Rennes-le-Chateau. Apre il museo dei misteri

di Gialli.it 29 giugno 2009

Il 1 marzo 2009 ha aperto il nuovo museo dedicato all’abate Saunière ed ai misteri di Rennes-le-Château. Nella minuscola cittadina della Linguadoca-Rossiglione, oltre a visitare la chiesa di Santa Maddalena, è ora possibile scavare nella mole di documentazione esoterica redatta nel corso degli anni.

di DIEGO ROMANO

“Terribilis est locus iste”. Questo luogo incute terrore, o anche rispetto. Così recita la scritta sul frontone della chiesa. Cerca di avvertirci, non si può indugiare. Bisogna prenotare il viaggio.

Situato tra le colline della terra catara, il paesino arroccato è incredibilmente piccolo. Una strada che si arrampica in una landa desolata fino a giungere all’agglomerato medievale. Una ventina di case, una chiesa, uno shop dedicato al tema mistero. Da qui è partita la leggenda del Sacro Graal come Sangue Reale. Da qui alcuni studiosi di esoterismo hanno iniziato a comporre quel fantastico puzzle che ha portato alla scrittura de Il Codice Da Vinci.

L’abate Bérenger Saunière, parroco della chiesa di Santa Maddalena alla fine del XIX secolo, aveva deciso che era necessaria una ristrutturazione. Era il 1887. Da quel momento in poi la cittadina di Rennes-le-Château non è stata più la stessa.

Nello svolgere i lavori l’abate aveva scavato, trovato qualcosa. Qualcosa di tale valore da permettergli di stravolgere il progetto originale. Qualcosa che gli ha fruttato tanto da ampliare, rimodernare e arricchire quello sperduto luogo di culto ben oltre i più ottimistici budget dell’epoca.

Non ha mai detto cosa avesse trovato, ma la simbologia che ha lasciato nell’opera intera permette molta speculazione. Il tesoro degli Albigesi, un sepolcro colmo di ricchezze, pergamene che raccontano una verità scottante. Queste sono alcune delle ipotesi. Ogni idea è stata approfondita, ogni tesi valutata. Decine di libri e documentari, centinaia di articoli e indagini: migliaia di appassionati di tutto il mondo sono ancora irresistibilmente calamitati dal mistero. Un luogo minuscolo che ha tutti gli elementi per accendere il fuoco dell’investigazione esoterica.

Antoine Captier, Christian Doumergue e Mariano Tomatis sono i ricercatori che hanno votato la loro dedizione a preservare i lasciti di Saunière. I primi due, francesi, sono i responsabili di Terre-de-Rhedae, l’associazione che gestisce il museo nel presbiterio della chiesa. Tomatis invece gestisce il Gruppo italiano di Studio e Documentazione su Rennes-le-Château. Hanno deciso di unire le forze per dare l’opportunità ai visitatori della chiesa di Santa Maddalena di approfondire sia la storia del luogo, sia quella dell’abate che l’ha reso famoso. Tanti pannelli illustrati e la ricostruzione degli ambienti dove viveva Saunière. Una biblioteca dei testi più celebri, ma anche tante decorazioni dal significato oscuro.

La simbologia creata dall’abate lascia senza parole anche i meno esperti. Si entra nella chiesetta richiamati dall’odore di umido, di mistero, e ci si ritrova affianco ad un’acquasantiera retta da un diavolo scolpito nel legno, dipinto con colori densi, inquietanti.

Non si può restare indifferenti quando si va a Rennes-le-Château. Si scovano segni ovunque, si intuiscono indicazioni che altri hanno trascurato. Ma andare preparati rende l’esperienza ancora più travolgente.

La bibliografia sul tema è immensa, i siti web innumerevoli. Ognuno con la sua versione, ognuno con i suoi critici. In cima a tutti Il Santo Graal di Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, un libro che parte dalle vicende dell’abate Saunière per sostenere l’ipotesi di Maria Maddalena come sposa di Gesù storico. Un testo tacciato da Umberto Eco come “il modello di fantastoria più sfacciato”.

Ma non bisogna trascurare la  Gazzetta di Rennes-le-Château e Indagini su Rennes-le-Château, due riviste italiane con studi e aggiornamenti sulle tematiche legate alla cittadina. Entrambe sono facilmente reperibili sul web, ma anche nello shop annesso alla chiesetta.

Con tutta la documentazione in tasca, non resta che partire. Raggiungere Carcassonne in auto e poi perdersi nei territori che furono degli eretici catari.

Per un soggiorno inquietante si può scegliere l’Hotel Terminus. Sopravvissuto dalla Belle Epoque ad oggi, porta con se emozioni da Overlook Hotel di Shining. L’intera area della Carcassonne bassa, Bastide St. Louis, ha il favoloso fascino della decadenza inarrestabile. Soggiornando lì si può innescare un meccanismo di reazione: le atmosfere eteree dei martiri albigesi vengono contrapposte ad una città fantasma vittima dei suoi stessi antichi splendori. La vertigine è assicurata.

Imperdibile una visita al vicino castello di Montségur, per ricordare il martirio di chi credeva nella perfezione dell’anima umana ed è morto per questa fede. Solo così si può capire come il territorio di questa parte d’Europa si presti perfettamente alla nascita di leggende su cavalieri dissidenti, tesori nascosti, tombe profanate e personaggi semi-divini.

Visitare il territorio di Rennes-le-Château permette di rivivere un’epoca di transizione trascurata dai libri di storia. Quando un mondo popolato da fantasiosi e innocui movimenti cristiani lasciò il passo alla Chiesa romana unitaria, lasciando nascosta una eredità di misteri rimasti ancora insoluti.

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0 pensieri su “Rennes-le-Chateau. Apre il museo dei misteri”

  1. Scrivo da Torino, vado tutti gli anni a rennes le chateau d’estate col mio camper. E’ un luogo ricco di fascino e di mistero, si respira nell’aria, la cosa bella è proprio questo mistero, secondo me, deve rimanere tale. ciao

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