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Processo alla Banda del Louvre

In 17 'controllavano' tutti i musei di Parigi

di Gialli.it 3 settembre 2015

Si apre oggi a Parigi il processo alla banda di scippatori che per dieci anni ha terrorizzato i turisti del Louvre.
Scoperti trasferimenti di denaro per 700mila euro. E complicità con alcuni dipendenti e guardiani del Museo.
Processo spettacolo. Attese colpi di scena e divertenti curiosità sulla dinamica dei furti.

Erano in 17. Tra uomini e donne. Soprattutto rumeni. Controllavano tutti i musei e i luoghi più visitati di Parigi. Dal Louvre alla Torre Eiffel, passando per il museo d’Orsay e spingendosi finanche a Versailles.
La tecnica era quella di sfruttare il caos dei giorni di massimo afflusso, tentando di essere presenti in più luoghi possibili.

Nel museo si presentavano vestiti da turisti, con macchina fotografica al collo e sguardo estasiato. Davano anche la sensazione di essere abbastanza ricchi. Soggiornavano in alberghi lussuosi e si muovevano in taxi. In questo modo avevano messo insieme un bottino da 700mila euro che poi avevano tentato di trasferire in Romania.
Una vera e propria banda, insomma. Che si spartiva Parigi, e ‘operava’ nel mondo dell’arte. Con un capo anziano, e una struttura gerarchica. Probabilmente con i membri tutti legati da vincoli familiari.
Secondo gli inquirenti francesi che li hanno braccati per anni, riuscivano ad assicurarsi fino a cinquemila euro al mese tra piccoli furti e scippi. E Pagavano mazzette a dipendenti e guardiani compiacenti. Gente praticamente messa a libro paga che riusciva a ‘guadagnare’ con questa ‘collaborazione’ anche 2500 euro al mese.
Scippi, borseggi, e se le cose andavano male la regola era ‘fare casino’. Si stendevano a terra, cominciavano ad urlare, si spogliavano. Qualsiasi cosa pur di creare ancora più caos e scappare tra la folla impaurita.
I primi arresti nella primavera del 2014. Quando furono fermati anche i due capi dell’organizzazione, e altri dieci ‘soldati’ dalla cricca. Poi un anno per attendere le estradizioni dalla Romania e ora, finalmente, il processo. Che promette curiosità e colpi di scena.

 

 

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