Galles senza fiato. Al castello di Gwrych ritorna il fantasma

di Gialli.it 17 febbraio 2010

Galles. Una misteriosa donna appare dietro ad una finestra di un castello abbandonato. E mezza Inghilterra grida al fantasma. La notizia, riportata dal Sun, ha fatto il giro del mondo. E, come accade raramente, molti sono convinti che non si tratti del solito fotomontaggio. Ecco la storia del fantasma di Gwrych Castle.

di SONIA T. CAROBI

Si chiamava Winifred. Come la leggendaria e misteriosa patrona del Galles. Se ne andò una notte d’inverno. Dopo aver visto morire, una ad una, tutte le persone che amava.
Il 16 gennaio 1924, il giorno in cui la trovarono cadavere nel suo immenso letto col baldacchino, le era rimasto solo il Castello. E la sua solitudine.
Eppure, Winifred Bamford-Hesketh, contessa di Dundonald, è tornata. L’hanno vista aggirarsi silenziosa nelle stanze di Gwrych Castle. Una magione abbandonata da cinque lustri che i Gallesi hanno fatto di tutto per dimenticare.

Winifred è tornata nel castello maledetto. E la severa fortezza di mille leggende e apparizioni ha ripreso a far parlare di sé. Nel solito modo. A colpi di paura.

La storia è stata raccontata a più colonne dal solito Sun. Ed è una storia sentita mille volte.
Un fotografo col pallino per i luoghi “incantati”, un castello gotico, e uno splendido fantasma di donna, che appare da una delle finestre sprangata da decenni.
Il fotografo si chiama Kevin Horkin. 48 anni, un hobby che sfiora il professionismo, e una passione di sempre e da sempre: il lugubre castello di Gwrych, nel nord del Galles, a un po’ di chilometri da Liverpool.
Kevin,  alla magione dei Dundonald, c’è stato molte volte. Quella fortezza l’ha fotografata da tutte le prospettive. Poi, proprio il giorno in cui ha deciso di fare una serie di scatti sui dettagli della facciata, è arrivata la sorpresa.

Kevin scatta, torna a casa, scarica le immagini sul pc e si accorge che in una delle foto appare una donna. L’immagine non lascia spazio al dubbio. E’ una signora vestita di bianco che guarda verso l’orizzonte. Silenziosa.
Non ci sarebbe nulla di male, se Kevin non sapesse perfettamente che Gwrych Castle è “chiuso” da esattamente 25 anni. Il castello, costruito all’inizio dell’Ottocento, infatti, fu abbandonato nel 1985 a seguito del crollo del pavimento.
Kevin rimane senza fiato. Poi, si fa due conti in tasca, e “vende” la foto al Sun. Poche ore, e del fantasma di Gwrych tutti sanno tutto. Anzi, la seria e compassata “Wales Paranormal Research Group”, fa sapere che non è la prima volta che Winifred ritorna nella residenza che aveva ereditato dopo la morte del marito. Douglas Cochrane, dodicesimo conte di Dundonald.
Solo che ora ha veramente esagerato.
Farsi fotografare così. Contessa. Non è da lei!

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7 pensieri su “Galles senza fiato. Al castello di Gwrych ritorna il fantasma”

    1. Non c’ è bisogno di Photoshop. E” sufficiente una ragazza qualsiasi, attuale, con i capelli un po’ lunghi e un po’ così , con un vestito un po’ cosà.

      E” addirittura ridicola la differenza tra la foto della contessa e quella del fantasmino (vedi tgcom.it).

      Quest’ ultima ha bisogno, come minimo, di un parrucchiere decente edi un po’ più di anni…

      1. Allora spiegatemi cm cavolo ha fatto a fare la foto se all’interno del castello i piani sono crollati e la foto ritrae una finestra negli ultimi piani?Spiegatemelo…

  1. il dubbio è legittimo: i piani del castello sono crollati, ma solo nel centro delle stanze. Perimetralmente, no: è rimasto un cornicione sul quale (eventualmente e pericolosamente) poggiare i piedi.
    Ciò che colpisce, più seriamente, è, invece, la strana inclinazione della finestra: se la foto è stata scattata con un potente tele (minimo 300 mm), quest’ultimo, a differenza di un grandangolare, tende a “perpendicolarizzare” le linee verticali all’orizzonte.
    Se raddrizziamo la finestra, ora, è l’immagine del fantasma ad essere innaturalmente inclinata in avanti con conseguente perdita di baricentro.
    Ma i fantasmi non ne hanno. In conclusione: goffo fotomontaggio o come diceva l’anziana signora “io non ci credo, però ci sono”

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