Il mistero di Sandy Island

di Gialli.it 24 novembre 2012

Un’isola sparita nel nulla. Ecco l’ultimo mistero dell’Oceano Pacifico. Si chiama Sandy Island. La trovate tranquillamente su Google Earth, eppure…
di Ciro Sabatino

Roba da Lost. Roba da science fiction. Tanto per intenderci. Un’isola segnata sulle mappe, segnalata da Google Earth, che però non esiste. Nel senso che quando qualcuno ha tentato di arrivarci, con le coordinate giuste, quelle di sempre, poi, alla fine, non l’ha trovata. Sparita nel nulla. Puff.

Accade anche questo alle porte di questo strano inverno 2012. Scienziati, studiosi che rimangono a bocca aperta di fronte ad un fenomeno apparentemente inspiegabile. A meno che…
Ma proviamo a capirci qualcosa.
La nostra storia comincia qualche mese fa. In estate. Quando un team di studiosi della University di Sidney assume l’incarico di rilevare l’area in prossimità della Nuova Caledonia. Si tratta di fare una sorta di monitoraggio delle isole e delle profondità abissali. Per stabilire il livello di terre emerseche si sono staccate dall’Australia nel suo movimento verso nord-est degli ultimi 100 milioni di anni.
Durante una prima valutazione dello specchio d’acqua a largo della Nuova Caledonia si imbattono in un’isola con una caratteristica anomala. Il mare che la bagna, tutto intorno, è profondo oltre 1500 metri. E come se uno dalla spiaggia mettesse un piede in acqua e si ritrovasse in mezzo all’Oceano Pacifico. Non è esattamente una cosa normale.
Ok. C’è da andare a controllare di persona. Devono essersi detti questo i nostri prodi ricercatori. Fatto sta che in meno di una settimana il team è tutto sulla Southern Surveyor. Una nave laboratorio che li porterà dentro il mistero.
Il viaggio dura qualche giorno. E la sorpresa arriva inesorabile. Nel punto esatto segnato dalle coordinate 19°13’28” S e 159°56’190”ci dovrebbe essere Sandy Island. E invece c’è solo l’orizzonte e qualche pesce strampalato che saltella a pelo d’acqua.
Detta così non rende. Perché dovreste immaginarvela la faccia di sei scienziati che guardano su Google Earth un’isola che dovrebbero avere di fronte, e che invece non c’è. Neanche un po’.
Inutile dire che il pensiero va a Lost, e all’Isola che si spostava nel tempo. Ma qui siamo di fronte ad un fatto concreto, e quella stramaledetta isola ci dovrebbe stare per forza, in quel punto.
Alla fine i nostri se ne sono ritornati alla base senza tanta voglia di scherzare. L’isola non è neanche sotto il livello dell’acqua. Insomma non si è inabissata. Non c’è e basta. Un mistero. Non c’è che dire.
Alla fine, a quei pochi giornalisti che insistevano con le domande del cavolo, i nostri hanno ri8tirato fuori una spiegazione del cavolo. “Un errore. Sandy Island è un errore di qualche marinaio che ha alzato il gomito. E si è convinto che in quel punto c’è un’isola. E ha anche segnato le coordinate e tutto il resto”.
Il seguito della storia, secondo quelli della University di Sidney, è un classico di Internet. Tu scrivi una cosa e quella cosa viene ripresa e ripetuta all’infinito. In un circolo inarrestabile. Come deve essere capitato per le coordinate segnate dal nostro marinaio etilico. Quella segnalezione sarebbe stata ripresa da tutti. Anche da Google Earth. Ed è nata l’isola che non c’è.
Regge, secondo voi? Bah…

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Un pensiero su “Il mistero di Sandy Island”

  1. La Luna ha da sempre i suoi fenomeni transitori inesplicabili. Perché non possiamo averne almeno uno anche noi ?…..
    edp

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