L’Aquila. Rubata la reliquia di Wojtyla Si segue la pista satanica

di Gialli.it 27 gennaio 2014

L’Aquila. Rubata la reliquia con il sangue di Giovanni Paolo II. Gli inquirenti non escludono la pista satanica.
La reliquia (un pezzo di stoffa intrisa di sangue, dopo l’attentato al Papa del 1980 in piazza San Pietro) fu donata circa tre anni fa dall’ex segretario particolare di Giovanni Paolo II, il cardinale Stanislaw Dzuwisz, per testimoniare la presenza spirituale di Wojtyla in uno dei suoi luoghi preferiti.

Se la son portata via l’altra notte. Una piccola ampolla con alcune goccie del sangue di Karol Wojtyla. La reliquia, una delle tre esistenti al mondo, era conservata in una piccola chiesa di San Pietro della Ienca. In Abruzzo. A pochi passi da L’Aquila. Nella chiesetta del Papa.
Hanno agito di notte, a colpo sicuro. Volevano quell’ampolla e non hanno perso tempo. Se la son portata via l’altra notte. Lasciando nella sconcerto la piccola comunità abruzzese legata in maniera viscerale a quella piccola reliquia, e alla chiesetta tanto amata da Giovanni Paolo II.
Ora è cominciata la caccia. Sono più di cinquanta i carabinieri, guidati da dal comandante provinciale, Savino Guarino, che da ore stanno setacciando la zona, ai piedi del Gran Sasso, nella speranza di chiarire il mistero.
Hanno un pista. Imbarazzante, inquietante. Chi ha preso quel sangue lo ha fatto per evocare il Demonio.
E non è uno scherzo. Sulla vicenda Giovanni Panunzio, coordinatore nazionale dell’Osservatorio Antiplagio, è stato chiaro. Il giorno del furto “coincide nel calendario satanico con l’inizio del dominio del demone Volac, evocato dal 25 al 29 gennaio, periodo nel quale rientrano anche il ricordo sacrilego e il risvolto satanico dell’olocausto nazista nella Giornata della Memoria, per preparare il capodanno di Satana che si celebra il primo febbraio”.
I ladri hanno segato una sbarra di ferro della finestra, sono entrati e hanno asportato la reliquia. A scoprire il furto, domenica mattina, il parroco Josè Obama.
Ora la Procura dell’Aquila ha aperto un’inchiesta. Non si esclude il furto su commissione. Il mercato delle reliquie nelle sette sataniche è molto fiorente e i simboli sacri, anche senza valore artistico, ma unici, come quello di San Pietro della Ienca, vengono pagati decine di migliaia di euro. Gli inquirenti temono anche una eventuale richiesta di riscatto.

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