India. Il massacro delle ‘streghe’

Cinque donne accusate di stregoneria e massacrate

di Francesco Guidi 8 agosto 2015

Come cinque secoli fa torna la caccia alle streghe. Solo che si sposta in Asia. In India, dove 5 donne sono state massacrate perché sospettate di praticare la stregoneria. E non è la prima volta.

La strage a Mandar, 40 km da Ranchi, il capoluogo dello stato tribale del Jharkhand. Nell’India centrale.
Un gruppo di giovani del villaggio ha puntato cinque donne. Le tenevano d’occhio da mesi. “Sono delle strghe” dicevano. E dalle accuse sono passati alla violenza omicida. Le hanno prese con forza nelle loro abitazioni, picchiate con bastoni e spranghe, massacrate. Con una ferocia senza pari.
“La gente del posto – ha riferito un agente di polizia – ritiene che fossero coinvolte in alcuni rituali di magia nera o di malocchio contro alcuni residenti”. E come nel medioevo le hanno uccise senza pensarci un attimo.
I corpi delle donne sono stati prelevati dagli investigatori per verificare l’accaduto e inviati a Ranchi per l’autopsia. Ma non è il primo caso di ‘caccia alla streghe’ che finisce con un omicidio. Solo tre settimane fa una donna indiana di 63 anni era stata denudata e uccisa con l’accusa di aver procurato malattie e sofferenze al suo villaggio nello Stato indiano di Assam. Si chiamava Poni Orang ed era stata additata da una trentacinquenne del villaggio che si definisce una divinità.
Secondo l’agenzia di stampa Ians, sarebbero 750 le donne uccise perché considerate ‘streghe’ in India. Le vittime di solito sono donne nubili o vedove, spesso prese di mira per il loro denaro o i terreni posseduti. Le accuse di stregoneria non si basano su nessuna prova.

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