Polonia. Trovato ‘treno d’oro’ dei nazisti

La scoperta di due cacciatori di tesori in una galleria di Breslavia

di Francesco Guidi 19 agosto 2015

Un treno nazista, carico d’oro, sarebbe stato ritrovato in Polonia da due ‘cacciatori di tesori’. Si tratterebbe di uno dei tanti ‘treni d’oro’ scomparsi nel 1945, e intorno a quali, per anni, sono fioccate leggende.

La notizia è di queste ore, e ancora non sono chiari tutti i particolari.
Due uomini, un polacco e un tedesco, che si occupano di tesori perduti, sarebbero riusciti ad individuare un treno leggendario. Il treno carico di armi, gemme e altri preziosi (forse anche opere d’arte rubate e lingotti d’oro), che nel 1945 scomparve letteralmente tra le gallerie della Bassa Slesia, in Polonia, nella zona del Castello Ksiaz.
Era un convoglio che ‘scappava’ dall’avanzata dell’Armata Rossa, e che ebbe un incidente nei pressi di Breslavia (Wroclaw in polacco). In questa zona, in mezzo alle montagne, lungo la linea ferroviaria, erano state costruite una serie di gallerie poi distrutte durante la guerra. E’ in uno di questi tunnel che il treno sarebbe stato abbandonato in fretta e furia da tedeschi.
“Lo hanno cercato in centinai – dicono le autorità della zona – e nessuno ha mai trovato nella. Quel treno è solo l’ennesima leggenda metropolitana sui tesori dei nazzisti”. Sarà. Ma i due misteriosi cercatori di tesori si sono rivolti ad uno studio legale polacco per farsi tutelare nella inevitabile guerra che seguirà sulla proprietà del treno e sui diritti di che l’ha trovato.

Un episodio simile si registrò già nel maggio 1945. Quando gli americani intercettarono un treno carico d’oro che d’Austria tentava di raggiungere l’Ungheria. I soldati americani fermarono il convoglio e sequestrarono il carico. C’era di tutto. Quadri e oggetti preziosi per una valore di 200 milioni di dollari dell’epoca. Si disse che era il ‘Bottino dell’Olocausto’. E anche in quel caso ci fu una lunga guerra legale tra l’Ungheria (che sosteneva che quell’oro apparteneva agli ebrei ungheresi) e gli Stati Uniti per la proprietà di quel tesoro.
C’è poi il ‘caso’ del Treno di Fortezza. Il 16 dicembre 1943 un treno proveniente da sud entrò nella stazione di Fortezza. Era carico di casse di legno oblunghe, che contenevano piccoli recipienti straordinariamente pesanti. Sorvegliato da soldati delle SS, il carico fu stivato in una galleria fatta scavare da prigionieri di guerra russi nella roccia. Probabilmente né loro né i loro sorveglianti immaginavano cosa contenesse quel carico: 127,5 tonnellate d’oro, le riserve della Banca d’Italia.
Una grossa parte di quel tesoro scomparve nel nulla. E di quella storia rimangono solo i misteri. Come, ad esempio, il ruolo di Licio Gelli in tutta la vicenda.
Ma questa è un’altra storia. Quello che va ricordato è  che durante la Seconda Guerra Mondiale, i tedeschi trafugarono 515 tonnellate d’oro, e a questo dato vanno aggiunti i preziosi razziati agli ebrei e ai deportati.  Questo tesoro uscì dalle stanze blindate della Reichsbank, a Berlino, per disperdersi in diversi rivoli. Caricato su treni e navi che ora sono il sogno di tutti i cacciatori di tesori perduti.

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