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Mafia, camorra e ‘ndrangheta nei fumetti

Una Mostra a Roma per raccontare la criminalità organizzata

di Lucia Somma 12 settembre 2015

Roma. La criminalità organizzata raccontata dai fumetti. Oltre 40 autori ‘disegnano’ la storia di mafia, camorra e ‘ndrangheta in Italia. E’ la prima volta che una Mostra raccoglie i fenomeni criminali del nostro paese attraverso le matite dei disegnatori più famosi.

L’idea è dell’Associazione daSud. L’obiettivo è quello di avere una prospettiva inedita sul mondo della criminalità organizzata in una storia di delitti e faide che parte dal dopoguerra e arriva ai giorni nostri.
90 tavole originali per ‘fermare’ omicidi che hanno messo in ginocchio lo Stato. Come quello di don Peppino Diana. Il prete anticamorra ucciso a Casal di Principe il 19 marzo 1994. O come quelli di Peppino Impastato e Giuseppe Fava.
Ma questa volta a raccontare l’orrore di questi anni saranno i personaggi che non t’aspetti. Da Dylan Dog a Nick Rider, tanto per fare qualche nome.

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Tre le sezioni di Mc Mafia: Si comincia con le strisce realizzate nel secondo dopoguerra dove il fenomeno mafioso appare in tutte le sue surreali rappresentazioni (l’agente della squadra omicidi della polizia di New York, Nick Rider, nato dalla matita di Claudio Nizzi, ad esempio, si muove in atmosfere che ricordano quella Little Italy già narrata ne “Il Padrino” di Martin Scorsese), e si prosegue con una sezione dedicata alla satira e realizzata con l’aiuto dei giornalisti Giampiero Cardarella e Sergio Nazzaro, e che ospita le opere di autori come Riccardo Mannelli, Natoli, Mauro Biani e Natangelo (la mafia in questi casi non è più rappresentazione del male ma racconto della realtà, cronaca del quotidiano e memoria da conservare di un tempo in cui le mafie si sono radicate nel nostro paese) e con un percorso finale che racconta il presente attraverso l’esposizione di tavole tratte da fumetti più recenti con vere e proprie monografie dedicate alla vita di Giuseppe Fava, Peppino Impastato, don Peppe Diana e altri eroi dell’antimafia.
In esposizione, oltre alle 90 tavole, anche una sezione dedicata agli oggetti appartenuti alle vittime di mafia Pio La Torre, Pippo Fava, Giovanni Spampinato, Lollò Cartisano, Vincenzo Grasso, Giuseppe Tizian, Francesco Borrelli, Rocco Gatto, Giuseppe Valarioti e Totò Speranza.

“Mc Mafia” apre il 23 settembre e resterà nelle sale del Museo di Roma in Trastevere fino all’8 novembre. Poi proseguirà il suo viaggio a Cosenza dal 4 dicembre al 14 febbraio 2016.

 

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