Il "Caso Roswell" Sessant’anni di misteri

di Gialli.it 10 settembre 2009

24 giugno 1949. Una data che darà il via ad un fenomeno di proporzioni non quantificabili. Una data che cambierà per sempre il modo di guardare dell’uomo verso il cielo. La data che, per molti, rappresenta il giorno di inizio della moderna ufologia.

di ADRIANA D’AGOSTINO

Sono le tre del pomeriggio. Un uomo d’affari americano di nome Kenneth Arnold, brevetto di guida civile per piccoli aeroplani non di linea, sta per partire con il suo CallAir A-2 dall’aeroporto di Chehalis, nello stato di Washington. L’uomo è atteso dall’esercito come collaboratore per alcune ricerche. Qualche giorno prima, infatti, un altro aereo, un c-46 con a bordo 32 passeggeri è scomparso nel nulla. Giunto nei pressi del monte Rainier, Kenneth Arnold resta meravigliato nell’avvistare 9 oggetti luminosi che si muovono come in schieramento riflettendo i raggi del sole. Arnold riesce a calcolare che gli oggetti, dal  diametro di 30 metri, stanno volando a circa 900 piedi d’altezza (3000 metri circa) e viaggiano a circa 1000 miglia/ora (circa 1500 km/ora). Una volta atterrato al vicino aeroporto di Yakima, l’aviatore, ancora visibilmente scosso, si trova di fronte i rappresentanti della stampa locale che stanno stazionando in aeroporto per ricevere notizie sull’aereo precipitato. E’ a questo punto che, nel raccontare ai giornalisti ciò che ha visto, Arnold parla per la prima volta di 9 oggetti volanti di forma discoide, una sorta di piatti che saltellano sull’acqua.
La storia dell’avvistamento fa il giro del mondo diffondendo in tutta l’ America la psicosi dei cosiddetti dischi volanti.
Kenneth Arnold e’ morto alla fine degli anni ‘80 senza aver mai cambiato la sua versione dei fatti.

Accadde a Roswell
E’ la mattina del 5 luglio 1947. Il signor Mac Brazel è il proprietario della tenuta Foster nella cittadina di Corona nel New Mexico, distante circa 75 miglia dal più grande centro di Roswell. Quella mattina, l’anziano rancher è di cattivo umore: la notte precedente non ha chiuso occhio a causa del temporale e del rumore assordante che ha sentito. Come se qualcosa si fosse schiantato al suolo non molto lontano dalla sua residenza. La ricognizione mattutina della tenuta gli confermerà l’accaduto. Lungo la strada nota strani frammenti disseminati per circa un chilometro. Si tratta di strane lamine metalliche, alcune di un particolare colore lavanda che ad ogni tentativo di essere piegate, pare ritornino alla forma iniziale.

Brazel recupera alcuni detriti e parte verso Roswell per denunciare tutto allo sceriffo Wilcox che, allibito, contatta subito i militari che da qualche tempo hanno installato la loro base aerea proprio a Roswell. E’ abbastanza nota, infatti, la presenza in quell’area di ordigni nucleari appartenenti all’esercito. Per una decina di giorni Roswell diviene oggetto dell’attenzione dell’ aeronautica statunitense e il deserto circostante alla città viene recintato e tenuto sotto sorveglianza. Poi la sorpresa.

Dopo giorni di ricerche l’aeronautica riferisce che il misterioso oggetto caduto a Roswell è un pallone sonda che svolgeva rilevamenti sulla situazione meteorologica. Il quotidiano Roswell Daily Record, l’8 luglio 1947, annuncia, invece, in prima pagina la cattura di un disco volante.

Il Caso Roswell è cominciato. E terrà banco per sessant’anni. Senza soluzione di continuità.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

Un pensiero su “Il "Caso Roswell" Sessant’anni di misteri”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



Go Up