Mafia Capitale diventa un’App

L'intreccio tra politica e criminalità ora si gioca sull'iPhone

di Gialli.it 27 agosto 2015

L’intreccio tra potere politico e criminalità organizzata a Roma è diventato un giochino per l’iPhone. L’App, con tanto di mappa della Capitale, costa 0,99 centesimi, ma “ogni riferimento a fatti, persone e luoghi è puramente casuale”. Il Logo del gioco? La Banda Bassotti, naturalmente.

Non è gratuita. Diciamolo subito che sennò uno pensa che si tratta di un gioco da niente. Costa meno di un euro, e con con qualche clic ci si può calare in uno degli scandali politici più imbarazzanti degli ultimi anni. Il patto scellerato tra politica e mafia nella Roma di questi anni impossibili. Nel ‘Mondo di Mezzo’ come l’ha definito il procuratore romano Giuseppe Pignatone, siciliano, classe 1949, che in meno di 3 anni ha dato una scossa al “porto delle nebbie”, come venivano chiamati gli uffici giudiziari della Procura di Roma.
Ora però, l’inchiesta che ha travolto la Capitale è diventata un App per il telefonino.
Creata dall’azienda capitolina Sinergie Attive srl è stata messa online il 13 agosto ed è diventata subito un cult.
Sulla schermata iniziale il giochino viene definito come una sorta di battaglia navale nella quale si possono sfidar altri utenti online. Come? “Nascondendo i soldi destinati ai vari servizi ed opere pubbliche nel quadrante della tua città” e poi scoprendo dove si nascondono quelli del proprio avversario. Più facile di così si muore.
Nei commenti al gioco un lapidario: “Bellissima applicazione, semplice e molto giocabile”. Proprio come avevano pensato tutti i politici coinvolti nell’inchiesta.
“L’abbiamo creato in pochi giorni – ha raccontato all’Adnkronos Massimiliano Di Lullo, lo sviluppatore del videogame – ma non dovete considerarla una goliardata.  Piuttosto una manifestazione di disagio sociale nei confronti delle tristi vicende che stanno interessando la nostra città”.
In fondo Mafia Capitale deve essere un brand che fa gola a molti. Sul sito del ministero dello Sviluppo Economico risulta depositato un marchio di abbigliamento che dovrebbe produrre t-shirt con il nome dell’inchiesta che ha messo Roma in ginocchio.

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