Kostas Charitos: un giorno a Senigallia

Il commissario di Petros Markaris oggi al Festival del Giallo

di Ciro Sabatino 21 agosto 2015

Ha una Fiat 131 Mirafiori che è un pezzo da museo. O da scasso. Legge i vocabolari. E non ha mai tradito la moglie. Che passa la vita a guardare la Tv. Non è esattamente Philip Marlowe. Non è neanche Jules Maigret. E forse non è neanche Salvo Molntalbano. Come dicono molti. Lui è solo e semplicemente Kostas Charitos. Il meraviglioso, travolgente commissario nato ‘per caso’ dalla penna di Petros Markaris. Noi di Gialli.it sappiamo molte cose di lui. E siamo andati a cercarlo.
Dove? A Senigallia, ovviamente. Lui, oggi, è lì. Nella perla marchigiana Capitale del Giallo. Da quattro anni. D’estate.

Partiamo da un dato. Non è difficile cercare Charitos. Perché uno che gira con una scassatissima Fiat 131 Mirafiori, non è che passa inosservato. E poi ci sono i bar. Di Senigallia. Che si son messi in testa di fare il verso ai bar di Atene. E allora facile che lui sia lì, in uno dei bar vicino al mare. A prendersi l’Ellenikos. Il caffè dolcebollito di origine turca, che anche in Grecia è difficile da trovare.

Quindi facile facile. Trova un bar che fa l’Ellenikos e trovi lui. Il commissario che legge i dizionari. Cosa stravagante. O rara. Chi si preoccupa, oggi, di capire il vero significato dele parole? Nessuno. Appunto. Tranne Kostas Charitos. Che nella sua ‘biblioteca’ a quattro ripiani ha, nell’ordine, il grande dizionario della lingua greca di Lindell-Scott, il dizionario Dimitrakos di greco moderno, il dizionario analogico del greco moderno di Vostanzoglu, il dizionario etimologico di greco moderno di Andriotis il dizionario di greco moderno di Tegòpolos-Fytraki.

Niente partite di calcio, bricolage, niente. Se qualcuno lanciasse uno sguardo alla mia biblioteca si farebbe quattro risate. Perché sul ripiano più alto, i dizionari fanno la loro bella figura. Ma su quello in basso troneggiano Viper, Nora, Bel, Harlequin e Bianca. Mi sono riservato la prima mensola e ad Adriana (la moglie ndr) ho lasciato le altre tre. Sopra, il trionfo della cultura; sotto, la decadenza. La Grecia in quattro mensole”.

Già. La Grecia. Per il commissario con la Mirafiori, la sua terra è un cruccio non da poco. C’è in ogni sua parola. In ogni sua riflessione. La Grecia. E questi anni difficili.
Forse bisognerebbe chiederglielo a Kostas Charitos come se le sta vivendo le dimissioni di Tsipras, ma oggi è un giorno particolare. Non si riesce in nessun modo a bloccarlo. Gironzola per Senigallia, passa da un ristorante ad un altro. Si sarà accorto che gli hanno dedicato tutti qualcosa. E magari se la starà anche godendo questa idea del “Noir&Food” in salsa greca.

E allora lasciamolo tranquillo, a far finta di non pensarci, a quello che sta accadendo in Grecia in queste ore. Supererà anche questa cosa Kostas Charitos. Con l’ironia. Probabilmente. Che è il suo asso nella manica. O con quella vita lenta, delicata, traqnuillizzante che lo ha sempre reso diverso dagli altri suoi colleghi.

Dicono che somigli a Salvo Montalbano. Chissà. Sta di fatto che lui Adriana, la moglie Tv dipendente, non l’ha mai tradita. Anzi. La ama. E con la loro vita di coppia così lineare ci gioca anche un po’. “Ci sono tre fasi in una storia con una donna – dice –  la prima fase è la gioia di stare insieme. La seconda è il figlio. La terza, la più lunga, sono le vendette. Quando arrivi a quel punto, sai che sei arrivato al culmine e non puoi andare oltre. Il pargolo va per la sua strada e tu tornerai ogni sera a casa sapendo che ti attendono tua moglie, la cena e le vendette”.

Meraviglioso. Il modo di guardare la vita del commissario.

E poi Adriana è solo apparantemente un donna semplice. Lei rappresenta le radici di Kostas, il suo bisogno di rimanere radicato alla sua terra. La saggezza popolare, il buon senso… I grandi uomini hanno bisogno di queste cose. Si dice. E forse non è del tutto sbagliato. O forse c’entra il cibo, la cucina… Già, perché Adriana cucina da dio, e Kostas questa cosa qui non la considera una roba da poco. Litigano (per superare la noia, a volte) e poi finisce tutto a tavola, magai con i ghemistà (pomodori e peperoni ripieni al forno), o con lo spanakòrizo, il risotto agli spinaci, che però, di solito è foriero di tempeste.

Insomma, tutto fila liscio nella vita di Kostas. E questa giornata a Senigallia, è proprio quello che ci voleva per ricaricare le pile e tuffarsi in una nuova indagine.
S’è portato anche Caterina, la figlia. Dicono. E da qualche parte c’è anche Fanis Ouzounidis, il giovane medico, compagno di Caterina, e destinato ad occuparsi della salute del commissario.
Sono in quattro, oggi, che girano per Senigallia a bordo di una Fiat 131 Mirafiori.
Se li incontrate lasciateli tranquilli. Hanno una giornata piena di impegni, appuntamenti, incontri.
Il Festival del Giallo è una roba impegnativa anche per un tranquillo commissario di Atene, che forse pensa che se non si fosse presentato di persona da Petros, lui lì, a Senigallia, oggi, non ci sarebbe nemmeno.
Chissà.

Senigallia in Giallo.

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