Ecco il certificato di morte di Michael Jackson Una sola parola per chiudere un "giallo": homicide!

di Gialli.it 2 settembre 2009

E’ ufficiale. Michael Jackson è stato ucciso. A confermare le insistenti voci che rimbalzavano da settimane su internet il medico legale di Los Angeles, che ha diretto l’esame tossicologico deciso per determinare le cause del decesso della popstar, stroncata da un arresto cardiaco nella sua villa di Los Angeles, lo scorso 25 giugno, a soli 50 anni. Sul certificato di morte, reso pubblico da poche ore, una sola parola: Homicide.

di SONIA T. CAROBI

Gli hanno sparato dosi di anestetico e sedativi che avrebbero ucciso un cavallo. Poi il Propofol e Lorazepam hanno fatto il resto. Gli sono entrati nelle vene e hanno mandato in tilt tutto il meccanismo. Fino a fermargli il cuore. Per sempre.
Quando il medico legale si è guardato le analisi Michael nel sangue aveva di tutto. Molecole di Midazolam, Diazepam, Lidocaina ed Efedrina. Un mix letale che in poche ore gli succhiato via la vita e chi si è visto si è visto.
Si chiude con l’ennesima, amara, beffa, il sipario sulla scomparsa del Re del Pop. Dopo due mesi di speculazioni, voci incontrollate, leggende metropolitane il “giallo” della sua morte svela con certezza almeno “l’arma del delitto”. Ma siamo solo a metà libro. Ora bisognerà capire chi e perché.  E c’è da giurare che se ne vedranno e sentiranno delle belle.
Nel registro degli indagati per ora figura solo Conrad Murray, il cardiologo di Las Vegas che gli avrebbe somministrato l’ormai famigerato cocktail letale. Ma già si vocifera che l’inchiesta del coroner si sta allargando a macchia d’olio.
Il rapporto completo dell’autopsia, infatti, “rimarrà ancora nelle mani della polizia di Los Angeles – spiega il coroner – e del procuratore generale della contea”, ma le indagini sono già passate alla procura che a breve dovrebbe spiccare i primi mandati di arresto.
L’ipotesi di un clamoroso processo è più che una certezza. Sarà l’ennesimo triste e imbarazzante circo mediatico che terrà in vita Jacko e aiuterà i suoi eredi a vendere altri milioni di copie di dischi.
Dal canto suo Murray ha confermato alla polizia di aver iniettato l’anestetico Propofol al suo celebre paziente verso le 10 e 40 di mattina dello scorso 25 giugno, dopo aver trascorso un’intera notte nel vano tentativo di farlo addormentare, somministrandogli ben quattro iniezioni di Lorazepam e Midazolam, due potenti sedativi.
“Alla fine sono stato costretto a cedere alle sue insistenti richieste – ha detto – tutte le notti, per ben sei settimane”.  Ma il Propofol può essere usato soltanto in ospedale e usarlo come sonnifero è, non solo illegale, ma in questo caso anche un atto criminoso.

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All’inizio di questo mese Murray ha registrato la sua difesa e l’ha messa su YouTube: “Ho detto la verità e io ho fede, la verità prevarrà”. Staremo a vedere.

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