“Gli Ufo non esistono”

La rivelazione shock di Mabot B.B. Stornaale

di Gialli.it 22 Luglio 2019

Mabot B.B. Stornaale, il noto astrofisico americano, per anni consulente Nasa per gli studi sulle presunte civiltà extraterrestri, interviene sul caso Storm Area 51. E la sua è una dichiarazione shock. La riportiamo integralmente tradotta.

“Volete sapere perché due milioni di persone sono pronte ad ‘invadere’ Area 51? Perché gli Ufo non esistono più. Se ne sono andati per sempre. E il 2019 è come il giorno in cui un deficiente, in classe, ti dice che Babbo Natale non esiste, e tu ti rendi conto, per la prima volta, che sta dicendo la verità.
Doveva capitare. L’uomo, da sempre, si è costruito universi fantastici, per scappare via dalla realtà. Sognare, credere in qualcosa di incomprensibile, di estraneo a noi, infilarsi nei territori perigliosi del soprannaturale, dell’inspiegabile, dell’assurdo possibile, del fantastico sostenuto da una logica (perché dovremmo essere soli nell’universo), è un giochino che non regge più. Il Web ha cancellato ogni bugia, ha razionalizzato ogni probabilità traballante, e ha sparato in faccia alla gente controprove che nessuno avrebbe voluto ascoltare. Gli ‘oggetti volanti non identificati’ sono diventati identificati eccome. Neanche il tempo di dire la frase cult “sai, una volta vidi un Ufo” e giù spiegazioni inconfutabili. Era un AGYt 36. Un aereo speciale della Nasa per ripulire il cielo dei frammenti di palloncini rossi sfuggiti alle mani dei bambini. Ah, okok. Finita. Ufo un cavolo. C’è una spiegazione. Una stramaledetta, indiscutibile, spiegazione. Punto.
In questo senso potremmo dire che la scomparsa degli Ufo è comunque un fenomeno inedito, nel mondo della fantasia intesa come via di fuga.
Hanno retto le isole del tesoro, i fantasmi, i viaggi nel tempo, e finanche gli Elfi, le fate, i draghi. Gli Ufo no. Sono crollati sul loro stesso territorio: la tecnologia. E serve a poco che oggi la Fantascienza come genere letterario tiene alla grande. I dischi volanti, gli alieni, venivano da lì, e li sono tornati. Nelle pagine dei libri, nelle menti dei loro scrittori. Niente di più che una buona storia. Oltre non sono riusciti ad andare. Nessun passaggio dalla fantasia alla realtà. Semplicemente non esistono. Chiusa qua. E allora non rimane che l’Area 51, per tenere in vita la fiammella di una candela ormai quasi spenta.
Ma non va bene. I sogni non si razionalizzano. È pericoloso. Sarà per questo che anche quelli di Anonymous ci stanno giocando un po’. Pubblicano documenti, leaks, che tengono accesa la speranza. Ma nessuno crede più nemmeno a loro.
E allora ecco arrivare Storm Area 51. Due milioni di persone che hanno solo voglia di riconoscersi, ritrovarsi, tenersi forte per mano. Babbo Natale esiste, e non ci rompete i coglioni”.

Ah, Mabot B.B. Stornaale non esiste. E’ un anagramma di Storm Babbo Natale.

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