Esclusivo: uccelli morti e scie chimiche, spuntano 13 interrogazioni parlamentari

di Gialli.it 20 gennaio 2011

Uccelli morti, moria di pesci: sul misterioso fenomeno ora spuntano tredici interrogazioni parlamentari. E’ dal 2003 che alcuni nostri parlamentari (tra i quali anche Antonio Di Pietro) tentano di sapere la verità sul mistero delle scie chimiche. Le risposte del Governo sono esaurienti e articolate. Eppure per  sette anni molti deputati hanno continuato a fare sempre la stessa domanda. Perché? C’è veramente un collegamento tra queste scie e la moria degli uccelli?

E’ difficile capire quello che sta accadendo. E’ antipatico non poter avere spiegazioni plausibili. E’ imbarazzante non riuscire a dare risposte utili. La moria di uccelli che sta coinvolgendo il mondo intero, dalla Luisiana alla Svezia, dal Maryland alla Nuova Zelanda, passando per il Cile, il Canada e la Romania è una domanda senza risposta che risveglia paure antiche, che scomoda presagi dimenticati e profezie troppo frettolosamente archiviate come leggende.
Ma quando un sensazione diventa un soffio leggero che ti senti sul collo, quando l’idea della paura ti passa vicino alla pelle e avverti un brivido che ti sfiora la schiena, allora, forse ti viene voglia di fermarti un attimo e provare a capire.
A rileggerli tutti, gli articoli apparsi in questi giorni, su questo curioso fenomeno degli uccelli e dei pesci morti, la sensazione è che manchi qualcosa. Un pezzo, un frammento, un brandello di verità che qualcuno, forse solo per pigrizia, sta tentando di nascondere. A rileggerle tutte, ma con attenzione,  le storie che i giornali provano a raccontare hai come la sensazione che forse bisognerebbe provare a mettere a fuoco ricordi, notizie apparentemente slacciate, lontane, dimenticate.

E’ forse per questo che a noi di Gialli.it è venuta voglia di fare un viaggio a ritroso, di scavare in cassetti ormai chiusi da tempo. E’ forse per questo che ci siamo ricordati di una storia che seguimmo già un po’ di anni fa. Avete mai sentito parlare delle scie chimiche? Bene, se appartenete alla categoria di quelli che hanno ancora un po’ di tempo per riflettere, mettetevi comodi. Dobbiamo raccontarvi una storia.

Alcuni anni fa, credo a metà degli anni Novanta (informazioni più precise potete trovarle tranquillamente su Wikipedia), l’aeronautica militare statunitense fu accusata di “irrorare” le popolazioni con ipotetiche e misteriose sostanze, che producevano delle curiose scie che vennero ribattezzate chemtrails.
Il governo americano si difese con prontezza bollando tutte le ipotesi intorno a questi fenomeni come delle bufale belle e buone. Non era in atto nessun tentativo di modificare il clima, meno che mai di svolgere imbarazzanti esperimenti segreti.
La storia andò avanti per un po’. Quindi arrivò in Italia dove trovò terreno fertile non solo tra gli appassionati di Ufo, ma anche tra coloro che, più semplicemente, si preoccupavano per le sorti del nostro pianeta o per la sacrosanta salute pubblica.
Quelle scie che rimanevano nel cielo al passaggio di alcuni, particolari, aerei facevano paura. La gente voleva delle risposte.
Siamo partiti dal ricordo di quei giorni, dalle telefonate e dalle lettere preoccupate di comuni cittadini alle autorità preposte, per cominciare il nostro viaggio a caccia di verità mai raccontate. E proprio in questi giorni abbiamo fatto una scoperta abbastanza inquietante.
Sul fenomeno delle scie chimiche, sulla preoccupazione relativa agli effetti di queste “irrorazioni”, esistono ben tredici interrogazioni parlamentari.
Non ci sarebbe niente di male, in fondo, se una serie di deputati abbiamo sentito l’esigenza di chiedere spiegazioni al Governo e ai diversi dicasteri competenti. Sono, però, due le cose che ci hanno lasciato perplessi.
La prima è legata al lasso di tempo che intercorre tra la prima e l’ultima interrogazione parlamentare.
Il primo documento ufficiale, con la richiesta di avere risposte soddisfacenti sul fenomeno, è datato 2 aprile 2003. A firmare l’interrogazione è il deputato bellunese Italo Sandi, componente della XIII commissione Agricoltura, e in quota Udc.  L’ultima 5 novembre 2009 ed è stata presenta da un esponente del Südtiroler Volkspartei, Oscar Peterlini, 60 anni, laureato in economia e membro della Commissione permanente del Territorio e l’ambiente. In mezzo ce ne sono altre undici e una porta anche la firma di Antonio Di Pietro.
La domanda è: visto che le risposte, fin dal 2003, sono state pronte ed esaurienti (“dall’esame della letteratura scientifica internazionale e dal contenuto dei siti web specialistici, non è possibile confermare l’esistenza delle scie chimiche”), perché i nostri parlamentari hanno continuato ad insistere sull’argomento?

Il secondo aspetto di questa storia che ci ha dato da pensare è invece relativo ad un’area geografica precisa dalla quale sarebbero partite le maggiori richieste di chiarimenti: la zona circoscritta tra le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.
Quest’area è presente nella maggior parte delle interrogazioni parlamentari. Ma anche in questo caso le risposte ufficiali non offrono risposte soddisfacenti.

E’ di questo che abbiamo parlato noi di Gialli.it. Ed è proprio leggendo queste interrogazioni che ci siamo ricordati di un inquietante collegamento tra le preoccupazioni dei nostri parlamentari e la moria degli uccelli che tiene il mondo in un curioso stato d’ansia.
Avete capito, immagino, a cosa mi riferisco… Faenza (dove sono morte migliaia di tortore) è in provincia di Ravenna. Bisogna aggiungere altro per prendere sul serio tutto quelli che, col sopracciglio alzato, continuano a parlare di tesi complottiste o bufale tutte da ridere? Se vi va possiamo parlarne. (sonia t. carobi)

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9 pensieri su “Esclusivo: uccelli morti e scie chimiche, spuntano 13 interrogazioni parlamentari”

  1. Fermo restando che sarà mia premura andare a cercare le interrogazioni parlamentari e relative risposte per leggerle e formarmi una mia opinione, non mi é chiara una cosa dell’articolo:

    “La domanda è: visto che le risposte, fin dal 2003, sono state pronte ed esaurienti[…] perché i nostri parlamentari hanno continuato ad insistere sull’argomento?”
    e subito sotto
    “Il secondo aspetto di questa storia che ci ha dato da pensare […] Ma anche in questo caso le risposte ufficiali non offrono risposte soddisfacenti.”

    Queste risposte ufficiali, date in più riprese, sono state “pronte ed esaurienti” oppure “non offrono risposte soddisfacenti”?

    1. ha ragione. probabilmente non sono stata chiara.
      le risposte esaurienti sono relative al fenomeno delle scie chimiche. Secondo il governo italiano non esistono.
      non c’è chiarezza, invece, sul perché, poi, le segnalazioni arrivano soprattutto da un’area precisa.
      o per lo meno chi risponde non sembra accorgersi di questo “dettaglio”. e la cosa mi lascia perplessa.
      spero di essere stata piu’ chiara. a presto (stc)

      1. “dall’esame della letteratura scientifica internazionale e dal contenuto dei siti web specialistici, non è possibile confermare l’esistenza delle scie chimiche”… già: forse perché uno studio scientifico ufficiale sul fenomeno, in tutti questi anni, non è mai stato fatto…

        1. …probabilmente l’hanno fatto a nostra insaputa per non diffondere panico.
          Quale Autorità Nazionale ci concederebbe il lusso di farci sapere tutto,ma proprio Tutto?!?

  2. LE SCIE CHIMICHE NON SONO ILLUSIONI O FESSERIE MA SONO LA REALTA DELLA NOSTRA VITA DAL 2003 A OGGI E SONO GIà 8 ANNI CHE IRRORANO I NOSTRI CIELI CON I PRIMI SINTOMI DI MORGELLONS ,MEENTRE IN AMERICA SFORNAMO QUASI 2000 CASI DI MORGELLONS ALL’ANNO MA IN AMERICA HANNO COMINCIATO 10 ANNI PRIMA DI NOI LE IRRORAZIONI E INOLTRE SE ANCORA NON CI CREDETE ALLE SCIEE SAPPIATE CHE IN TAILANDIA FANNO LO SPOT PUBBLICITARIO CON LE SCIEE CHIMICHE CHE FANNO BENE ALL’AGRICOLTURA E PURE A NOI CIOè UNA PURA CAZZATA E ANCHE PRESA PER IL CULO COME SI DICE IN CHIESEA è VERAMENTE COSA BUONA E GIUSTA ABBATTERE GLI AEREI QUANDO LI VEDETE SULLA VOSTRA TESTA http://www.youtube.com/watch?v=1m5mpq04Teg&feature=player_embedded <——VIDEO SCIE TAILANDIA

  3. Consiglio agli scettici sul fenomeno delle scie chimiche di munirsi di una
    fotocamera digitale e di perdere un pò di tempo sul balcone della propria
    abitazione, come ho fatto io, ricavandone poi, due video a dir poco impressionanti, poichè le suddette chemtrails non erano a quota 8000 mt.
    ma precisamente sul palazzo a me di fronte e quindi probabilmente ad una altezza di circa 30-40 mt.

  4. E a seguito del 1° commento consiglierei a tutti i cittadini interessati al problema, lo chiamo così perchè a mio giudizio non è un fenomeno naturale
    e non ha niente a che vedere con le normali scie di condensa e quindi diventa
    un vero e proprio problema di origine terrestre, di fare altrettanto, cioè di
    fotografare ogni tanto queste scie anomale e di inviarle ai siti competenti che
    sapranno valutarle e presentare magari loro stessi delle interrogazioni
    parlamentari, avendo in mano materiale inviato da cittadini indignati.

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