Magico Dickens, l’uomo che ci ha regalato Natale

di Gialli.it 11 dicembre 2009

Succede sempre così. Tu sei lì che non ci pensi. Poi un odore, un colore, un suono, ti raggiunge a tradimento e tu ci finisci dentro. Magari anche di malavoglia. Succede sempre così. Natale lo aspetti tanto che arriva sempre di sorpresa. E sarà lo stupore, saranno le aspettative, sarà che negli occhi c’hai una cartolina ottocentesca  stampata a 600 punti di suggestione, ma ogni volta, e dico ogni stramaledettismo 25 dicembre, te lo aspetti diverso da come ti è toccato. 

Niente campanelli che tintinnano nei cuori, nessun “buon sentimento” più arzillo che in un normalissimo giorno di febbraio. Calore? Se ti va bene giusto quello che viene dal caminetto. Se ti va male ti devi far bastare quello della stufa alogena.

E allora che si fa? Perché lui, Natale, arriva anche se tu decidi di non aspettarlo. E i desideri, anche quelli melensi e sdolcinati, che non saresti disposto a confessare nemmeno sotto tortura, il “maledetto” te li scaraventa tutti addosso. E te li devi gestire, mentre il cinismo intasca la tredicesima e se ne va a sciare. E allora? Che si fa? 

Devono averlo pensato anche i geni del marketing della Disney mentre il ragazzo delle pulizie continuava a raccogliere i foglietti appallottolati che dovevano essere cestinati, ma  finivano sempre “ fuori canestro” Già che si fa?  Fronti corrugate nello sforzo creativo e altra pallottola progettuale che finisce sul pavimento.  Che si fa?

Sarà stato che aveva la schiena a pezzi. Sarà stato che erano quasi le nove e lo stomaco brontolava dalla fame. Sarà  stato che quella sera, aveva appuntamento con la commessa dello Store e  stanchezza e fame non gli avevano tolto la voglia di scherzare. Non si sa che sarà stato, ma di certo la voce del ragazzo delle pulizie che dice: “Canto di Natale” a noi sembra di averla nelle orecchie.  Ci sembra di avere negli occhi, anche le espressioni dei geni, quelli del marketing, che dopo un centesimo di secondo di stupore si ricompongono in una maschera di fastidio.

Ci sembra , pure, di avere sulla pelle quel brivido di commozione che è salito su per la schiena, quando il capo dei geni, quelli del marketing, ha guadato torvo la sua squadra e sorridendo burbero ha dichiarato: “ Bravo ragazzo ottima idea. Penso che per Natale dovrai comprarti un abito scuro. Sai per le riunioni…”  

E siamo sicuri, che se potesse, anche Dickens testimonierebbe che gli sembra… anzi è certo  che sia andata proprio così.

(annamaria russo)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



Go Up