Il documento ritrovato

Una traduzione dal greco dell'allievo Pascoli per il prof. Carducci

di Serena Laudadio 17 agosto 2015

L’ha ritrovato in un’antica biblioteca privata di un professore universitario. Un compito. Di greco. Allievo Giovanni Pascoli. Docente Giosuè Carducci. E in calce un ‘molto bene’ che ora sta facendo il giro del mondo.
Ecco la storia del ‘documento ritrovato’ che vede coinvolti due monumenti della cultura italiana. Protagonista della clamorosa scoperta Alessandro Anniballi, professore di musica e maestro di coro di Capranica, in provincia di Viterbo.

Un caso. Di quelli che sembrano scritti dal Destino. Un docente universitario che muore, una biblioteca messa insieme per una vita che rischia di finire nelle mani di un qualsiasi rigattiere, e un maestro di musica che sfogliando le pagine di uno di quei libri si accorge che c’è ‘qualcosa di strano’.
La notizia, come ormai capita sempre più spesso, postata su Facebook. Per la rabbia di quotidiani e giornalisti di mezzo mondo. Un professore di musica apprende da una sua amica che una antica e prestigiosa biblioteca privata di un famoso docente universitario morto da poco, sta per essere ceduta. Magari al rigattiere di turno.
Lui si chiama Alessandro Annibali. È maestro di coro a Capranica, in provincia di Viterbo. Ma è anche appassionato di libri antichi. Decide di andare a vedere questa biblioteca. E la figlia del docente universitario che aveva messo insieme quella collezione per anni gli lascia campo libero. “Prenda ciò che vuole”. Gli dice.
Annibali si porta via un po’ di libri. Tra questi Traduzioni, e riduzioni di Giovanni Pascoli raccolte e riordinate da Maria Pascoli. La sorella del poeta.
E fa il colpo del secolo.

A metà del libro ci sono alcuni fogli di carta spessa. Sono cuciti alle pagine del volume. “Toccandoli – racconta Annibali su Fb – si sentiva la vergatura della penna stilografica”.
Anniballi li stacca con delicatezza e li sottopone ad un esperto. Bingo. Si tratta di un compito di greco. Scritto da Pascoli per Carducci. Il poeta, ancora tra i banchi di scuola, spiega i criteri utilizzati per la traduzione. Poi affronta il testo: Batracomiomachia.
Alla fine della traduzione due parole: “Molto bene”. Sono il ‘voto’ di Giosuè Carducci al suo ‘allievo’.
Inutile dire che si tratta di una scoperta meravigliosa. Alcuni compiti di Pascoli erano già stati messi in mostra alcuni anni fa. Ma il ‘molto bene’ di un poeta ad un poeta, ha fatto il giro del mondo in poche ore. 

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