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Ufo. Ecco come si costruisce un fake

Cinque regole per una notizia falsa

di Ciro Sabatino 21 settembre 2015

Dagli inizi di settembre è ricominciato il boom degli avvistamenti Ufo. Erano un po’ di anni che non se ne registravano così tanti. Ufo dovunque, e testate blasonate che, soprattutto nella versione online, non disdegnano anche le segnalazioni più improbabili. Perché? Sta per accadere qualcosa? Siamo alla vigilia di una epocale invasione aliena?
No. Gli Ufo, in qualsiasi salsa, fanno visualizzazioni, click, like, contatti. E nessuno intende rinunciarci. Perché in molti casi questa ‘movimentazione’ su un sito, su un blog, su un webmagazine o anche solo su un profilo o su una Pagina Facebook, si può trasformare in denaro. 

Gialli.it nel suo piccolo ha deciso di non continuare a speculare sugli Ufo (perché questa cosa significa truffare e illudere i lettori) e prova a spiegare come si costruisce un articolo su una storia falsa. O datata.

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Partiamo da un fatto concreto
Ieri mattina, domenica, il Mirror, che è la versione digitale di uno storico quotidiano britannico fondato nel 1903, pubblica, in apertura, una notizia su un caso celebre per gli appassionati di ufologia e rapimenti alieni.
Si tratta del ‘caso Hill’ la vicenda di una coppia americana che nel 1961 sarebbe stata rapita dagli extraterrestri.
Al centro di questo ‘caso’ una mappa stellare che uno dei due coniugi avrebbe mostrato ai giornali come prova del contatto alieno.
Il Mirror spinge su questo dettaglio e giustifica l’articolone di apertura con il fatto che un fantomatico studioso americano avrebbe scoperto che quella mappa indica un sistema solare binario, noto come Zeta Reticuli, che i due non avrebbero potuto conoscere. Quindi, spara il Mirror, la loro storia è vera.
Anche noi abbiamo pubblicato la notizia (e ce ne siamo pentiti). Ma in coda all’articolo abbiamo almeno spiegato che già nel 1961 ben tre ‘ufologi’ dichiararono che quel disegno era Zeta Reticuli. Quindi la notizia non c’è. Non esiste. Nel senso che è vecchia e già discussa. Eppure l’articolo del Mirror ha fatto il giro del mondo. Con centinaia di migliaia di visualizzazioni. E anche il nostro non è andato niente male. Scusateci.
Se si parte da questo esempio il giochino è facile facile.

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Come si costruisce una notizia falsa sugli Ufo
Gli ingredienti sono pochi, ma sempre efficaci. Facciamo un elenco.

6251943841. Descrizione dettagliata del luogo, del giorno e dell’ora dell’avvistamento. Dà sempre la sensazione che non si abbia nulla da nascondere, perché potrebbero esserci testimoni in grado di contestare la notizia. Chiedetevi solo se qualcuno scrivesse che ha visto un Ufo attraversare piazza Navona alle 18,15 di sabato 19 settembre e magari passavate di lì, quale sarebbe la vostra reazione se non quella della serie “caspita, c’ero anch’io e sono sempre il solito distratto!”.

 

 

 

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2. Citazione di un’istituzione, un centro, un’associazione con un bel nome, ma la cui esistenza, la cui attività o credibilità e assolutamente indimostrabile. “Dopo aver visionato il filmato l’International Center UFO Studies (nome inventato) ha dichiarato che si tratta di immagini molto importanti”. Cos’è l’International Center UFO Studies? Chi sono i membri? Dove opera? Nessuno, ovviamente se lo chiede, basta il nome. Anche se magari si tratta di un’associazione di burraco di qualche sperduto paesino del Nevada.

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3. Citazione di un nome. Uno qualsiasi. Ma che assicuri una parvenza di concretezza all’articolo. “Allan Borsman (nome inventato), del Department Research Extraterrestrials of Massachusetts (nome inventato), non ha dubbi: gli alieni invaderanno la terra a breve”. Anche in questo caso il tempo di andare a controllare se Allan Borsman esista davvero non ce l’ha nessuno. L’articolo è stato letto, il risultato ottenuto, e in caso di contestazione il commento all’articolo viene cancellato.

 

 

UFO-IN-RILIEVO4. Il richiamo alla reazione’ del Web.
“Il video dell’avvistamento Ufo sui cieli di Parigi è stato visualizzato da 2 milioni di persone su YouTube”. Operazione subdola, perché per un giornale il numero di visualizzazioni è già una notizia. Quindi coscienza pulita e vai.

 

 

 

corrmercantile5. Il precedente storico. Serve per far crescere un po’ una notizia altrimenti debolissima. “Avvistato un Ufo sulla terrazza della Pizzeria Bella Napoli. Non è la prima volta che capita. Già nel 1965, proprio mentre un gruppo di giapponesi ordinava una Quattro Stagioni, un disco volante si alzava nel cielo”. Il precedente è incontrollabile. Ovviamente. Ma funziona sempre.

 

Ingredienti semplici semplici, dunque. Ma che non fanno un buon servizio ad un fenomeno che dalla notte dei tempi affascina le persone. Forse ci vorrebbe più serietà (anche da parte nostra, certo) e più coraggio. Anche nell’esprimere oggettive perplessità.

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Ieri volevamo pubblicare la notizia della presenza di Pier Fortunato Zanfretta al Convegno organizzato dal C.Ufo.M a Pomezia. Lui è uno dei ‘casi’ più discussi in Italia. Rapito dagli alieni nel 1978 racconta storie incredibili con il volto, la serenità e anche la simpatia di una persona per bene. Niente da dire. Ma secondo noi se Zanfretta vuole continuare a raccontare la sua storia deve cominciare fornire delle prove serie e concrete. La sfera aliena? Vediamola. La ‘porta sulle montagne di Genova per entrare in un’altra dimensione? Andiamo a vederla. Altrimenti basta. Son 35 anni che rilascia interviste e ci mette solo faccia e parole. Non basta più. Per onestà, e anche per rispetto di chi legge e di chi veramente è interessato a questo fenomeno e vuole, con sincerità, saperne di più.

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Un pensiero su “Ufo. Ecco come si costruisce un fake”

  1. Come giornalista, mi occupo di questa materia da molti anni e, negli ultimi, il crescendo di bufale ha assunto connotati e dimensioni paradossali. Una delle ragioni: la mancanza di informazione specifica da parte dei redattori e/o collaboratori di testate, soprattutto nelle edizioni online, il che a livello di coscienza e deontologia non li aiuta affatto in un minimo di distinguo e di necessarie verifiche. Risultato: via libera alle castronerie della serie tutto fa verdura, come giustamente avete sottolineato nel vostro articolo. Ma la questione da voi sollevata rientra alla perfezione nella problematica dell’appiattimento globale della cultura e della qualità dell’informazione in Italia. Gli UFO e gli Alieni non ne sono i responsabili. Lo sono le menti malate che vogliono far scendere questo paese (scritto appositamente con la p minuscola) a livello sub troglodita. Così loro continuano ancor meglio a spassarsela. Maurizio Baiata

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