Serbia, torna la paura dei vampiri

di Ciro Sabatino 20 gennaio 2014

Poco più di un anno fa il consiglio comunale di un piccolo paesino della Serbia, aveva pubblicato una delibera con la quale allertava i propri concittadini sulla presenza di un vampiro ‘potenzialmente’ pericoloso. La gente del posto si era immediata organizzata e per le strade erano riapparsi amuleti e fasci di aglio.
Ad un anno di distanza Gialli.it ha tentato di capire cosa è accaduto in tutti questi mesi a Zaroje, il villaggio del Mugnaio-Farfalla.
di CIRO SABATINO

Sava Savanovic, non è Dracula. Partiamo da questo. Non ha un castello, e non ha neanche un blasone alle spalle. Non è un Conte, non ha natali illustri. E’ solo un mugnaio, proprietario di un vecchio mulino appoggiato sulla sponda del fiume Rogačića. Eppure la gente ha sempre avuto paura di quell’omino strano, vissuto nel 1600, e colpevole, pare, di aver ucciso tutti coloro che usufruivano dei suoi ‘servigi’.
“Quando morì – dicono in Serbia – il suo spirito si trasferì nel corpo leggero di una farfalla”. E da allora avrebbe cominciato a volare, di notte, a caccia di nuove prede. A caccia di sangue.
Questo accadeva un po’ di secoli fa. Poi di Sava, non si è saputo più nulla. E qualcuno ha anche cominciato a ‘giocarci’. Nel senso che il mugnaio-farfalla è diventato l’unica occasione turistica  di Zaroje. “Il villaggio – si legge in molti depliant – dell’unico vero vampiro serbo”.
Vanno così le cose. Anche la paura, a volte, si trasforma in business. Ma le superstizioni no. Quelle restano, e sono capaci di attraversare gli anni, le epoche, esplodendo quando meno te lo aspetti.
A Zaroje erano tutti tranquilli. E la storia del vampiro veniva raccontata ai turisti anche col sorriso sulle labbra. Fino a quando il vecchio mulino di Sava, l’attrazione del villaggio, non è crollato in una sola notte, senza nessuna spiegazione plausibile.
Ecco. E’ da allora che è ritornata la paura e Miodrag Vujetic, il sindaco del paese, è stato costretto a convocare d’urgenza il consiglio comunale per affrontare il ‘delicato’ problema.
Quale problema? Semplice. La gente del posto teme che ora che il Mugnaio non avendo più una dimora cercherà di accasarsi da qualche parte. Magari nell’abitazione di qualche notabile del paese. E bisogna darsi da fare. Bisogna ‘prevenire’ il rischio.
Detto fatto. Nel dicembre del 2012 il primo cittadino firma una delibera con la quale si chiede a tutti di rimettere fuori dalle case l’aglio, e magari di portarsi in borsa, anche quando si esce per la spesa, un paletto di legno. A punta. Di quelli che servono per uccidere i vampiri, appunto.
Non è uno scherzo. E’ andata esattamente così a Zaroje. Il consiglio comunale ha deliberato lo stato d’allerta anti-vampiro, e la gente si è organizzata.
Inutile dire che un anno fa la notizia ha fatto il giro del mondo. E il fatturato del turismo serbo ha fatto registrare una inevitabile impennata.
Ora è trascorso un anno da quei fatti e di Zaroje non si sa più nulla. Ma sono in molti a chiedersi se Sava si sia realmente fatto vivo. Siamo andati a curiosare nei quotidiani serbi, nel blog che seguono la cronaca di quelle parti, e abbiamo fatto uno scoperta.
Qualche mese fa, a novembre, il mugnaio sarebbe tornato sul serio. Intorno al mulino, dove secondo la leggenda sarebbe sepolto, sono state notate enormi impronte di un cane o di un lupo. Ma soprattutto sono in molti a giurare che nel paese, e nei dintorni, almeno cinque morti, apparentemente accidentali, devono invece essere considerate ‘misteriose’.
Chissà. Sarà per questo motivo che quella che era iniziata come un’operazione evidentemente pubblicitaria poi è stata risucchiata da un imbarazzante silenzio. Nessuno parla più di Zaroje. E anche i vecchi del posto non accolgono più con gioia e divertimento i turisti.
Sava Savanovic, il mugnaio-farfalla, è veramente tornato? Si è trasformato in un lupo? Ha ucciso come faceva un tempo? Nessuno lo saprà mai.
Non ci resta che aspettare il prossimo consiglio comunale!

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