Mary Shelley e l'anno senza estate

di Gialli.it 21 luglio 2009

Fu per ripararsi dal tempo inclemente che la giovane Mary Shelley inventò, nel 1816, Frankenstein, il suo personaggio più famoso. La scrittrice si trovava in vacanza sul lago di Ginevra, in Svizzera, ospite di lord Byron, insieme al marito e altri  letterati. Benchè fosse piena estate, il costante brutto tempo costrinse il gruppo a casa per tutta la durata della villeggiatura. A quel punto, gli amici cominciarono ad escogitare nuovi giochi per far passare il tempo. Stanchi delle solite partite a carte, si sfidarono nella scrittura di storie di fantasmi e mostri. Frankenstein è nato così, nel 1816, da sempre ricordato come l’anno senza estate. L’anno durante il quale tutto il mondo, soprattutto l’ Europa, già reduce da un inverno lungo e piovoso, fu avvilito da un’estate altrettanto  fredda e umida. In alcuni paesi come il New England ed il Quebec, i mesi di Giugno, Luglio ed Agosto riportarono delle temperature non superiori ai + 4 gradi o addirittura sotto lo zero. Il freddo micidiale durò fino alla primavera del 1917. Le cause di tale squilibrio climatico furono successivamente individuate nella violentissima eruzione del vulcano Tambora, in Indonesia, avvenuta l’anno prima, nel 1815. Il fenomeno causò l’immissione nell’atmosfera di un’enorme quantità di polveri. Queste si diffusero per tutto il globo e si comportarono come un filtro nei confronti dei raggi solari, provocando una sorta di piccola era glaciale che si protrasse negli anni successivi. Del resto, Frankenstein non poteva certo venire alla luce in una luminosa giornata di sole. (Ad’A)

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