Avellino, il mistero del meteorite scomparso

di Gialli.it 7 agosto 2009

E’ caduto sul suolo campano il 25 dicembre del 1999. Un dono natalizio. Sprecato. Dopo essere stato conservato negli uffici della Caserma dei carabinieri di S. Martino Valle Caudina per anni, nascosto agli occhi della scienza, il meteorite di Mafariello è scomparso nel nulla.

di GIOVANNI ASCIONE

Nel catalogo nazionale delle meteoriti italiane non risulta alcun reperto ufficialmente recuperato in Campania. E pochi sanno che nella notte di Natale del 1999, durante una violenta alluvione, a San Martino Valle Caudina (Avellino), un pesante masso spaziale, dopo avere attraversato per milioni di chilometri gli spazi interstellari, cade con violenza tra fiamme e fumo sul Monte Teano in località Mafariello.
Era una notte tempestosa. Come quella dei romanzi dell’Ottocento. Pioggia, tuoni, fulmini e frane. Nessuno si è accorto di nulla fino al giorno dopo. La mattina di Santo Stefano, un contadino del luogo a caccia di funghi sul posto vede infossato in un cratere, uno strano masso di colore marrone scuro con striature grigie. Pensa subito ad un ordigno esplosivo e allarma i Carabinieri della locale caserma sita alle pendici del monte.
L’uomo nota anche tracce di bruciature sugli alberi in almeno cinque punti che segnano la traiettoria del bolide rovente. Alcuni militari dell’Arma, adoperando le prime cautele del caso, con guanti ed altre protezioni, provvedono ad isolare la zona circostante e a contattare un geologo del vicino Comune di Cervinara. L’oggetto è di natura extraterrestre. Si consigliano analisi petrografiche presso un laboratorio di Napoli. In zona non ci sono altri crateri e questo conferisce ancora più unicità al reperto. Per diversi anni il prezioso masso di circa 6 Kg è stato custodito nella locale caserma dei Carabinieri di San Martino Valle Caudina dentro una scatola metallica. Nessun esperto è riuscito a vederlo ed analizzarlo. Non è stata effettuata finora una classificazione ufficiale. E forse non ci sarà mai.

Per motivi ancora sconosciuti, il reperto è scomparso. Svanito nel nulla. Il giorno prima c’era. Tutti i carabinieri si erano ormai abituati a vederlo lì. Il giorno dopo non c’era più. Nel 2004 era lì. Nel 2006 non c’era più. A causa di lavori di ristrutturazione è stato spostato. In un sottoscala. E poi più nulla.
L’unica traccia rimasta è il sintetico rapporto sul ritrovamento redatto all’epoca dei fatti che peraltro non è possibile nemmeno fotocopiare.
Oggi sarebbero utilissime almeno le foto e le analisi petrografiche. Per tentare una classificazione del meteorite. Ma anche delle immagini non è possibile ottenere alcun riscontro.
L’oggetto poteva conteneva una miriade di informazioni sul nostro sistema solare. Trasportate “gratuitamente” sul suolo campano. Aveva inoltre un primato: il primo e unico meteorite caduto in Campania.

Era stato preceduto da un altro sasso caduto nei pressi di Massa Lubrense (Sorrento) nel 1819. Ed è stato seguito da un altro meteorite recuperato nel centro storico di Calvi Risorta recentemente. In entrambi i casi gli esperti ne hanno confermato la natura terrestre.

In Italia, l’ultimo meteorite, registrato ufficialmente, è caduto nel pomeriggio del 25 settembre 1996 a Fermo in provincia di Ascoli Piceno. In quel caso il meteorite ha avuto una sorte migliore: analizzato e ufficialmente classificato come un chondrite ordinaria brecciata del tipo H, oggi è esposto nel locale museo scientifico. Come è giusto che sia.

La speranza oggi è che lo spazio infinito ci possa regalare una nuova scoperta tutta partenopea per  farci riscattare della sorte toccata al meteorite svanito nel nulla.

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2 pensieri su “Avellino, il mistero del meteorite scomparso”

  1. Una delle ipotesi che gli scienziati ritengono probabile, in relazione allo sviluppo della vita, sul nostro pianeta, è legata proprio alla caduta delle meteoriti, in periodi lontanissimi in cui la Terra era solo un globo in evoluzione. Questo meteorite, che ha raggiunto Partenope, da luoghi remoti dello spazio, può contenere informazioni importantissime.
    Cordiali saluti a tutti
    Giorgio Russolillo

  2. Una delle ipotesi che gli scienziati ritengono probabile, in relazione allo sviluppo della vita, sul nostro pianeta, è legata proprio alla caduta delle meteoriti, in periodi lontanissimi in cui la Terra era solo un globo in evoluzione. Questo meteorite, che ha raggiunto Partenope, da luoghi remoti dello spazio, può contenere informazioni importantissime.
    Cordiali saluti a tutti
    Giorgio Russolillo

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