Ecco i manoscritti segreti di Kafka

Gerusalemme li metterà in rete molto presto

di Gialli.it 9 Agosto 2019

Li hanno tenuti per anni nel caveau di una banca svizzera, poi, dopo un battaglia legale durata anni, sono arrivati a Gerusalemme. Ora la Biblioteca Nazionale d’Israele conserva il tesoro inedito di Franz Kafka. Cento manoscritti ‘misteriosi’ dal valore inestimabile, che saranno in rete presto.

Si chiude così, con un comunicato diffuso da poche ore, una vicenda controversa, intricata, imbarazzante, fatta di tradimenti e vendite illegali, di bugie e scoperte incredibili, costruita sugli ultimi scritti di uno dei più grandi scrittori del Novecento. L’autore de Il Processo, morto il 3 giugno 1924 in Austria, stroncato dalla tubercolosi.

Il suo ultimo tesoro sono circa cento scritti che Kafka elaborò nei suoi ultimi anni. Documenti, appunti, ma anche uno studio di scrittura ebraica, un diario, e la lettera manoscritta al padre che lo scrittore aveva inviato al suo migliore amico e scrittore, Max Brod, pochi giorni prima di morire.

In realtà Kafka aveva inviato a Brod tutta la sua opera. Anche il Castello, America, il Processo, fanno parte di quella strana ‘eredità’ letteraria, che portava in calce  il desiderio di lasciare inedito quel materiale. Anzi, di distruggerlo. “Brucia tutto” scrisse Kafka all’amico. Brod non rispose, ma dopo la morte riuscì a far pubblicare quei capolavori che hanno reso Kafka celebre in tutto il mondo.

La storia si complica dopo. Brod aveva tradito l’amico, e per fortuna l’aveva fatto. Più controverso fu il ruolo di Esther Hoffe, la segretaria di Brod che si ritrovò unica erede di quel materiale, gestendolo a modo suo, e decidendo di vendere il manoscritto de Il Processo per due milioni di dollari dell’epoca. Da quel momento cominciò la battaglia legale che ha portato alla definitiva assegnazione di quegli scritti alla Biblioteca Nazionale d’Israele, che ha finalmente deciso di rendere pubblico il contenuto di quelli rimasti inediti e segreti.
Ma sono in molti a credere che gli eredi Hoffe conservino ancora scritti sconosciuti e preziosissimi di cui, però, non si trova ancora riscontro.
Insomma, il giallo continua. E forse ci vorranno ancora anni per conoscere l’opera completa di Franz Kafla.

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