Rapine celebri e colpi del secolo

Ecco i banditi più famosi di tutti i tempi

di Gialli.it 18 luglio 2009

Rapine indimenticabili, colpi del secolo, uomini d’oro, donne con la pistola. Qualche giorno fa un anziano signore che di mestiere fa  il ministro della giustizia al servizio di Maggie, ha negato la libertà sulla parola al vecchio Ronnie Biggs, il protagonista di una delle rapine più incredibili del secolo scorso. E qualche ora dopo, in Italia, in uno squallido quartiere alla periferia di Milano, è stato fermato Leonardo Notarbartolo, l’uomo del “colpo di Anversa”. Si portò via un paio di bustoni pieni di diamanti. E chi si è visto si è visto. L’hanno ripreso con qualche bustina di gioielli. Perché per lui è più facile smettere di fumare che andare in giro per caveau. Biggs e Notarbartolo: il vizietto di sempre: svaligiare banche. Il vizietto di tanti. La cui vita oggi è leggenda. Noi vi raccontiamo la storia dei cinque “banditi” più famosi di tutti i tempi. E chi si è visto si è visto.

di ANTONIO SCATTERO

Ci vuole un inizio? Ok. 6 ottobre1866. Ci vuole un posto preciso? Vabbè. Mettiamo la bandierina su un posto del cavolo. Il punto esatto dove l’Ohio si tuffa nel Meschacebé. Il padre delle acque. Il Mississippi.
Più preciso di così…
Dunque. 6 ottobre 1866. Illinois. Strada ferrata. Chilometro 432. Sera. Orario imprecisato. Non si vede un tubo. Tranne uno sbuffo bianco che si alza ad intermittenza sulla linea dell’orizzonte. E’ fumo. Vapore. E’ un treno. Ma mica un treno qualsiasi. E’ il mitico Ohio&Mississippi Express. Sei carrozze, la locomotiva, e un carico speciale. 15 mila dollari in lingotti d’oro. I risparmi di un po’ di cowboy sfigati.
Il panzone di ferro avanza lento quando il tizio che sta alla guida si accorge che sui binari c’è qualcosa. E’ un carro. Con quattro cavalli. Cazzo.

Ecco qua. Ora ci potete mettere qualsiasi cosa. Tipo che il tizio scende, bestemmia, grida ma “porcobue vi togliete dai coglioni”, o cose del genere. Non cambia niente. Quello che sta accadendo il 6 ottobre 1866 al chilometro 432 di una cacchio di strada ferrata dell’Illinois è una cosa che ha a che fare con la storia. Quello è il primo assalto ferroviario di tutti i tempi. E ci vuole un po’ di rispetto. Cazzo.

John Reno. Premiata ditta Reno and Brothers
Andò così. Più o meno andò così. Quattro uomini, su un carro con quattro cavalli e di fronte l’Ohio&Mississippi Express. Il treno dei lingotti d’oro. La prima rapina dell’Ottocento. A firmarla John Reno, il più grande di una famigliola di rapinatori che per un po’ di anni terrorizzò l’America settentrionale. Erano quattro fratelli e dopo aver svaligiato un po’ di banche si resero conto che era molto più facile fermare locomotive e prendersi tutto quello che c’era a bordo. Li fermò la leggendaria Agenzia Pinkerton e nel 1868 qualcuno decise che dovevano pagare. Furono massacrati in una prigione alla periferia di Nuova York. E chi si è visto si è visto.

Jessie James. Robin Hood nel Far West.
Già. Proprio come Robin Hood. Jessie era considerato un eroe romantico. Uno che combatteva contro gli odiati Yankees a favore dei Confederati. Un inguaribile romantico sudista che in 16 anni di carriera svuotò venti banche, sette treni e tre carrozze postali. Nel suo personalissimo curriculum una spettacolare rapina alla First National Bank di Northfield, nel Minnesota. Lui entrò e si trovò di fronte tutto il paese. Che lo aspettava. Echeccazzo Jessie. Qui, no!
Fine della carriera. Morte da quattro soldi. Gli sparò un cugino. Robert “Bob” Ford. Che incassò la taglia sulla sua testa. E chi si è visto si è visto.

Adam Worth, il numero uno. Parola di Sherlock Holmes.
“E’ il più importante, abile e pericoloso criminale di professione di tutti i tempi”.  Disse  Allan Pinkerton, il fondatore dell’agenzia investigativa più famosa d’America. Lui ringraziò e si infilò nel caveau della Boylston Bank di Boston. Quando uscì aveva un valigia con dentro bigliettoni per un valore di circa mezzo milione di dollari. Per mettere a segno quel colpo aveva aperto un negozio a fianco alla banca. Vendeva tonici orientali. E scavava. Un tunnel. Che lo portò davanti ad una cassaforte. E lo fece diventare il numero uno dei ladri di banche. Un grande “professionista” che aveva creato una vera e propria organizzazione con tanto di ruoli e regole rigorosissime. I membri della banda non potevano bere ed era bandito ogni ricorso alla violenza.  Si fece fregare durante un assalto ad un portavalori. In Belgio. Quando la moglie scoprì la doppia vita di Adam impazzì. Lui morì povero. E dimenticato.  A Londra. Fino a quando un signore che si chiamava Conan Doyle non si ricordò di lui e gli dedicò il personaggio considerato l’unico degno avversario di Sherlock Holmes: il prof. Moriarty. E chi si è visto si è visto.

Bonnie & Clyde. Pallottole e pubblicità
Non potevano mancare i fidanzati gangster. Ma ad essere corretti nella nostra “classifica” non ci dovrebbero stare. Perché loro erano ricercati per i furti nei negozi e per i furti d’auto. Insomma, ladri di polli, che misero assegno solo quattro rapine. E due fallirono miseramente. Però avevano un buon ufficio stampa. E un bel giorno Bonnie Parker si fece fotografare davanti ad una Sedan, col sigaro e la pistola e fu subito mito. Quella Ford ora è esposta nel foyer di un hotel del Nevada. Ci sono ancora i 160 fori delle pallottole che la mattina del 23 maggio 1934 stesero la coppia criminale più celebre d’America. Lei aveva 23 anni. Lui solo 24. E chi si è visto si è visto.

Jules Bonnot. E la banda su quattro ruote
Se l’è inventata lui la tecnica denominata “rapina e fuga in auto”. Meglio dirlo subito. Perché, magari uno non lo conosce e dice… e che c’entra questo qua. Caspita se c’entra: il capo della banda Bonnot è stato il primo a capire che se vai a rapinare una banca e meglio saltare su un’automobile e scappare via, che non darsela a gambe.
E poi lui con le macchine ci sapeva fare. Era meccanico. A Lione. E qualcuno dice che per un po’ fu anche l’autista di Arthur Conan Doyle. Poi era anarchico. E non è una cosa messa a cazzo. No. Lui era anarchico e aveva deciso che per finanziare la sua personalissima rivolta contro il mondo bisognasse svaligiare le banche. In automobile. Ovviamente.
Per fermare la sfilazzata di colpi celebri ci vollero 500 poliziotti che decisero di circondare la sua casa e fargli saltare la camera da letto con la dinamite.
Un po’ di anni dopo alla Sorbonne di Parigi gli studenti, durante un’occupazione, gli dedicarono l’aula magna. “Salle Jules Bonnot” c’era scritto. E chi si è visto si è visto.

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9 pensieri su “Rapine celebri e colpi del secolo”

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