Obama e quello strano accordo con la Nasa Continuano le strane voci sul 27 novembre…

di Gialli.it 3 dicembre 2009

Continuano le strane voci su Obama, gli Ufo e la mancata dichiarazione del 27 novembre. Vi raccontiamo un’altra curiosa storia. Provate a mettere insieme tutte le coincidenze.

E’ pericoloso connettere notizie. Intrecciarle, collegarle, metterle una dopo l’altra. Si rischia di tirare fuori strane storie e di produrre nuove domande. Tutte senza risposta. Ricordate il gioco de il Pendolo di Focault di Eco? Metti insieme una manciata di informazioni e ti ritrovi a riscrivere la Storia Universale. “Le aberrazioni della ragione, ancorché affascinanti, generano mostri, e possono risultare terribilmente pericolose”.

Niente di più vero.  Soprattutto in questi giorni in cui si è ritornato a parlare di Ufo e Alieni, e di imminenti, clamorosi,  annunci sulla vita extraterreste.  Fiumi di parole, cataste di notizie vere e inventate di sana pianta, attese vane, e bufale dietro l’angolo.

Barack Obama deve annunciare al mondo che gli Stati Uniti d’America intrattengono salottieri rapporti con almeno sei razze aliene. L’appuntamento è per il 27 novembre 2009. La settimana scorsa.

Non accade nulla, ovviamente. E si grida all’ennesima burla della Rete. Poi, però, un po’ di mezze parole, di mezze notizie, di mezze rivelazioni prendono forma, quasi a voler rimettere in piedi il castello di carte costruito in attesa di quella fatidica, quanto impossibile, dichiarazione mondiale.

Noi di Gialli.it ne trovammo una in particolare che sembrava interessante. Semmai Obama dovesse affrontare l’argomento Ufo lo farà dopo che la Nasa avrà preparato il mondo ad un argomento così controverso!

Perché è interessante una notizia del genere? Semplicemente perché la Nasa è veramente molto presente in questi giorni sui giornali di mezzo mondo. Dalla “trovata” del bombardamento del nostro satellite, fino ad una curiosa, piccola, notizia che, guarda caso, ha circolato sui media proprio “intorno” al 27 novembre.

Ecco. Parliamo di questa “news” e godiamoci il gioco del castello di carte che come per incanto riprende forma sotto i nostri occhi.

La notizia è nota. Ne hanno parlato tutti i quotidiani del mondo.
Ci sarebbero tracce fossili di microrganismi in un meteorite marziano ritrovato nel 1992 in Antartide. Ve lo ricordate? Allen Hills o ALH 84001, una specie di buffa patata di un paio di chili, era noto da tempo. E da tempo un esercito di studiosi stava litigando sulla sua natura e sui suoi segreti.

In tempi non sospetti (estate 1996) un team di esperti lo presentò al mondo in una storica conferenza stampa che fu addirittura preceduta da un discorso del presidente Clinton.

Ecco. Da allora “AL” (come lo chiamano gli scienziati) è diventato una star. E’ stato esaminato, tagliato in due, scansito da un potente microscopio. Ed ogni volta è stata una sorpresa. Quel meteorite dimostrerebbe che su Marte c’è vita. O almeno “c’è stata”.

Insomma niente di nuovo sotto il sole. Di “AL” e della sua importanza sappiamo praticamente tutto. E allora perché, improvvisamente, ritirare fuori questa vicenda?

Si tenga presente che tra il 26 e il 27 novembre non c’è stato giornale “serio” che non ha scritto “Un meteorite marziano scoperto nel 1992 in Antartide conterrebbe tracce fossili di microrganismi vissuti anticamente su Marte”. Ma lo sapevamo già! Perché ritornarci? E con il clamore della notizia inedita?

Perché, dicono, questa volta “abbiamo utilizzato un microscopio elettronico ad alta risoluzione” che non esisteva nel ’96 e che oggi “ci ha permesso di studiare a fondo i dischi di carbonato e i minuscoli cristalli di magnetite presenti all’interno del meteorite”.

Già. Forse è davvero una novità. Conta poco che delle dieci righe girate dalle agenzie di stampa la notizia più rilevante sembra essere soprattutto quella relativa agli artefici di questa “scoperta”. Il gruppo coordinato da Kathie Thomas Keprta, del Johnson Space Center della… Nasa.

Ops… La Nasa. Guarda chi si rivede! La dottoressa Keprta, il dottor David McKay, insomma tutti quelli che per un po’ lavorarono in Antartide a caccia di meteoriti.

Negli anni scorsi si erano tirati addosso un botto di polemiche e smentite. Ora, invece, le loro dichiarazioni sembrano accettate dalla comunità scientifica senza più tante resistenze.

E allora connettiamole queste notizie. L’annuncio della Keprta arriva tra il 26 e il 27 novembre. Proprio mentre Obama rimane muto rispetto alle attese dei “naviganti” della rete. Il “sigillo” sulla credibilità di questa notizia ce lo mette la Nasa. Cosa dobbiamo aspettarci, ora? Che qualcuno si ricordi che in Antartide qualcun altro, un po’ di tempo fa andava blaterando di strane storie, e di una “strana” area chiamata Base 211? E che quella base sarebbe una installazione sotterranea, costruita segretamente con le sotterranee convivenze di alcuni governi seriamente interessati alle esistenze extraterrestri? O magari dobbiamo cominciare ad aspettarci un po’ di generose rivelazioni sul Lago di Vostok, che sta sempre da quelle parti?

Ecco. Se anche le storielline della base 211, o del misterioso “lago delle ombre”, verranno rispolverate, forse conviene cominciare seriamente a pensare che il giochino de Il Pendolo di Focault può veramente diventare una speculazione pericolosa nella mani di chi ha un progetto preciso.

Ma noi, non ci crederemo mai. E’ solo una caso che di “AL”, il meteorite marziano, si è parlato proprio il 27 novembre. E’ solo un caso. Vero professor McKay? (stc)

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