Era una notte buia e tempestosa

La verità sul giallo mai scritto di Snoopy

di Sonia T. Carobi 10 agosto 2015

Compie 65 anni il bracchetto più amato del mondo. Fece la sua prima apparizione il 4 ottobre del 1950, ma in una serie di strisce del ’68, Charles M. Shulz, il suo creatore, spiegò che il compleanno del cane di Charlie Brown era il 10 agosto.
Dunque, auguri piccolo Snoopy. Anche se non hai mai finito il romanzo giallo che hai scritto per una vita intera!

Già. Tutti a sbracciarsi per la sua filosofia di vita. Tutti a ricordare le battute e gli ‘aforismi’ da rimanerci secchi. Ma del famoso romanzo di Snoopy, ne vogliamo parlare?
Era un giallo. Su questo non ci sono dubbi. Come era giallo Woodstock, in fondo.
Aveva un protagonista. Che forse era lo stesso scrittore, e quindi nel romanzo non ci sarebbe mai stato. Insomma, Joe Falchetto era l’alter ego di Snoopy. Ed era lui, in realtà, a scrivere il romanzo. Ma è meglio che in questa cosa non ci perdiamo. Quello che è importante è che fu Snoopy scrittore a salutare il grande pubblico a nome di Shulz, nel suo indimenticato addio.
Era scritto da una Olivetti Lettera 32. Che non è la 22. Quella di Montanelli e Biagi. Ma era comunque una gran bella macchina da scrivere.
Aveva un incipit da togliere il fiato: “Era una notte buia e tempestosa”. Stupendo. E non fa niente che si tratta di una celebre frase scritta da Edward Bulwer Lytton nel racconto Paul Clifford del 1830. Non lo sa nessuno e va bene così. Quello che conta è che Umberto Eco sostenga che pure l’attacco de Il Nome della Rosa in qualche modo si ispira a quella frase.
Insomma, un incipit, gli occhiali neri, una Olivetti 32, e un romanzo giallo mai scritto. Perché? Mistero infinito, impossibile, che neanche il creatore dei Peanuts ha mai voluto svelare.
Eppure quando quelle parole proseguirono per un po’ si vedeva chiaro chiaro, che sarebbe stato un capolavoro: “Era una notte buia e tempestosa. A un tratto, echeggiò uno sparo! La fanciulla strillò. Una porta sbatté. Improvvisamente, una nave pirata apparve all’orizzonte!”.

 

 

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