizia il viceministro della cultura polacco, Piotr Zuchowski, ha aperto la conferenza stampa organizzata per confermare l’esistenza del leggendario convoglio e chiedere ai cercatori d’oro di collaborare con il governo e non intraprendere ricerche autonome.

E’ la chiusura del primo atto di una storia che sta entusiasmando il mondo da oltre una settimana. Il treno d’oro di Hitler c’è. “Sicuro al 99 per cento”, hanno detto alla stampa di mezzo mondo le autorità polacche.
“Non sappiamo cosa contenga, ma ora sappiamo che c’è. Abbiamo visto la documentazione dei due ricercatori (un tedesco e un polacco) che chiedono una ricompensa per il ritrovamento. E abbiamo potuto anche esaminare delle immagini realizzate con il geo-radar, ed è evidente la sagoma del treno, le piattaforme e i cannoni”.

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Sulla posizione esatta del convoglio nessuno si sbilancia. Ma durante la congerenza stampa non è stata smentita l’ipotesi che il treno possa essere in una galleria sotterranea situata sulla linea ferroviaria che da Worklaw conduce a Walbrzych. Tra il km 61  e il km 65.
Più chiare e dettagliate sono le informazioni sulla storia del treno.
Nel maggio del 1945 le truppe di Hitler lo caricarono con oro e oggetti preziosi che avevano saccheggiato in Polonia. Il treno partì sa Breslava diretto a Berlino, proprio mentre l’Armata Rossa avanzava da oriente. Qualcosa non andò per il verso giusto e si decise di nascondere il treno in una galleria sotterranea nei pressi di Walbrzych.
Sarebbe stato proprio uno degli ultimi superstiti di quell’occultamento di fortuna a svelare la posizione esatta del convoglio di Hitler.
Ora le autorità polacche chiedono collaborazione e uno stop alle ricerche autonome dei tanti cacciatori di tesori arrivati nel Distretto. “I due ricercatori che hanno individuato il treno – ha detto  Zuchowski – avranno il loro premio dal ministero della Cultura. Ma si badi bene che quanto abbandonato dai tedeschi a Walbrzych  è formalmente di proprietà di tesoreria dello Stato. E poi bisognerà prima entrare in quei vagoni e capire la reale natura del contenuto. Potrebbe essere una missione molto pericolosa. I tedeschi usavano minare le zone dove effettuavano operazioni di emergenza. Non si esclude che nel treno possano esserci molte opere d’arte rubate dai nazisti”.
Inutile dire che per la Polonia, e per la Bassa Slesia, si tratta di un’occasione senza precedenti. Il treno, con o senza lingotti, si sta trasformando realmente in un sogno tutto d’oro.

Ecco tutti gli articoli che Gialli.it ha dedicato al Treno d’Oro dei Nazisti.

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