Onze, a Tokyo l’amore per il noir

di Gialli.it 17 luglio 2009

Tutti hanno visto un’illustrazione di Onze, ma non tutti lo sanno. Da anni questo prolifico artista (creatore di molte illustrazioni su Chandler e la “scuola dei duri”) crea copertine per Laterza, Feltrinelli, Mondadori, e disegna per Repubblica, Il Manifesto, Liberazione e Donna Moderna. Onze, all’anagrafe Stefano Centonze, vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1967. La sua passione? Il cinema e il noir. Manco a dirlo.
Ora i suoi lavori a Tokyo.  In una mostra che resterà aperta fino alla fine di luglio.

segnalato da Barbara Monini

(Roma, Tokyo – luglio 2009): Humanized, il volto, il corpo, la città è il titolo della monografica dell’artista romano Onze che verrà inaugurata sabato 18 luglio a Tokyo nella prestigiosa sede dell’ Istituto di Cultura a Kudanshita. L’evento rappresenta un traguardo importante per la creatività italiana che porta nel Sol Levante uno dei suoi più eclettici e originali esponenti. La mostra, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla Beware of the Wolves di Roma in collaborazione con Garde Italy, con la  NABA di Milano e con Dei Mille Napoli, con il Patrocinio del Comune di Roma, della Fondazione Italia Giappone e della Regione Campania, è curata da Ferruccio Giromini e sarà aperta al pubblico fino al 1 agosto.

L’artista Stefano Centonze – che firma le sue opere come Onze – nella sua carriera ventennale si è distinto per la sua attività di illustratore, coniugando una rigorosa applicazione della tecnica con le esigenze dell’arte industriale, l’antica manualità con il graffiante impatto dell’affiche e della pubblicità. L’esito è uno stile contemporaneo, riconoscibile, capace di produrre efficaci contaminazioni fra tecniche e generi in un linguaggio immediato e dirompente.

La mostra Humanized, che raccoglie le  produzioni di Onze dal 2007 ad oggi, si concentra sui temi de ‘il volto, il corpo, la città’, testimoniando la stretta aderenza dell’arte con la realtà contemporanea, nella forte volontà di parlare dell’umanità di oggi anche nelle sue problematiche sociali. “I volti, i corpi, i paesaggi di Onze partono dalle avanguardie storiche, e tornano indietro, ma allo stesso tempo – sottolinea Goffredo Fofi – sono di oggi, sono nostri, sono contemporanei, appartengono all’era che viene detta della globalizzazione”. “I paesaggi industriali richiamano le periferie tedesche al tempo di Weimar (Radziwill) e più tardi quelle italiane al tempo di Mussolini (Sironi), i modi di dividere o sovrapporre, scomporre o comporre brani di forme e di colori (Rodcenko)”. Le opere di Onze quando devono rispondere alle necessità della committenza, la interpretano non come limite bensì come “una sfida in cui il prodotto richiesto (copertina, illustrazione, manifesto ecc) dovrà innanzitutto essere funzionale al suo compito – spiega Giromini, curatore della mostra -, soddisfare le aspettative del cliente e, ultimo ma non ultimo, essere degnamente rappresentativo dello stile dell’autore”; in questa chiave la mostra allestita a Tokyo è una testimonianza di ricerca artistica non disgiunta dalla funzione sociale dell’opera. Caratteristica principale di Onze è la sintesi fra astrazione e utilità, fra coerenza ed eclettismo, fra stile personale e necessità commerciale che rendono la sua produzione artistica segno imprescindibile del tempo presente.

Nella sua opera, aggiunge Fofi, “la sua esplorazione è coerente, conseguente. E’ la spia di un’irrequietezza da cui chi è vivo non dovrebbe mai sentirsi escluso”.

La mostra propone un percorso che spazia dalle oltre 40 opere tematiche su volto, corpo e città, alle illustrazioni per l’editoria (riprodotte in video) che rispondono a una progettualità narrativa, fino al progetto Affiches per una Cinecittà immaginaria, dove l’artista – affascinato dai manifesti dei film illustrati da grandi cartellonisti come Nano, De Seta, Cesselon – si diverte ad associare un’immagine ad un titolo per lasciare allo spettatore il piacere e la curiosità di “farsi un altro film”. Il percorso espositivo è arricchito dai video di Alessandro Palazzi e dell’artista danese Flemming Borgen che accompagnano il visitatore nell’arte e nel linguaggio di Onze.

Onze (Stefano Centonze) vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1967. Diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, pubblica le sue illustrazioni a partire dall’88. Collabora regolarmente dall’89 con il quotidiano Il Manifesto. Numerosi i suoi lavori apparsi sulle pagine di: Dolce Vita, Vanity, Rockstar, Gambero Rosso, Blue, Nessuno tocchi Caino,

Internazionale, Linea d’ombra, Alias, Musica!!!, Bravacasa, Urban, Corriere della Sera, La Repubblica, Liberazione. Riceve nel ’98 il premio de Lo straniero, legato all’omonimo trimestrale diretto da Goffredo Fofi. Dal ’99 è illustratore del mensile Fuoriluogo, e dal 2001 del settimanale Donnamoderna. Ha esposto a Parma, Genova, e ultimamente a Roma, dove è stato uno dei due protagonisti della mostra ‘Nouvelle Graphique Romana’ (novembre 2007) organizzata dal Comune di Roma (Assessorato alla Cultura). Sue sono le illustrazioni per le campagne pubblicitarie di: Estate Romana ’98, Renault Clio (Saatchi &Saatchi), Toscano Immobiliare (Young & Rubicam), Noi Donne (Ambrosio & Maoloni). Ha disegnato copertine per volumi editi da Mondadori e Feltrinelli. E’ l’illustratore delle copertine della collana”Contromano” di Laterza.

COMITATO ORGANIZZATORE
Istituto Italiano di Cultura di Tokyo
BtW – Beware of the Wolves

In collaborazione con: Garde Italy, NABA (Nuova Accademia di Belle Arti), Milano

Con il Patrocinio di:
Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
Fondazione Italia – Giappone

Curatore: Ferruccio Giromini
Organizzazione: Barbara Waschimps – Beware of the Wolves, Roma
Catalogo: Coniglio Editore
Progetto Grafico: Mekkanografici Associati
Ufficio Stampa Italia: Paolo Le Grazie
Ufficio Stampa Giappone: Masae Kimura (IIC – Tokyo)
Pubbliche Relazioni Giappone: DENTSU PUBLIC RELATIONS
Interior design: Garde co. Ltd
Official Forwarder: AlbiniPitigliani – Prato
Realizzazione Video: Alessandro Palazzi (IT)  Flemming Borgen (DK)Weblog: Fabrizio d’Alessio

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