Patti Smith: un giallo per l’icona del rock

di Gialli.it 10 febbraio 2011

La famosa cantante rock ha quasi terminato il suo primo romanzo giallo. La trama si svilupperà intorno alla Chiesa di St. Giles in the fields a Londra. Un luogo storicamente maledetto e sul quale aleggiano antiche leggende inglesi.

di Adriana D’Agostino

“Sto scrivendo un romanzo giallo. E’ pronto al 68 per cento”.
Una bella sorpresa per i fan della cantante Patti Smith. La sacerdotessa del rock ha infatti dichiarato, in occasione di un incontro con il suo pubblico alla Royal Geographic Society di Londra, di aver quasi terminato la detective story a cui sta lavorando da circa due anni.
Per l’artista, quello della scrittura non è certo un mondo inesplorato: già acclamata per le sue raccolte di poesie, la Smith è stata recentemente premiata al prestigioso National Book Awards per il suo commovente “Just Kids” nella sezione non-fiction.
E’ sicuramente, però, la prima volta che la star affronta una sfida letteraria come la stesura di un romanzo dai tratti oscuri: “Sono da sempre un’ammiratrice delle opere di Mickey Spillane e Sherlock Holmes. E la mia storia è ambientata proprio in Inghilterra. Tutta la trama prende il via a St. Giles-in-the-Fields a Londra”.

La misteriosa chiesa St. Giles-in-The Fields
Location particolarmente interessante per ambientarvi un intreccio noir. La Smith ne è consapevole.
Quel luogo ha attirato la sua attenzione dalla prima volta che lo ha visitato. E non c’è da stupirsi. Perché quello di St. Giles High Street, dove si trova la Chiesa di St. Giles, non è un quartiere come tutti gli altri.
Stiamo parlando di un luogo storicamente maledetto.

St. Giles High Street e la Chiesa dei condannati
Tanto tempo fa, nei pressi di quella che oggi viene chiamata Shaftesbury Avenue, sorgeva un piccolo villaggio rurale circondato da aperta campagna. Quel lontano angolo di città, venne chiamato, appunto, St Giles “in the fields” cioè “che sorge tra i campi”.

Quella del piccolo borgo neonato, si preannuncia subito come una storia triste: nel 1101, il bel paesaggio circostante viene intaccato dalla costruzione di un ospedale per lebbrosi, su ordine della Regina Matilde, moglie di Enrico I.
Enrico VIII chiude il lebbrosario nel 1539 e fa della sua cappella la nuova chiesa parrocchiale.
La Chiesa di St Giles in the fields, sarà da quel momento ricostruita per ben due volte: la prima nel 1630 e l’ultima nel 1734.
Nel frattempo, il quartiere attira l’attenzione per la sua cattiva reputazione: un ambiente troppo povero, abbandonato e malsano. Addirittura è da qui che comincia a svilupparsi la violenta epidemia di peste del 1665.
Sembra una maledizione. E molti credono dipenda dalla leggenda dei condannati.

Si narra, infatti, che la zona fosse anche il passaggio obbligato per i prigionieri condannati a morte in marcia verso il patibolo di Tyburn. Durante il tragitto, i prigionieri venivano obbligati a fermarsi davanti al portale della Chiesa di St. Giles ed a bere, a grandi sorsi, dalla cosiddetta St Giles’s Bowl, una grande ciotola piena di birra soporifera, l’ultimo conforto concesso.

A partire dal 1650, gli stessi condannati, dopo l’esecuzione, venivano riportati alla chiesa per essere sepolti nel suo cimitero. Da allora, si dice che le loro anime aleggino sopra quella campagna dalla storia infelice.
Durante l’epoca vittoriana, il quartiere è considerato uno dei più degradati della City, tanto che persino il consiglio privato della corona cerca di attirare l’attenzione dei giudici, sulla situazione del distretto: “Riportiamo i particolari della vita dissoluta degli abitanti, del disordine, dei mendicanti, delle locande, degli spacci di birra, delle taverne, dei bordelli, dei topi, degli escrementi, del sangue ormai rattrappito per le strade”.
Lo stesso Dickens ne denuncia più volte la condizione nelle sue opere. In particolare nel suo “Perdersi a Londra” del 1853, in cui il celebre scrittore racconta di un ragazzino spaventato dai racconti che circolano sulla chiesa palladiana.

St. Giles in the fields oggi
Oggi, il quartiere continua ad appartenere alla periferia abbandonata di Londra.
La sua chiesa, invece, è meta di molti turisti ed intellettuali. Le guide della città consigliano di visitarla e di prestare attenzione all’immagine allegorica medievale posta sopra il suo altare: un pellicano che nutre il suo piccolo con il proprio sangue. Ennesimo particolare affascinante legato alla simbologia alchemica ed all’iconografia cristiana.
L’edificio, inoltre, continua ad essere luogo di culto anglicano ed ospita spesso reading, recitals e concerti.
La cantante Patti Smith ha ammesso di fare tappa fissa lì tutte le volte che torna a Londra. Lo farà per cercare ispirazione per il libro. E noi speriamo che il suo romanzo sia denso di fascino oscuro e mistero. Lo stesso che porta con sè il vento che soffia davanti al portale della Chiesa di St. Giles.

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