Nuove rivelazioni sul "caso Jackson" "Chiamarono i soccorsi un’ora dopo"

di Gialli.it 22 novembre 2009

Nuove rivelazioni sul “caso Jackson”. I soccorsi furono chiamati quando il musicista era ormai morto. E a prescrivere il Propofol, che secondo l’istituto di medicina di Los Angeles sarebbe stato la causa della morte della popstar, furono anche due “anonimi” medici tedeschi. Si riaprono così le ferite sulla prematura morte di The King of the Pop. Intanto, mentre i suoi fans attendono la chiusura dell’inchiesta, il padre di Michael bussa ancora a soldi…

di ARMANDO DI CHIARA

Morì cinque mesi fa nella sua casa di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. Alla vigilia di un tour che lo avrebbe riportato negli stadi di mezzo mondo.
La sua scomparsa lasciò tutti senza parole. Aveva 51 anni la popstar più amata e controversa della storia della musica leggera. Dopo la commozione e il dolore fu solo speculazione. La morte di Michael Jackson ha tenuto banco per mesi tra illazioni, sospetti, veleni e stravaganti notizie  che rimbalzavano veloci dal web ai giornali del pianeta.
Poi sembrò che finalmente, anche per il fantasma del buon Jacko, ci fosse un po’ di pace. I fan si sono dedicati alla sua musica e gli appassionati di misteri e complotti hanno visto concretizzarsi i loro sospetti grazie al certificato di morte della popstar che parla, senza ombra di dubbio, di omicidio.
Indiziato numero uno il dottor Conrad Murray che era presente nella villa quella mattina di giugno. Aveva somministrato al suo celebre paziente dosi di anestetico e sedativi (il Propofol) che avrebbero ucciso un cavallo.
Tutto come previsto. I sospetti erano fondati e non si attendeva altro che la fine dell’inchiesta ufficiale.
Poi tre notizie, sparate una dopo l’altra su Internet, hanno riaperto il “dossier Jackson” alzando un polverone che farà fatica a dissolversi nel vento. Ve le riportiamo in rigoroso ordine cronologico.

Tre notizie su Jacko
La prima è data 2 novembre. E la data non è affatto casuale. Forse ne avete già sentito parlare, ma quel giorno qualcuno organizzò una sorta di seduta spiritica virtuale nientemeno che su Twitter. E pare che Jacko intervenne senza indugi.

A farsi venire la “geniale” trovata fu la compagnia Angels Fancy Dress che propose ai suoi “seguaci” su Twitter la possibilità di dialogare con quattro celebrità: Jacko, Kurt Cobain, River Phoenix e Shakespeare.
C’era veramente solo l’imbarazzo della scelta. Michael fu il primo e il più disponibile al confronto. Doveva veramente aver voglia di sfogarsi The King. E tra una domanda e un’altra, senza mezzi termini, la buonanima di Michael confessò che il suo non era stato un omicidio. Le responsabilità della morte erano da attribuire tutte alla sua vita scellerata. Grande Jacko. Sempre giusto e ponderato.
I fans non presero troppo sul serio le dichiarazioni “a freddo”.

La seconda notizia è arrivata una decina di giorni fa. E ha per protagonista il solito mister Joe, il turbolento papi di Michael. Lui non ha mai voluto accettare l’idea di essersene uscito dal testamento della popstar come si direbbe a Napoli con “una mano davanti e una dietro”.
E allora il 10 novembre ha convocato una conferenza stampa e attraverso il suo legale ha fatto sapere che si aspetta un assegno mensile di almeno 20 mila dollari. Altrimenti…
Altrimenti cosa, mister Joe? Ci racconta un’altra sequela di fandonie?
I fans hanno fatto fitta di non sentire.

La terza news su Michael è invece relativa all’indagine ancora in corso. E questa, se confermata, è davvero triste.
Il medico che era al capezzale di Jacko  al momento della sua morte, il 25 giugno scorso,  attese più di un’ora prima di chiamare i soccorsi, poi, allora e solo allora, scomparve nel nulla.
La notizia è saltata fuori dai documenti ufficiali resi pubblici a Las Vegas, in Nevada. Ed è legata proprio ad una dichiarazione di Murray: “I soccorsi – ha confessato il medico agli inquirenti – furono chiamati alle 12.22, più di un’ora dopo aver constatato che Jackson non respirava più”.
Dalla stessa documentazione si è anche appreso che il letale Propofol veniva prescritto al cantante anche da due “anonimi” medici tedeschi.
Che dire? Michael fu lasciato morire. Non aveva molti amici intorno a sé. E se mbra che si facesse a gara per fargli del male.
I fans dovranno calare un pietoso velo anche su quest’ultima nota.
Povero Jacko.

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5 pensieri su “Nuove rivelazioni sul "caso Jackson" "Chiamarono i soccorsi un’ora dopo"”

  1. Lui non morirà mai, sarà sempre nel mio cuore e in quello dei milioni di fans, ma non credo che lui abbia mai voluto morire come sembra abbia suggerito il suo “fantasma”, amava troppo la vita, i suoi figli e noi fans.
    Michael è morto perchè il mondo lo voleva morto, perchè l’amore e la bontà soccombono di fronte alla cattiveria.

    lasciamolo in pace, ovunque Lui sia e che ci sia vicino con la Sua musica.

  2. tanto è inutile jako è vivo ci sono troppe prove che provano che non è sicuro che sia veramente morto, lo spero da fan, ma per tutti noi è e sara morto materialmente ma non nei nostri cuori

  3. smettetela di chiamarlo jacko porca miseria! Come fate a non sapere che lui odiava essere chiamato cosi!?
    per il resto.. io .. nn mi espongo!

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