Napoli. Rapina a Bulgari

I ladri sono arrivati e scappati dalle fogne di via Filangieri

di Gialli.it 7 agosto 2015

Napoli. Rocambolesca rapina alla gioielleria Bulgari. In quattro si fanno consegnare gioielli e preziosi e scappano dalle fogne. Bottino mezzo milione di euro. Ora è caccia alla “banda del buco” nelle viscere della città.

Hanno atteso l’apertura del locale. Alle 9,30 in punto. Poi, armi in pugno, sono penetrati nella gioielleria da un buco che avevano aperto nella parete e che era collegato al condotto fognario.
Erano in quattro. Incappucciati. L’operazione è durata pochi minuti. Bottino 15 mila euro i gioielli e pietre preziose. Poi la fuga. Da dove erano venuti. Dalle fogne di via Filangieri, fino a chissà dove. Perché Napoli, si sa, ha anche una città sotterranea fatta di cuniculi e grotte, che la attraversano in lungo e in largo.
Ora, sotto la città che dorme, nel dedalo maleodorante delle fogne partenopee e caccia alla banda del buco.
E pensare che solo due anni fa la polizia aveva predisposto un servizio permanente di ronde notturne per tenere sotto controllo le fogne di Napoli.  Squadre di poliziotti-sommozzatori armati perlustravano le centinaia di cunicoli del sottosuolo a caccia dei rapinatori tecnologici che ogni notte tentavano di aprirsi varchi fra miasmi e topi giganteschi per poi penetrare nelle banche e nelle gioiellerie scelte per l’ennesima rapina.
Quell’anno, a marzo, le forze dell’ordine avevano accertato che almen tra bande specializzate operavano nelle fogne della città. All’inizio del mese i carabinieri del nucleo subacquei di Napoli ne avevano fermato una di queste bande  mentre  era  impegnata a scavare un tunnel di 200 metri proprio sotto via Chiaia. Obiettivo la cassaforte di un istituto bancario.
Insomma, nel ventre di Napoli c’è chi lavora giorno e notte per svaligiare banche e gioiellerie. “Ci sono oltre 900 cavità sotterranee – dicono gli speleologi –  e un milione di metri quadrati di spazio al disotto del livello stradale, una rete chilometrica di collettori fognari situati a tre-cinque metri di profondità, che risalgono a un secolo e mezzo fa e consentono a chi ne è esperto di spostarsi da Nord a Sud, da Est a Ovest, dal centro alle periferie, dalla collina del Vomero fino al mare di Mergellina”.
E non è esagerato dire che Napoli nasconde il sottosuolo più vasto, articolato e suggestivo d’Europa. Solo nel sottosuolo di Parigi è possibile ammirare qualcosa di simile. E la beffa è che la planimetria fognaria della città di Partenope è un documento criptato. Assolutamente top secret. Che si compra con due lire. Amen.

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