“Quella casa è infestata”

e la Corte d’Appello ordina la restituzione della caparra

di Gialli.it 30 Luglio 2019

Ghostbusters di tutto il mondo in festa. Oggi è un anniversario importante per gli acchiappafantasmi. Trent’anni fa, proprio nell’estate del 1989, la Corte d’Appello di New York, in una sentenza rimasta storica, dichiarò casa Ackley, a Nyack, infestata. Imponendo al venditore la restituzione di parte della caparra.
La storia, che sta facendo il giro del mondo in queste ore, cominciò proprio alla fine di luglio del 1989, quando Helen Ackley, proprietaria dell’edificio vittoriano appollaiato sul fiume Hudson a pochi passi da New York, mise in vendita la villa che molti anni prima prima si era guadagnata un ampio servizio sul Reader’s Digest: La nostra casa stregata sull’Hudson”. La notizia fu immediatamente ripresa dai quotidiani locali che ben ricordavano la vicenda, e sapevano anche che l’edificio faceva parte di una sorta di Ghost Tour molto ‘prenotato’ in America.
Capita, però, che non tutti seguano i giornali, e le notiziole dedicate ai fantasmi. Per cui, poche settimane dopo spuntò un compratore, convinto di star per fare l’affare del secolo.

Al compromesso, l’errore fatale. L’Agenzia immobiliare, e la stessa signora Ackley, omisero le storie che giravano intorno alla dimora di Nyach e incassarono la caparra.
Fu solo dopo che Jeffrey M. Stambovsky, l’ingenuo acquirente, apprese dei fantasmi e tutto il resto. E chiese la restituzione dei soldi versati. La Ackley si rifiutò dicendo che tutta New York sapeva, e la vicenda finì in tribunale.
Due anni dopo, nel 1991, la clamorosa sentenza. Quella casa è davvero infestata, ma la caparra va restituita in parte, perché la notizia è nota.
Il caso passò alla storia come Stambovsky v. Ackley, ma tutti lo ricorderanno come la Sentenza degli Acchiappafantasmi. Il primo verdetto con il quale si riconosce la presenza di spettri all’interno di un edificio infestato.
Oggi trenta candeline, per una storia buffa, da non dimenticare.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



Go Up