Tutta la verità sul sequel di Shining

di Gialli.it 27 settembre 2013

Dopo quattro anni di lavoro esce negli Usa “Doctor Sleep”, il sequel di Shining di Stephen King. Strana e non casuale l’ambientazione. Ma lo scrittore glissa sul vero motivo che lo ha portato a Boulder, nel Colorado.

Lui la racconta così: “No, è che mia moglie dice che la gente è stufa del Maine, che non posso ambientare tutte le mie storie lì, e allora mi sono stufato io, ho aperto l’atlante, ho chiuso gli occhi e ci ho infilato il dito. Sulla mappa, intendo. Ed è venuto fuori ‘sto Boulder…”.

Dice così. Ma scherza, ovviamente. Perché Stephen King è uno che scherza. Gli piace assai. E figurarsi se non ‘pazziava’ pure sulla scelta della location del suo nuovo romanzo. Soprattutto se il romanzo in questione non è neanche una cosa così. E’ il seguito di Doctor Sleep. Capito? Il seguito di Shining. Tanto per intenderci.
E allora ci sta che mister Stephen Edwin King, classe ’47, originario di Portland, scherzi un po’. In fondo quello che esce oggi in America è un libro evento e ci si può pure ridere un pochino su. E ci sta pure che giochi coi sui lettori facendo finta di non sapere cos’è realmente Boulder. La cittadina che ha scelto per far muovere Danny Torrance (il ‘piccolino col triciclo’) ormai adulto e a caccia di un po’ di tranquillità.
Boulder non è una città qualsiasi. Questa è la verità. Boulder è l’ennesima stramaledetta città. Un posto dove l’orrore lo tagli col coltello. E’ nell’aria, sulle cose. Come una nebbia cattiva. Boulcder è il teatro di uno degli omicidi più efferati della cronaca nera degli ultimi anni. Bolder è la città nella quale ‘qualcuno’ ha ucciso JonBennet Ramsey. La bambina modella strangolata a sei anni da mani misteriose. Boulder è il palcoscenico di un caso insoluto che puzza di maledizione e orrore da diciassette lunghi anni.
Quindi preparatevi. Nessun Overlook Hotel. Solo le stradine di questo paesotto del Colorado dove troneggia uno dei quattro orologi nucleari esistenti al mondo.
Danny Torrance è cresciuto. Lavora in un ospizio e pare abbia una particolare capacità di aiutare i pazienti ad affrontare la morte. Insomma, conserva ancora le abilità psichiche che conosciamo, pur se attenuate dall’età. Ad un certo punto della storia, però, salta fuori una ragazzina. Una certa Abra Stone. La giovinetta ha capacità estremamente potenti e ancora non pienamente sfruttate. E, come da copione, cominciano i problemi.
Il romanzo, che scivola via tra congreghe maligne e uomini che si nutrono di coloro che hanno poteri psichici, è uscito in america il 24 settembre. Tiratura record, ovviamente. Ed è atteso in Italia a marzo. (cs)

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Un pensiero su “Tutta la verità sul sequel di Shining”

  1. Direi che manca l’elefante nella stanza 🙂 il riferimento più grosso e immediato a Boulder è The Stand, o L’ombra dello scorpione che dir si voglia, per buona parte ambientato proprio lì

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