Jackson, potrebbe essere omicidio Cronaca di un giallo da quattro soldi

di Gialli.it 16 luglio 2009

Non si fermerà più. Questa è la verità. Il tam tam sulla strana morte di Michael Jackson è un onda che vibra all’infinito, che penetra, si insinua, va veloce e poi rimbalza. Solo per ricominciare. Senza soluzione di continuità. Come un disco graffiato, su un piatto antico che si chiama mistero.
Non la volevamo scrivere questa storia. Volevamo che quell’uomo nero con la faccia bianca di un Pierrot triste facesse quello che doveva fare. Bussare alle porte di un qualsiasi inferno o paradiso e dire “sono qui!”. Punto. E invece no. Dobbiamo assistere al teatrino di quelli che sospettano, che “sanno”, che dicono l’ennesima cazzata. Sapendo perfettamente che non sarà l’ultima. Mai. Ce ne saranno mille altre di dichiarazioni ufficiose e ufficiali. E il “caso Jackson” diventerà l’ennesimo giallo. Da quattro soldi.  

E allora ecco la “cronologia dei fatti”. Senza firma. E con la voglia pazza di mandare tutti al diavolo.

25 giugno 2009
Michael Jackson muore in un letto del “Ronald Regan” il centro medico dell’Università di California a Los Angeles. Sono le 14.26 ora locale (in Italia le lancette sono bloccate sulle 23.26).
Secondo Fred Corral, portavoce dell’Istituto di medicina legale di LA,  la popstar è stato ricoverata d’urgenza a seguito di un collasso avuto mentre era nella sua nuova casa/castello di Bel Air.
La telefonata ai servizi di emergenza è stata fatta alle 12.21. “Non respira più” dice qualcuno al telefono. E’ una voce d’uomo.
La prima squadra di soccorso arriva in tre minuti esatti a bordo di un camion rosso dei vigili del fuoco. Jackson non mostra segni di vita. Ma i tentativi di rianimarlo partono comunque. Disperati.
Secondo le prime ricostruzioni già il suo medico personale, un cardiologo di Houston, avrebbe tentato di prestargli soccorso. La sua auto è stata trovata nel parcheggio della villa e sequestrata dalla polizia. Di Conrad Robert Murray, il medico personale, nessuna traccia. Si è reso irreperibile.

26 giugno
Il corpo di Jacko viene trasferito in elicottero dall’UCLA Medical Center all’ufficio del medico legale della Contea di Los Angeles. Il breve volo dell’elicottero è seguito in diretta da tutte le Tv americane. All’atterraggio il cadavere del cantante, avvolto in una protezione bianca, viene prima caricato su una ambulanza poi trasferito nei laboratori del coroner. E’ deciso: si effettuerà un’autopsia per stabilire le cause della morte.
I media statunitensi danno la notizia dell’autopsia e svelano che il Re del Pop è morto lasciando debiti per oltre 400 milioni di dollari.
Nel frattempo Tarak Ben Ammar, il suo manager, dichiara senza mezzi termini: “E’ chiaro che i criminali in questa vicenda sono i medici che l’hanno seguito nel corso di tutta la sua carriera”.

29 giugno
A sorpresa Joe Jackson, il padre di Michael, svela che la famiglia non ha ancora fissato la data dei funerali. “Voglio conoscere i risultati dell’autopsia. Voglio prima vederci chiaro”. Poche e lapidarie parole. E per la prima volta, almeno ufficialmente, sulla morte della popstar cala un’ombra inquietante. Che cosa è realmente accaduto nella villa di Bel Air?
Le voci più insistenti parlano di overdose da farmaci. Il sito TMZ, riprende la storia di un’iniezione di Demerol, un narcotico sintetico dagli effetti analoghi a quelli della morfina, che sarebbe stata fatta a Jacko prima di chiamare l’autoambulanza.
L’unica notizia vera è anche quella più triste: “Sembrava uno scheletro”, dicono i medici che hanno effettuato l’autopsia.

2 luglio
Arrivano le prime notizie sul testamento. Michael lo avrebbe redatto nel luglio del 2002.
Se si tolgono i 400 milioni di dollari di debiti, il suo impero ammonta a 1 miliardo di dollari interamente assegnati ad una società fiduciaria (la Michael Jackson Family Trust) la cui beneficiaria principale è la madre Katherine. Con lo stesso atto la donna è nominata anche tutrice dei 3 figli del cantante. In caso di scomparsa o impossibilità della signora Jackson ad occuparsi dei bambini, la custodia passerebbe a Diana Ross. Nessuna traccia, nelle ultime volontà di Michael, del padre (odiato dai fan, nel giorno della morte una foto lo ritrae mentre ride accanto ad un reverendo)  e della ex moglie Debbie Rowe, madre naturale dei suoi due figli più grandi.

3 luglio
Indiscrezioni anche sulla causa del decesso.
Ilfarmaco che avrebbe ucciso Michael Jackson è il Diprivan, un anestetico spesso utilizzato in associazione alla lidocaina, trovata accanto al corpo di Jackson.
Tra gli effetti collaterali del Diprivan, c’è l’arresto cardiaco.
Secondo Cherilyn Lee, l’infermiera che assisteva il cantante, Jacko le chiese di procurargli il Diprivan per curare la sua insonnia. La donna si sarebbe rifiutata di soddisfare la richiesta del cantante.

5 luglio
Il balletto delle indiscrezioni, dei sospetti e delle speculazioni ha uno stop goliardico. In rete circola un video. Sono immagina girata dalla CNN. Un giornalista, con un gruppo di operatori, si aggira all’interno di Neverland, per uno speciale su Michael. All’improvviso la telecamera punta su un lungo corridoio. Sul fondo un’ombra attraversa la visuale. Per i fan e gli internauti non ci sono dubbi: è il fantasma di Jacko. E se ne cade il web!

7 luglio
Il mondo intero assiste in diretta ai funerali del Re del Pop. Allo Staples Center di Los Angeles va in scena una gigantesca commemorazione pubblica trasmessa praticamente in mondovisione. Alla fine della cerimonia, gli elicotteri dei network tv che sorvolavano il convoglio funebre perdono le tracce dell’auto con la bara. Ormai è chiaro il corpo non sarà sepolto a Forest Lawn e forse anche il carro funebre è stato un trucco per seminare fans e giornalisti. Sulla faccenda il Dipartimento di Polizia di Los Angeles, getta benzina sul fuoco. “Dobbiamo mantenere alcuni segreti”, l’inopportuna dichiarazione di William J. Bratton.

9 luglio
Ancora notizie strampalate, ancora discussioni e speculazioni. L’ultima “stravaganza” in ordine di tempo la battono le agenzie di stampa americane. Michael Jackson potrebbe essere clonato. «Ho voglia di farlo Uri e non me ne frega niente di quanto costa», avrebbe confidato Jacko, qualche tempo fa, al suo amico Uri Geller. E “l’uomo che piegava i cucchiaini”, affranto, ha raccontato tutto a quelli del LiveScience. Un sito scientifico abbastanza serio. Anche in questo caso per un po’ di ore il web va in tilt.

11 luglio
Siamo a sabato scorso. Spenta l’eco dei funerali e della commozione ricomincia la tiritela dei sospetti e delle accuse. Ad aprire le danze è JoeJackson. “Mio figlio – dice – è morto perché qualcuno lo ha ucciso”. Bum. Ormai è chiaro che ne sentiremo delle belle.
Il padre settantanovenne delle popstar rivela che prima di morire Michael aveva preso dei tranquillanti. Si era addormentato. E da allora non si è più svegliato.

12 luglio
Al padre Joe risponde la sorella LaToya. Altro che tranquillanti, “Michael è stato ucciso per i suoi soldi”. Neanche il tempo di tirare il fiato è la quinta figlioletta di casa Jackson la spara ancora più grossa: “Io so chi è stato”. E chi sarebbe stato, baby? “Un complotto. Una cospirazione. Più persone che puntavano al suo impero”. Ok.

15 luglio
Colpo di scena. Dopo i sospettti di Joe e LaToya la polizia di Los Angeles rivela che le indagini sulla morte di Michael Jackson potrebbero portare ad una accusa di omicidio. Sospettato numero uno Conrad Robert Murray, il medico personale del cantante.
L’uomo, la mattina del 25 giugno, avrebbe somministrato a Jackson il Propofol, un potente anestetico causa principale dell’arresto cardiaco. Il farmaco sarebbe stato ritrovato nell’appartamento del cantante a Los Angeles.
Oltre a Murray, la polizia di Los Angeles ha inserito tra i sospettati l’altro medico di Jackson, Arnold Klein, l’anestesista Stuart Finkelstein e un dottore che ha seguito la popstar negli anni Novanta, Neil Ratner. I siti ben informati rivelano che la polizia avrebbe avuto “diversi colloqui” con l’ufficio del procuratore di Los Angeles, ma finora non è stata formalizzata nessuna accusa.

Questo è quanto. Ma statene certi, il “giallo di Michael Jackson” continuerà. All’infinito. Come un disco graffiato, su un piatto antico che si chiama mistero. Da quattro soldi.

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