“Bin Laden è vivo”: parola di Edward Snowden

Clamorosa rivelazione della gola profonda dell'Nsa

di Felicia Cortese 29 agosto 2015

Osama Bin Laden, il fondatore di Al Qaida, ucciso il 2 maggio 2011 in un’operazione militare congiunta tra corpi speciali della Marina degli Stati Uniti e Cia, è vivo e risiede alla Bahamas a spese dell’agenzia di spionaggio più famosa del mondo. E’ questa l’ultima, incredibile, rivelazione di Edward Snowden, l’ex tecnico della Nsa (National Security Agency) che da un po’ di tempo sta spiattellando tutti i segreti degli Stati Uniti d’America.

Ormai non lo ferma più nessuno l’Assange americano che sta mandando in crisi i governi di mezzo mondo.
Aveva cominciato nel 2013, passando a Glenn Greenwald del The Guardian informazioni sui programmi di intelligence secretati Prism e Tempora. Ne venne fuori uno scandalo di dimensioni imbarazzanti che svelava un piano di sorveglianza di massa messo in atto da alcuni governi all’insaputa dei cittadini. Era l’inizio del Datagate. Il mondo apprendeva che la Nsa oltre a spiare i presidenti francesi Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy e François Hollande, per dieci anni, a partire dal 2001, aveva controllato le conversazioni di milioni di persone.
Edward Snowden parva con cognizione di causa. Lui era un ex tecnico della Nsa e della Cia, per la quale lavorava a Ginevra sotto copertura. Guadagnando una cosa come 122mila dollari l’anno. Non era uno qualsiasi. Conosceva i programmi di intercettazione telefonica, ed aveva accesso a documenti riservati che poi ha diligentemente copiato e girato a giornalisti ‘amici’.
Nel giugno del 2013 gli Usa lo accusano di spionaggio. Lui scappa in Russia. Dove vive attualmente. In una località segreta.
Oggi l’ultima bomba del whistleblower del Carolina lascia veramente senza fiato.
Il blitz contro Bin Laden ad Islamabad sarebbe stata tutta una montatura. Il leader di Al Qaida sarebbe vivo e vegeto.
“Altro che operazione congiunta – dice Snowden – c’era un accordo preciso per farlo sparire e spostarlo, con tutta la sua famiglia alle Bahamas. Sono in possesso di documenti che dimostrano che il terrorista più temuto del mondo è ancora sul libro paga della CIA, e continua a ricevere più di 100mila dollari al mese, che vengono trasferiti direttamente sul suo conto in banca di Nassau. Non sono in grado di re dov’è ora esattamente. Ma quando lavoravo al Nsa sapevo perfettamente che viveva in una villetta con cinque mogli e un esercito di figli”.
Un bluff, dunque, l’Operazione Neptune Spear, l’azione congiunta delle unità antiterrorismo della Marina americana e della Divisione speciale della Cia, che all’1,09 del 2 maggio 2011 introdussero 24 agenti speciali nel nascondiglio del capo di Al Qaida, e lo uccidono ‘durante un conflitto a fuoco’. Fu Barak Obama a dare personalmente la notizia dell’uccisione. False anche le foto diffuse dalle agenzie di stampa, e che ritraevano Bin Laden morto.
Che dire? La notizia farà molto discutere. Staremo a vedere.

 

 

 

 

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