Napoli, in scena il caso Tenco

di Gialli.it 7 luglio 2009

“Verso le ore tre del 27 gennaio 1967 sono stato chiamato all’Hotel Savoia nella camera 219 della dépendence dove ho proceduto alla seguente constatazione: steso a terra, accanto al letto e vicino a un armadio a cassettoni, giace un uomo dall’apparente età di circa trent’anni e che corrisponde al nome del cantautore…”Comincia con il verbale di un dirigente del commissariato di Sanremo  lo spettacolo in scena stasera all’Orto Botanico di Napoli e dedicato al caso Tenco.

di SONIA T. CAROBI

La notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1967 Luigi Tenco telefonò ad una donna. Ci parlò per mezz’ora. Era disperato, distrutto, pentito. Parlò senza fermarsi mai. Un fiume di parole, di lacrime, di rabbia. Eppure di quella telefonata non si è mai saputo nulla. Molti tentarono addirittura di negarla. Dissero che Luigi non aveva telefonato a nessuno. Ma era solo un modo per evitare l’ennesima verità. Per far finta di non sapere…

Il “segreto di Tenco” è tutto qui. In una strana telefonata che il cantautore genovese fece dalla camera 219 della dependance del Savoia. Secondo uno dei più accreditati biografi di Tenco, Aldo Fegatelli Colonna, dall’altra parte del filo non c’era una donna qualsiasi. C’era la sua donna: Valeria.

Su questo misterioso personaggio e sulla sua incredibile storia è costruito lo spettacolo in scena stasera a Napoli nell’ambito del festival Brividi d’Estate che si tiene presso il real Orto Botanico di via Foria.

“Il mistero di Luigi Tenco – dice Annamaria Russo, una delle autrici dello spettacolo – comincia là dove finisce il mistero della sua morte. Per troppi anni la sua fine, tragica, eclatante, ha aperto il campo a ipotesi, illazioni, rivelazioni. Un gesto estremo che ha funzionato per oltre quarant’anni da cassa di risonanza per i sussurri e le grida che volevano dare alla sua morte una spiegazione meno banalmente agghiacciante di quella ufficiale. Quando al termine dell’ennesima inchiesta postuma è calato il prevedibile silenzio, forse per la prima volta domande che per anni sono sembrate troppo piccole al cospetto di una uscita di scena così plateale hanno cominciato a farsi spazio. Da una di queste domande “piccole” la cui risposta potrebbe dare luce nuova al profilo di quel dolente istrione che fu Luigi Tenco, è nata l’idea di uno spettacolo, a metà strada tra la fantasia e la cronaca. Insomma, abbiamo cercato di ripercorrere il viaggio paradossale di un uomo al quale pagare con la vita un posto nell’olimpo degli indimenticabili  non è sembrato un prezzo troppo alto”.

In scena Marianita Carfora, Marcello Magri e Lisa Falzarano. Musiche dal vivo di Giacinto Piaracci (chitarra) e Fabrizio Balsamo (voce). Da non perdere.

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