Risolto il mistero del pianoforte abbandonato nella Biscayne Bay

di Gialli.it 27 gennaio 2011

Risolto il mistero del pianoforte abbandonato sulla lingua di sabbia della baia di Biscayne. A lasciarlo lì due cineasti indipendenti che considerano il gesto una denuncia con la superficialità di Miami.

Per quarantotto ore hanno sognato. Hanno detto, scritto e pensato le cose più romantiche e affascinanti. Chi può lasciare un pianoforte a coda su una lingua di sabbia che finisce nel cuore di una delle più belle baie della Florida? Un uomo innamorato, una pianista disperata, un musicista folle d’amore.
Lui, quel magnifico e misterioso cassone nero, era spuntato per caso, in una mattina come le altre, mentre Miami si svegliava torpida e distratta. Qualcuno lo aveva lasciato a settanta metri dalla costa nella Biscayne Bay, alle porte dell’Oceano Atlantico.
E da quel momento era cominciato il mistero. Come hanno fatto a portarlo lì? Pesa trecento chili. Possibile che nessuno si sia accorto di niente? All’inizio, proprio martedì scorso, era circolata la storiellina che quel piano a coda abbandonato non era altro che il dispetto di un marito tradito ad una moglie pianista e “distratta”. Poi le chiacchiere si erano perse nella leggenda. Nessuno riusciva a dare uno straccio di spiegazione e il pianoforte era diventato la postazione preferita dei gabbiani della Biscayne. Il resto erano sogni e spunti per scrittori a caccia di emozioni.
Poche ore fa la verità. A lasciare il misterioso piano sulla lingua di sabbia sarebbero stati due cineasti indipendenti non nuovi a queste “installazioni”. Anais Billoy e Yeager hanno svelato al New Times che ci hanno messo sei ore per trascinare il curioso relitto in mezzo alla baia. La loro è una “provocazione contro la vanità di Miami” troppo distratta e superficiale, dicono.
Naturalmente hanno raccontato anche che la trovata non è originale. Altri pianoforti, negli anni scorsi, erano stati lasciati a Malibu, in Costa Rica e in Guatemala.
Mistero risolto, dunque. Ora le autorità stanno valutando di lasciare il pianoforte lì, come installazione permanente. I gabbiani sorridono, felici. (bg)

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