“Il noir deve saper parlare anche di politica”

Markaris a Senigallia parla di gialli ma anche di Tspras

di Gialli.it 21 agosto 2015

“Iniziative come queste, incontri tra autori e lettori, sono quello che ci vuole per creare un senso di comunità. In Grecia così come in Europa infatti occorre puntare di più sulla cultura e sull’istruzione”.
Petros Markaris è a Senigallia. Per la quarta edizione di Ventimilarighesottoimari. E con lui il Festival diventa anche impegno civile e coscienza politica.

L’ha accolto il sindaco Maurizio Mangialardi. “E’ un grande onore per noi accogliere un autore così importante come Petros Markaris. Lo ringrazio di cuore a nome della città. E’ il segno di come il nostro festival sia cresciuto e di come occupi ormai uno spazio significativo nel panorama letterario nazionale ed internazionale”.
Ha ragione il primo cittadino. E ha avuto ragione l’organizzazione del Festival a dedicare un giorno intero a questo grande scrittore. Il giorno di Petros Markaris, ma anche il giorno in cui a Senigallia si parla di Grecia, di quanto sta accadendo in queste ore, e di quello che è avvenuto in questi ultimi anni.
I gialli son così. Imprevedibili. Dietro delitti di carta e ‘leggerezza’ si può parlare di qualsiasi cosa, e tutto arriva al cuore. I romanzi di Markaris sono gialli che riescono però a raccontare una nazione e la sua profonda crisi.

Markaris, conversando con la stampa, ha parlato a lungo della situazione politica ed economica della Grecia, anche alla luce delle dimissioni del capo del governo e delle imminenti elezioni. “E’ chiaro che Tsipras abbia giocato un po’ d’anticipo, accelerando le elezioni prima degli effetti pesanti che le misure e le riforme imposte dall’Europa finiranno inevitabilmente per produrre sulla popolazione. La situazione oggi nel mio paese è molto pesante: la crisi ha di fatto cancellato la classe media, la vita dei pensionati che hanno perso oltre il 20% del reddito è durissima. E quel che è persino peggio è che è subentrato un clima di rassegnazione e la perdita di qualsiasi speranza”. Poi ha aggiunto quanto è importante che il noir in Europa si occupi sempre di più di raccontare la situazione sociale e politica del proprio paese.
“Accadeva nella letteratura borghese dell’ottocento – ha spiegato Markaris – anche Hugo, Dickens e molti altri raccontavano la società del loro tempo attraverso la struttura narrativa del noir. Ed oggi accade  lo stesso perché la vera domanda non è chi ha ucciso ma perché. E la risposta la trovi nella società. Quando questa crisi economica terminerà? Non credo che la fine dia imminente. Quello di cui sono certo è che non ne usciremo con gli stessi mezzi utilizzati fino ad ora ma solo attraverso un nuovo inizio e ricette nuove”.

Insomma, gialli e politica per un Festival che ormai è entrato nel vivo, dopo i ‘sold out’ dei giorni scorsi.
Ieri sera alla Rotonda pubblico delle grandi occasioni per ascoltare dalla voce degli sceneggiatori Paola Barbato e Gianfranco Manfredi e del disegnatore Angelo Stano come nasce una storia di Dylan Dog, il celebre Indagatore dell’Incubo nato dalla matita di Tiziano Sclavi. Una serata che ha permesso agli intervenuti di scoprire la genesi del personaggio che ha rivoluzionato e rilanciato il mondo del fumetto italiano grazie all’introduzione di nuove tecniche e nuovi linguaggi ed ha saputo intercettare fin dalla sua prima apparizione un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo.
Sempre a proposito di Dylan Dog, la mostra a lui dedicata allestita a Palazzo del Duca, domenica sarà aperta a orario continuato dalle ore 17 alle 24.
E domani tocca a Stefano Benni.

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