Cagliostro è tornato, ad Arezzo avvistato il suo fantasma

di Gialli.it 17 novembre 2012

Giuseppe Giovanni Battista Vincenzo Pietro Antonio Matteo Balsamo, meglio noto come Conto di Cagliostro, sarebbe ritornato.
Il più grande mago, alchimista, guaritore o truffatore di tutti i tempi, come vi pare, avrebbe deciso di abbandonare i contorni confusi dell’Ade per rifarsi vivo tra i vivi. Da fantasma, naturalmente.
Location scelta per la rentrée una sorprendente Arezzo, che almeno stando alla sua biografia ufficiale, non appartiene ai pur mille luoghi visitati in vita dal buon Giuseppe Balsamo. A meno che non si voglia pensare ad un clamoroso errore. Nel senso che ad Arezzo c’è una frazioncina che si chiama San Leo, e che porta lo stesso nome della stranota prigione dove il nostro visse gli ultimi anni della sua vita e dove morì: la rocca di San Leo in provincia di Rimini. Era il 26 agosto 1795. Lo trovarono agonizzante nella sua cella e lo seppellirono in una spianata senza nome, senza cassa, nella nuda terra e senza alcuna indicazione. Come si merita, secondo alcuni, un imbroglione di tal fatta.
Chissà. Forse al Conte questo sgarbo non deve essere andato giù. E magari ha pensato di rimettere le cose a posto. E c’è scappato l’errore. E’ finito a 178 chilometri di distanza, tra l’imbarazzo generale.
Ma non è questa la notizia. Almeno secondo i giornalisti bravi. Il fatto è un altro. Da un po’ di tempo, ad Arezzo, decine di persone sostengono di averlo visto. E sta salendo una puntina di preoccupazione. E allora detto fatto: qualcuno ha pensato bene di chiamare i ghostbusters! Vabbè. Loro non vogliono essere chiamati così. Loro sono ‘studiosi del paranormale’. E sono piombati ad Arezzo perché il lavoro è lavoro. “Ognuno è libero di crederci oppure no. Noi – spiega Massimo Merendi, della “National Ghost Uncover” – non acchiappiamo alcun fantasma, studiamo semplicemente fenomeni che sembrano strani e che ci vengono segnalati. Ci è stato detto che tra il marzo 2011 e l’ottobre 2012 Cagliostro è stato visto più volte e siamo venuti”. Per il delicato caso useranno una particolare strumentazione con sensori di rilevamento ambientale. E se ci sono novità ci terranno informati.

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