E Obama sposta il Congresso per Lost Discorso rinviato per dare il via alla sesta stagione

di Gialli.it 10 gennaio 2010

Lost è salvo. Barack Obama sposta il discorso al Congresso e la prima puntata della sesta stagione del serial più amato del decennio andrà regolarmente in onda il 2 febbraio alle 21.  In Italia Jack e compagni arriveranno mercoledì 1° febbraio su Fox. Nessuna anticipazione sui destini dei 14 protagonisti. Mai in rete circola uno strano quadro. L’Ultima Cena, di leonardesca memoria, con Locke nelle vesti di Gesù e Kate che fa… Giuda!

di SONIA T. CAROBI

Il rischio c’era tutto. Il 2 febbraio, alle 21 in punto, Barack Obama avrebbe “occupato” tutti i canali televisivi americani per dare conto al parlamento bicamerale dello Stato dell’Unione. Appuntamento tradizionale e d’obbligo per permettere al Congresso di approvare in via definitiva la riforma sanitaria.

Insomma, roba seria. Non “procrastinabile”. Eppure, a sorpresa, proprio ieri sera, Robert Gibbs, il compassato portavoce della Casa Bianca , si è presentato davanti ai giornalisti per la consueta conferenza stampa e ha annunciato che mr. President ha deciso di spostare l’atteso discorso. Motivo? Semplice: c’è la prima puntata della sesta stagione di Lost! E nello Studio Ovale, al numero 1600 della Pennsylvania Avenue, a Washington, è stata standing ovation.

Succede anche questo nell’Impero di zio Sam. Il Presidente forse più amato di tutti i tempi decide di spostare un appuntamento istituzionale per lasciare spazio ai milioni di fan che da mesi stanno attendendo la partenza del rush finale di Jack e compagni.

Bisogna sapere come andrà a finire. Bisogna capire che fine faranno i sopravvissuti del volo Oceanic 815 e l’America tutta si ferma e aspetta trepidante. La prima puntata andrà regolarmente in onda martedì 2 febbraio alle ore 21 sulla ABC (in Italia la serie riparte il 10 febbraio su Fox).

“Non posso neanche immaginare – ha spiegato Gibbs ad una platea di giornalisti divertiti –  uno scenario in cui milioni di persone che sperano di risolvere al più presto gli interrogativi posti da Lost siano sopraffatti dal presidente”.

E allora stop a qualsiasi intralcio. La scena è tutta per J.J. Abrams e per la serie più amata dei primi dieci anni del Duemila. E questa volta è veramente il caso di dirlo: il mondo è col fiato sospeso.

L’anno scorso avevamo lasciato la dottoressa Juliet Burke (splendida e inquieta Elizabeth Mitchell) a fianco ad una bomba atomica. Minuti di tensione ed ansia poi gli schermi delle tv di mezzo mondo erano diventati tutti bianchi e la scritta Lost ha campeggiato per alcuni secondi lasciando i fan attoniti e storditi.

Cosa è accaduto? Il piano di Jack avrà funzionato? Il Destino è stato sconfitto? Il dottor Shephard è riuscito veramente a cambiare il corso del tempo?
Questi e altri interrogativi attendono i fedelissimi di Lost. Un esercito di 16 milioni di persone al quale Abrams e soci stanno infliggendo cattiverie d’ogni genere.
La sesta serie è assolutamente top secret. Nessuna immagine, nessun trailer, nessuna anticipazione. L’unica cosa regalata a chi ha atteso cinque anni per saper come andrà a finire è una locandina che vede i nostri eroi impegnati nientemeno che in una sorta di “Ultima Cena” di leonardesca memoria.  Col vecchio Locke a fare Gesù e dove Giuda potrebbe essere, addirittura, Kate Austen.

Che dire? Non resta che aspettare e vedere cosa accadrà. Intanto a Napoli, proprio il Pozzo e il Pendolo, editore di Gialli.it, sta organizzando la lunga notte di Lost, prevista per la fine di gennaio. Se dovesse essere interessati conviene fare un colpo di telefono allo 081.5422088 o mandare una mail a info@ilpozzoeilpendolo.it

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3 pensieri su “E Obama sposta il Congresso per Lost Discorso rinviato per dare il via alla sesta stagione”

  1. Forse l’ultima cena è semplicemente un messaggio per indicare che questa sarà l’ultima serie del serial.
    Nessun messaggio rivelatore potrebbe essere nascosto quindi, ma un astuto piano degli autori che avrebbero scelto un quadro così carico di mistero (grazie Dan) per generare un tam-tam violento in rete, in perfetto stile viral marketing.

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