Il mistero di Google si chiama H. G. Wells Il logo dedicato alla Guerra dei Mondi

di Gialli.it 21 settembre 2009

Un’ora di ritardo. Ma alla fine l’hanno cambiato. E una volta tanto possiamo prenderci tutto il merito dell’intuizione. Gialli.it è stato il primo portale a svelare che oggi, 21 settembre, Google avrebbe cambiato per la terza volta il logo. E lo avrebbe fatto in onore di Herbert George Wells, l’uomo che nel 1897 scrisse la Guerra dei Mondi. Il libro reso poi famoso grazie ad Orson Welles e alla sua storica trasmissione andata in onda alle 20.06 del 30 ottobre 1938 negli studi della Cbs, a Manhattan.
Nei due pezzi che riportiamo in apertura di giornale (Home Page) ecco tutto quello che accadde a New York il 30 ottobre del 1938.
E di seguito tutte le ipotesi che aveva fatto la rete sugli “strani giochi” del motore di ricerca più famoso del mondo.

di SONIA T. CAROBI

Eravamo stati tra i primi a “soffiare” la notizia. E, forse, ad averci creduto. Da Mountain View avevano un progetto preciso. Il misterioso cambio del logo del 5 e del 15 settembre  scorsi altro non era che una simulazione di quanto avvenne alle 20.06 del 30 ottobre 1938 negli studi della Cbs, a Manhattan. Un signore che si chiamava Orson Welles “raccontò” a modo suo un famoso romanzo di Herbert George Wells, “La Guerra del mondi”, e un po’ per caso, un po’ per divertimento, riuscì a far credere al mondo che gli alieni stava arrivando sulla terra.
Il cambio del logotipo in più tappe avrebbe portato al “terminale” del 21 settembre. Il giorno in cui nacque Wells.
C’erano diversi indizi, c’erano tracce anche abbastanza sorprendenti. Una su tutte le coordinate che Google lasciò su Twitter un po’ di ore dopo il secondo cambio del doodle. Il 15 settembre.
Un navigatore da quattro soldi e il gioco era fatto. Quelle erano le coordinate di Horsell. Nella contea di Surrey. Il luogo esatto dove atterra “il meteorite” di cui parla Wells nel suo romanzo.
Insomma per rimanere in tema di gialli si poteva pure far scattare la famosa frase “elementare Watson”. Il terzo appuntamento era per oggi. Pochi dubbi.
Durante la giornata di ieri sono stati in tanti a scriverci per sapere se avevamo “novità”. Ovviamente non ne avevamo e non potevamo averne. Però abbiamo provato a farci un giro in Rete e ci siamo accorti che sul mistero inspiegabile del doodle di Google le interpretazioni crescevano a vista d’occhio.
La rete si stava sbizzarrendo e col passare delle ore venivano fuori le ipotesi più incredibili, ma anche una serie di tesi affascinanti.
Abbiamo provato a metterle insieme tutte, o quasi. Per il resto ci prendiamo almeno la soddisfazione di aver capito che oggi il cerchio si sarebbe chiuso.

La tesi più accredita
La pubblica il Corriere.it il 7 settembre 2009. All’indomani del primo giorno di delirio per la strana operazione di Google del 5 settembre. “Niente rapimenti o hackeraggi interstellari – scrive Simone d’Ambrosio sul portale della storica testata milanese – il mistero dell’Ufo che sabato aleggiava sopra il logo della grande G è stato svelato. Si è trattato di un omaggio a Zero Wing, uno storico videogioco giapponese di cui ricorreva il ventennale dalla nascita”.
A dire la verità quella del Corriere non è una tesi originale. Il sito, infatti, non fa altro che condividere la soluzione proposta da un altro famoso quotidiano online. Il londinese Telegraph co.uk, che partendo dal primo messaggio di Google su Twitter (1.12.12 25.15.21.18 15 1.18.5 2.5.12.15.14.7 20,15 21,19) intravede un collegamento tra questo crittogramma (sostituendo i numeri a alle lettere dell’alfabeto 1/a, 2/b e così via, si ottiene la frase “All your O are belong to us”) e la scena iniziale del gioco dove campeggia proprio la frase “All your base are belong to us”.
Sono in molti ad accettare questa ipotesi. Sarà per rispetto al grande quotidiano, ma verrebbe da chiedersi perché Google si dà tanta pena per uno “sparatutto” giapponese neanche eccessivamente famoso. Ma, noblesse oblige, anche noi la diamo per buona. Poi si vedrà.

La tesi più ardita
Gli alieni sono i nuovi angeli dell’Era dell’Acquario. Maya docet.
Su questa ipotesi Gialli.it ha puntato alto. E’ affascinante, di moda e, almeno secondo noi, in linea con il gioco messo in campo da Google.
Un giochino semplice semplice. Una navicella extraterrestre appare su una delle “o” di Google (5 settembre), qualche giorno dopo (il 15 settembre) quell’astronave sta per atterrare. Su un’altra “o”. (che è un cerchio!). E’ prevedibile che arrivata al suolo lasci una traccia inequivocabile. Un cerchio. Appunto.
E allora veloci, dai misteri inspiegabili ai crop circles la memoria va al più inquietante dei cerchi di grano rinvenuto un po’ di tempo fa. Quello di Crooked Soley nei pressi di Hungerford. In Inghilterra. Il cerchio che più di tutti allude al calendario Maya.
Ci facciamo un giro sul Web e scopriamo un sito che sta tentando di lanciare un curioso allarme. La data della fine del mondo prevista, secondo i Maya, il 21 dicembre 2012, forse è sbagliata. Il countdown va fissato qualche mese prima: il 21 settembre 2012.
Bingo. Ecco su cosa starebbe giocando Google. “Tenete presente questa data. La terra sarà invasa dagli alieni e la resa dei conti è prevista per il 21 settembre”.
Ci piaceva questa cosa. L’abbiamo pubblicata e proprio con questo riferimento ci siamo anche convinti che oggi, 21 settembre, Google sarebbe ritornato sull’argomento. E avevamo ragione!

La tesi più divertente
Su questa interpretazione bisognerebbe prima chiedersi come la mente umana possa arrivare a tanto. Ma la cosa è lunga e Gialli.it non è la sede adatta. E allora è meglio raccontarla così “a crudo”.
Il luogo è l’India, il territorio nel quale ci muoviamo è quello della religione induista. Senza scavare troppo uno dei culti più diffusi è quello del Dio-elefante, Ganesha. Negli ultimi anni, questo culto si è sviluppato in maniera incredibile così come sono cresciuti in maniera esponenziale i presunti miracoli che portano la firma del Dio-elefante.
Ora attenzione: secondo la rivista Hinduism Today nel 1995 le statue di Ganesha avrebbero cominciato spontaneamente a bere latte! Cioè: uno va vicino alla statua con un cucchiaio pieno di latte lo avvicina alle labbra del Dio e il latte scompare! Il fenomeno si è ripetuto più volte e ha anche cominciato ad espandersi a macchia d’olio. Da New Delhi a New York, Canada, Mauritius, Kenya, Australia, Bangladesh, Malaysia, Regno Unito, Danimarca, Sri Lanka, Nepal, Hong Kong, Trinidad, Grenada e Italia. E in tutti questi paesi nessuno ha fatto un piega. Si tratta di un “miracolo”, un po’ come quello di San Gennaro,  in linea con lo spirito giocoso di Ganesha, uno Dio, a quante pare, amante di giochi e scherzi.
Che c’entra tutto questo con Google? Il miracolo di Ganesha avviene ogni 21 settembre! E nella zona dove il Dio-elefante beve latte appaiono sempre navicelle extraterrestri (sic!) che sembrano seguire l’avvenimento.
Da non credere. Ma c’è qualcuno che ha realmente pensato che Google stesse in qualche modo omaggiando il Dio-elefante.

L’ultima ipotesi
Ultima in assoluto. Nel senso che questa soluzione al mistero dei doodle di Google, è apparsa qualche minuto fa su molti siti americani. E in termini di curiosità non è niente male.
Anche perché i fautori di questa interpretazione erano assolutamente convinti che oggi il logo sarebbe cambiato. Ma vediamo quale è la loro tesi.
Vi ricordate dei teschi di cristallo? Ecco, se avete visto Indiana Jones dovete sapere praticamente tutto. Si dice che sarebbero 13, sparsi in tutto il modo. E si dice anche che se qualcuno riuscisse a metterli insieme accadrebbe qualcosa di veramente particolare. Gli ufo arriverebbero sul nostro pianeta e passeremmo la vita a contare cerchi nel grano.
Ok. Ma come si fa a metterli insieme? Si convincono privati e istituzioni in possesso dei teschi ad incontrarsi in un unico luogo. Così. Tanto per vedere l’effetto cha fa.
Qual è la notizia? Pare che qualcuno sia riuscito in questa operazione. Mettere insieme tutti i teschi. E chi si è visto si è visto.
La data dell’incontro? Ma come, non l’avete capito? Oggi! Il 21 settembre 2009.
E chi si è visto si è visto.

Sugli “strani” logo di Google leggi anche il nostro Dossier

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4 pensieri su “Il mistero di Google si chiama H. G. Wells Il logo dedicato alla Guerra dei Mondi”

  1. Come mai tutti questi dischi volanti nei loghi di Google? E’ una trovata pubblicitaria legata ad un film di fantascienza che uscirà in Europa e in altri paesi il 25 settembre. Il film si chiama District 9. Se andate nelle home page di Google degli altri paesi noterete che il logo di Google non è cambiato Addirittura il calcio italiano con la squadra del Parma calcio sta sponsorizzando l’uscita di questo film! Quindi è ipotizzabile che tutti questi loghi siano una trovata pubblicitaria. Aspettatevi un altro logo il 25 settembre.

    Marco del “Comitato per la maglia gialloblu”

  2. QUESTO E UN CERCHIO NEL GRANO MOLTO MISTERIOSO PER LE SUO INIZIALE G&H PER ME SI CHIAMA SCIENZA GEOMETRIA ARCHITETTURA ma anche
    growth hormone , ormone della crescita .
    21.08.2009 A ROUNDWAY DI CALNE INGLITTERE

  3. La tesi che i doodle siano ispirati al celebre autore de La guerra dei Mondi è sicuramente la più accreditata…non foss’altro perchè se si prova a salvare l’immagine sul proprio computer si scopre che il nome del file è proprio hgwells09.gif!

  4. Per me, in seguito a tutte le mie esperienze come contattato credo che dietro a tutto questo ci sia un movimento di consapevolezza delle masse al prossimo futuro evento di contatto con extraterrestri, ossia civilta’ evolute di altre costellazioni. L’evento e’ ormai palese e non si possono nascondere piu’ i numerosi avvistamenti e contatti grazie anche alla rete internet , youtube, e a tutti i nuovi sistemi di telefonia che permettono in breve tempo di immortalare immagini e video interessanti. Stiamo per essere contattati e’ il TEMPO DELLA LUCE.

    Namaste’
    Davide
    Walk-in 2009

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