La maledizione di Playboy

di Gialli.it 7 gennaio 2010

Paula Sladewsky, 26 anni, modella di Playboy, è stata uccisa ieri in Florida. Il suo cadavere, carbonizzato, è stato ritrovato dalla polizia in una discarica di North Miami. Come quello di Jasmine Fiore, altra “coniglietta” uccisa l’estate scorsa.
Per il riconoscimento determinante l’impronta dentaria. Con la morte della modella arrivano a quindici le ragazze uccise da un sortilegio antico: la maledizione di Playboy.

di SONIA T. CAROBI

Chissà se ci avranno pensato mentre la tiravano fuori da quella discarica. Il corpo martoriato dal fuoco, il volto irriconoscibile. E quella strana, opprimente, sensazione di “già visto”.
Già. Perché l’omicidio di Paula Sladewsky, 26 anni, splendida modella di Playboy, è un film già visto. Un remake di un altro omicidio. Uguale. Avvenuto solo cinque mesi fa. Paula Sladewsky come Jasmine Fiore. Entrambe playmate, entrambe ritrovate in una discarica. Morte. Ammazzate. Nelle solite, stramaledette, “circostanze misteriose”.

E’ la maledizione di Playboy. Dicono tutti. E’ un destino bastardo, diciamo noi, che infila gli artigli nella bellezza, per sventrare il sogno impossibile dell’eternità. E allora eccola qui la storia di Paula, Jasmine e di tutte le modelle che dalle pagine della rivista patinata per eccellenza sono finite all’inferno.

Paula Sladewsky è l’ultima. La quindicesima. L’hanno ritrovata ieri in una discarica di North Miami in Florida. Di notizie non ce ne sono molte. Si sa solo che la ragazza era arrivata a Miami Beach col fidanzato per festeggiare Capodanno al Fontainebleau. Dove si sarebbe tenuto il concerto di Lady Gaga. Per capire che quel corpo devastato era il suo  c’è voluta l’impronta dentaria. Destino bastardo per una donna da urlo che aveva posato su Plaboy nel 2003.

Da North Miami a Los Angeles ci passa mezza America. Eppure, cinque mesi fa, la scena doveva essere più o meno simile. Un vicolo buio carico di rifiuti, un barbone a caccia di lattine, una valigia abbandonata. Dentro c’era il cadavere smembrato di una delle ragazze più belle di Los Angeles. Si chiamava Jasmine Fiore. Aveva 28 anni, un passato da modella, una serie di “apparizioni” su Playboy e un marito star del reality show del network Usa VH1 “Megan Wants a Millionaire”.

Anche la polizia aveva pianto guardando quello che era rimasto di Jasmine. Poi era scattata una caccia all’uomo rabbiosa, cattiva finita di fronte ad una corda appesa al soffitto di una camera d’albergo. Il Thunderbird Hotel di Hope, in Canada. A cento chilometri da Vancouver. Alla corda era legato il collo di Ryan Jenkins. Il marito di Jasmine. L’uomo che le aveva strappato le unghie ed i denti per rendere più difficile la sua identificazione. Per recuperare qualche ora e scegliersi con calma un posto dove andare a morire.

Paula e Jasmine. Vittime della loro bellezza e di una maledizione antica che si chiama Playboy.

Paula Sladewsky è l’ultima. La quindicesima. Jasmine Fiore la penultima. La quattordicesima. Prima di loro altre tredici splendide “conigliette” morte giovanissime, sempre, o quasi, in circostanze misteriose.

L’elenco comincia con la più grande di tutte. La Donna per antonomasia. Marilyn Monroe. E finisce con Ellen Louise Maligo, trovata morta a Coral Springs, nel 1997, quando ormai aveva quarant’anni e un passato fatto solo di ricordi.

Ma dentro ci sono Jayne Mansfield (“la donna che quando si faceva la doccia non si bagnava i piedi”. E indovinate un po’ perché…), una “certa” Sharon Tate (che aveva posato per la celebre rivista nel marzo del 1967); Ann Nicole Smith, finita su Playboy nel 1993 (giugno e dicembre) e nel 1994 (marzo), e morta nel Seminole Hard Rock Hotel and Casino a Hollywood, Florida; Claudia Jennings,playmate nel novembre 1969, morta per un colpo di sonno alla guida il 3 ottobre 1979, e tante, tante altre.

Quindici in tutto. Con Paula. Per una maledizione che sembra non voler finire mai.

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