Riaperta l’inchiesta sulla morte di Jones. Fu ucciso, ma perché?

di Gialli.it 4 settembre 2009

Dopo quarant’anni esatti dalla strana morte del fondatore dei Rolling Stones a Londra hanno deciso di riaprire ufficialmente l’inchiesta. Nuovi indizi e testimonianze considerate attendibili sono state fornite agli inquirenti da un giornalista investigativo. Scott Jones, solo omonimo di Brian, ha trascorso gli ultimi quattro anni cercando la chiave per risolvere il caso. E ora non ha dubbi. Ad uccidere Jones è stato il costruttore Frank Thorogood.

di ANTONIO SCATTERO

“Sai nuotare sott’acqua? E sei anche fottutamente bravo? E allora facci vedere. Forza. Facci vedere”.
Perché non gli hai fatto vedere  Brian? Perché cazzo non ci sapevi stare con quella cazzo di testa nell’acqua? Loro ridevano, si divertivano come scimmie. E tu forse hai pensato che potevi farcela. Vero Brian? Tu per un attimo ti sei chiesto se uno che si inventa i Rolling Stones può morire così. Con una mano che ti schiaccia la testa, che ti toglie il fiato, che ti spinge sotto. Sotto. Da dove sei partito. Dall’acqua.
Qualcosa non ha funzionato Brian. La storiellina dell’immortalità. Quella non funziona mai. Almeno non al momento opportuno. Quando serve. Non funzionò con Jimi, non funzionò con Morrison, non funzionò neanche con Lennon. E lui fu veramente più famoso di gesù  cristo.
Non funziona mai, Brian. E ora siamo qui, quarant’anni dopo, a chiederci perché.
“Only the good die young”, direbbe qualcuno. Forse è vero. Ma tu non ci sei più. E da qual giorno le pietre rotolanti non sono state più le stesse. Le farfalle bianche che prepararono per il tuo funerale morirono nei barattoli dove qualche coglione le aveva stipate per lanciarle in aria. Volevano lacrime, Brian. Fu un circo patetico. Cantarono “I’m Yours and I’m Hers” e poi ti seppellirono sotto 12 piedi di terra. Fine.
Ora qualcuno ha deciso che quello che accadde quarant’anni fa, il 3 luglio del 1969, non rientra nella “casualità”, e puf… vogliono vederci chiaro.
Vogliono vedere chiaro nella tua morte. Capito Brian? Vogliono capire che cacchio ci facevano tutta quella gente sul bordo della tua piscina ad Hartfield. Vogliono capire perché avevi deciso di passare una notte con una banda di delinquenti bastardi.
Erano in cinque, vero Brian? C’era Anna, la tua donna. Poi c’era Tom Keylock, l’ex paracadutista, poi diventato l’autista di Keith. C’erano Marthy e Joe, due matti al soldo di un solo bastardo. Quello ubriaco, quello che odiava i ricchi, le rockstar, le loro donne stupende. Quella notte, Brian, sul bordo della piscina c’era Frank Thorogood. Fu lui a tenerti con la testa sott’acqua.
E l’ha fatta franca.
Ora, però, riaprono l’inchiesta. E’ arrivato il momento di fare giustizia. E non importa in quale inferno si trovi oggi il bastardo. Deve pagare.
Tranquillo Brian. Da questi parti ci mettiamo un po’ di tempo, ma poi qualcosa succede sempre. Let’s spend the night together.

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2 pensieri su “Riaperta l’inchiesta sulla morte di Jones. Fu ucciso, ma perché?”

  1. è una lettera a brian jones secondo me molto commovente..io lo amo da morire con tutto che non lo conosco,e che è morto,spero solo che quel bastardo che l’ha ucciso quella sera marcisca all’inferno, perchè lui non meritava di morire, era un ragazzo molto debole. Per di più per coprire il caso si sono inventati che è morto di overdose nella sua piscina completamente solo perchè si stava sentendo male ed è affogato. Ma è una bugia.

  2. è una lettera a brian jones secondo me molto commovente..io lo amo da morire con tutto che non lo conosco,e che è morto,spero solo che quel bastardo che l’ha ucciso quella sera marcisca all’inferno, perchè lui non meritava di morire, era un ragazzo molto debole. Per di più per coprire il caso si sono inventati che è morto di overdose nella sua piscina completamente solo perchè si stava sentendo male ed è affogato. Ma è una bugia.

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