Senigallia chiude col ricordo di Bologna

La Valigetta della Legalità, ultimo appuntamento

di Gialli.it 25 agosto 2015

Senigallia. Ultimo giorno per il Festival del Giallo. Si chiude con una riflessione sulla Strage di Bologna. Ma è anche il giorno per prendersi gli ultimi eventi del kermesse che ha fatto registrare entusiasmo, apprezzamenti e un grande successo di pubblico.

Era il due agosto 1980, quando nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna viene fatta esplodere una bomba. 23 chili di tritolo e in pochi attimi è l’apocalisse. Ottantacinque morti, duecento feriti, e l’Italia intera in ginocchio. Si tratta dell’attentato terroristico più grave della storia del nostro Paese.
A 35 anni esatti da quella strage non c’è ancora nessuna verità. Nessuna chiarezza.
E’ uno dei tanti motivi per i quali Ventimilarighesottoimari in Giallo ha scelto di chiudere, come da tradizione, sulla riflessione civile e sulla memoria dei fatti tragici della Storia d’Italia.
“E’ un momento di riflessione per non dimenticare mai – ha spiegato il sindaco Mangialardi – che la democrazia non è mai una conquista definitiva, ma un valore da difendere e costruire ogni giorno”.
E allora proprio il ‘sipario’ del Festival del Giallo è memoria e ricordo per una delle stragi più dolorose e devastanti del nostro paese.

Si chiama la “Valigetta della Legalità”, l’evento contenitore che il Festival dedica al romanzo civile. In realtà, però, quest’anno non sarà un libro al centro dell’appuntamento, bensì il documentario del regista Matteo Pasi sulla strage di Bologna.
“Un solo errore, Bologna 2 agosto 1980”, è questo il titolo che Pasi ha scelto di dare alla sua opera e sottolineare l’unico grave errore che allora venne commesso dai terroristi: scegliere Bologna come obiettivo nel cinico tentativo di colpire la democrazia. La città, invece, in quei giorni seppe reagire con grande maturità, manifestando il proprio sdegno e riappropriandosi delle piazze cittadine come luoghi della democrazia.
Il documentario di Pasi mostra le drammatiche immagini impresse nella memoria collettiva del Paese e racconta le indagini dei magistrati bolognesi, così come il costante impegno dell’Associazione dei familiari delle vittime per risalire alla verità.
Appuntamento, dunque, alle ore 21,30 alla Rotonda a mare. Al termine della proiezione interverranno il sindaco Maurizio Mangialardi, Matteo Pasi e Mario de Marchi, in rappresentanza dell’Associazione Familiari Vittime della strage di Bologna.
“Come negli anni passati con la strage di Ustica e quella di piazza della Loggia a Brescia – ha dichiarato il primo cittadino– anche questa edizione di concluderà con un’iniziativa dedicata a uno degli episodi più bui della nostra storia repubblicana. Una riflessione per ricordare i princìpi fondamentali della nostra democrazia e della nostra Costituzione, e soprattutto per non dimenticare mai che la stessa democrazia non è mai una conquista definitiva, ma un valore da difendere e costruire ogni giorno. Non a caso, associamo questo momento alla nostra Valigetta della Legalità, simbolo della viva e proficua collaborazione tra la nostra Amministrazione e l’associazione Libera di don Ciotti”.

Prima del gran finale, nel pomeriggio alle 18,45, all’Angolo Giallo (via Fratelli Bandiera), da non perdere anche la presentazione del libro di Adele Marini Io non ci sto. Protagonista di questo intrigante noir è il commissario della squadra mobile Marino, introverso ma dotato di un grande fiuto, che di fronte a un duplice omicidio dai contorni torbidi sentenzia: “Qui ci sta puzza di Servizi”.
Ora non resta che darsi da fare per la quinta edizione del Festival.

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