Giallo in Formula Uno. Piquet contro Briatore "A Singapore mi ordinò un falso incidente"

di Gialli.it 11 settembre 2009

Giallo in Formula Uno. Protagonisti Nelson Piquet Junior, Briatore e la Renault. La Fia apre un’inchiesta. L’ipotesi su cui si indaga è che l’incidente di Pi­quet dell’anno scorso a Singapore sia stato voluto da quelli della Renault, per avvan­taggiare Fernando Alonso fermo ai box proprio mente la safety car usciva in pista e bloccava di fatto le altre auto.

di BRUNO ROMANO POLPO

Fernando Alonso, su Renault, vince il Gran Premio di Singapore, prima gara notturna della nuova Formula Uno. Secondo posizione per la Williams di Rosberg e terzo gradino per la McLaren di Hamilton. Notte da dimenticare per la casa di Maranello. Fuori Raikkonen, solo tredicesimo Massa, dopo una imbarazzante sosta ai box. Al 17esimo giro, con la safety car in pista dal 15esimo per un incidente a Nelsinho Piquet, il ferrarista, partito in pole si arena ai box e perde la gara.

Era la fine di settembre del 2008. Il circo della Formula Uno faceva tappa a Singapore. E il mondiale metteva in pista gli ultimi fuochi per l’assegnazione del titolo. Vinse Alonso. La Ferrari in un solo colpo passò sotto sia nella classifica piloti che in quella costruttori. Un disastro. Che oggi si tinge di giallo. E ci vorrebbe veramente Poirot per capirci qualcosa.
Ma andiamo per ordine.

Comincia Nelson Piquet. Il figlio del grande Nelson Piquet. Junior.
Un po’ di settimane fa il nostro si presenta volontariamente davanti alla Fia (la Federazione Internazionale dell’Automobile  che rappresenta tutti i piloti professionisti della Formula Uno)e dice senza mezzi termini: “Vi ricordate l’incidente a Singapore? Quando mi spiaccicai contro un muro? Ecco. Avevo scherzato”. Non dice esattamente così, ma il senso è questo. Perché Junior è imbarazzato. Le cose le dice tra i denti. E sa che sta per far scoppiare un gran casino. Il problema, infatti, non è l’incidente in sé. Ma il fatto che l’idea di sbattere contro un muro sarebbe venuta a qualcun altro. E per un motivo preciso.

Gialli.it non si interessa di Formula Uno. Troppo rumore. Noi amiamo le notti senza luna, e al massimo tolleriamo qualche urlo agghiacciante e una spruzzatina di sangue. I gialli, insomma. Ma quello che vi stiamo per raccontare rischia di diventare un signor giallo. Ascoltate.

Stavamo parlando del piccolo Junior. Ce lo siamo persi davanti a quelli della Fia mentre biascica di uno strano incidente e fa accuse circostanziate. “L’incidente me lo ordinò Briatore”. Dice. E un brivido sale lungo la schiena.
Uno, infatti, pensa a Briatore e gli viene in mente il Billionaire e la Gregoraci. Ecco, mettete da parte per un attimo questa immagine e provate a rimettere il mitico Flavio al posto che gli spetta di diritto. Il suo lavoro. Già, perché anche lui lavora. Fa il Team Manager della Renault.
E quel giorno, il 28 settembre 2008, si chiamò il piccolo Junior e gli disse: “Guarda Junior che noi dobbiamo vincere questo cavolo di Mondiale. E tu dovresti tentare di non rompere i coglioni. Quindi ti infrangi su un muro e lasci via libera a Fernando. Saprò come ricompensarti”.
Magari non gli disse proprio così, o magari non gli disse proprio niente, fatto sta che Junior insiste. Accusa e spara a zero. E a quelli della Fia confessa: “”Ero in uno stato d’animo molto vulnerabile. Stavamo trattando il rinnovo del contratto nei giorni in cui si correva e non avevo ancora ottenuto risposta”.
Apriti cielo. La dichiarazione finisce su un verbale top secret e oggi il sito britannico F1SA la pubblica integralmente.

“La proposta di provocare un incidente deliberatamente – si legge nel documento – mi è stata fatta poco prima della gara, quando sono stato avvicinato da Briatore e Symonds. Quest’ultimo, alla presenza di Briatore, mi ha chiesto se ero disposto a sacrificare la mia gara per la scuderia, costringendo la Safety Car ad entrare in pista.

Dopo il colloquio, Symonds mi ha chiamato in un angolo e mi ha mostrato una mappa, appunto la curva esatta dove io avrei dovuto uscire di pista. E mi ha anche indicato il giro in cui avrei dovuto farlo, affinché il mio compagno di squadra Fernando Alonso potesse rifornissi ai box, dopo l’entrata della Safety Car, cosa che ha fatto al 12/o giro”.

La frittata è fatta. Briatore “oltraggiato” minaccia querele, Alonso stacca il cellulare, e Barrichello chiede la radiazione a vita.
E il nostro giallo? C’è, state tranquilli. C’è tutto.
Intanto lo hanno chiamato il Renault-Gate. E poi perché, come nei gialli che si rispettino, sono troppe le domande senza risposta. Le mettiamo in fila in attesa che si apra un spiraglio.
Perché la Fia apre un’inchiesta a dodici mesi di distanza? E’ possibile, come sostiene il Flavio nazionale, che Piquet si fosse “sacrificato” volontariamente solo per chiedere il rinnovo del contratto? Perché Alonso dice di non sapere niente? Chi ha convinto Nelson a parlare pur sapendo che rischiava la carriera? E’ vero, come dichiara Ecclestone all’Ansa, che Piquet avrebbe detto “Farò qualsiasi cosa per distruggere Flavio”?
E’ tutta da vedere. Ma la sensazione è che questa storia rimarrà un caso insoluto. Per molto tempo.

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