"L’Hotel Ritz è in vendita" Ma è una truffa alla Totò

di Gialli.it 14 giugno 2010

Londra. Incredibile truffa ai danni di un noto immobiliarista inglese. Per la “modica” cifra di 250 milioni di sterline due mediatori londinesi hanno provato a “cedere” l’Hotel Ritz. E un po’ come accadde nel film Tototruffa 62,  quando Totò e Nino Taranto tentarono di vendere la Fontana di Trevi, l’uomo ci è cascato. Ora la vicenda è finita in tribunale.

di DIEGO PURPO

Terence Collins è un furbo. Uno con il fiuto per gli affari. Uno che ne capisce, che si sa muovere. Uno che un’occasione così non se la lascia scappare: acquistare per soli 250 milioni di sterline un edificio il cui valore di mercato è di circa 600 milioni. Un accordo verbale, una stretta di mano tra distinti uomini inglesi, la caparra di appena 1 milione e l’hotel Ritz diventa proprietà di Mr. Collins. Ma ci spiace Mr. Collins. E’ una truffa.

Londra, marzo 2006. Patrick Dolan e Anthony Lee si presentano a Terence Collins, immobiliarista, quali mediatori nella vendita dell’hotel Ritz, nominati direttamente dai proprietari Sir David e Sir Frederick Barckleys. Il loro compito, avviare le operazioni di cessione dell’edificio e trovare un acquirente disposto a spendere 250 milioni di sterline. Con loro c’è anche Conn Farrell, avvocato e consulente legale.
E Terence Collins un affare così proprio non se lo può far sfuggire. Lui è un esperto nel settore. Gli affari li sa fiutare e quel palazzo al numero 150 di Piccadilly vale almeno 600 milioni di sterline.
Devono saperlo anche i nostri tre amici quanto vale quel palazzo. Loro però, di mestiere, non vendono immobili. Loro, di mestiere, fanno i ladri, molto ben organizzati, e riescono ad attirare Collins nella trappola.
Una piccola caparra e Collins procede al versamento di 1 milione di sterline sul conto dei presunti mediatori, che da quel momento in poi diventano improvvisamente irreperibili.

Il tutto ricorda sorrisi in bianco e nero, immagini cult del celebre film Tototruffa 62 e la famosa falsa vendita della Fontana di Trevi che Totò e Nino Taranto eseguono ai danni di Ugo D’Alessio.
Basta poco affinché “l’esperto” uomo d’affari comprenda di essere stato raggirato e denunci il fatto alle autorità.
Ha ora il via, presso la corte di Southwark, il processo che vede Dolan, Lee e Farrell imputati per truffa. E pensare che tutto ciò si sarebbe potuto evitare se solo Terence Collins avesse visto un po’ di ottimo cinema italiano.

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