Domande senza risposta

di Gialli.it 28 giugno 2009

Un cognome con quindici versioni, tre nomi di battesimo diversi e mille incertezze anche su data e luogo di nascita. Hanno scritto di lui che “amava il buio. Lo utilizzava in pittura, lo ricercava nella vita”. Ma chi era veramente Michelangelo Merisi, detto Caravaggio?

Sul pittore maledetto è stato scritto tutto e il contrario di tutto. Forse per mettere insieme almeno alcuni dei tasselli di questo inestricabile mosaico che è fu la sua vita bisognerebbe cominciare a dare voce ad una serie di domande che da troppo tempo aspettano una risposta.
Cominciamo noi. E attendiamo anche le vostre.

Domande senza risposta.

– Perche Caravaggio fu arrestato e chiuso nella Guva?
– Come fece ad evadere da una prigione impossibile dalla quale si sarebbe potuto uscire solo per mezzo di funi o scale (la “guva” o “cuva” era una fossa scavata nella roccia profonda più di tre metri)?
– Perché nei documenti dell’Ordine non ci sono indicazioni precise e dettagliate dell’arresto e soprattutto delle motivazioni dell’arresto?
– Chi lo aiutò a scappare?
– Cosa accadde a Napoli all’entrata della Taverna del Cerriglio. Chi erano gli uomini che lo aggredirono e lo sfigurarono?
– Quali furono gli spostamenti di Caravaggio prima della morte? Era a Porto Ercole? Era a Palo? Era in stato d’arresto?
– Perché c’è un riferimento all’Isola di Procida riguardante i suoi ultimi giorni?
– Che fine ha fatto il corpo?
– Perché nessuno reclamò le sue spoglie?
– Che fine hanno fatto le “robbe” del pittore?
– Nel suo ultimo viaggio era accompagnato da qualcuno?

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8 pensieri su “Domande senza risposta”

  1. CARAVAGGIO FIGLIO ILLEGITTIMO

    La “recente”documentazione uscita dall’archivio Diocesano di Milano riguardante il battesimo di Michelangelo, “Adi 30 fu batz. Michel angelo f.de.f. fermo merixio et Luxia de aretoribus/ compare d. fran.co sessà”, considerando la gia conosciuta autocertificazione conservata negli archivi maltesi dettata dal Caravaggio stesso in occasione della nomina a Cavaliere di Malta:“Magnificus Michael Angelus Carraca oppido vulgo de Caravaggio in Longobardis natus”, non può che creare ancora una volta diatribe fra gli studiosi sul luogo di nascita del Caravaggio.
    L’iscrizione milanese rinvenuta solo poco tempo dopo la pubblicazione del mio libro “Caravaggio, ipotesi e realtà “ edito da Grafiche & Arte di Bergamo, è di richiamo ad un capitolo dedicato ai rapporti esistenti in quel tempo, fra la famiglia di Lucia futura madre di Michelangelo e il marchese di Caravaggio Francesco Sforza. Nel palazzo marchionale di Caravaggio vi era infatti presente con incarico di “begnamo” Giovan Giacomo, capo della famiglia di Lucia Aratori, con una delle sue figlie, Margherita, come governante. Rapporti che avrebbero potuto facilitare, ma anche nascondere, una probabile relazione fra la giovane Lucia e il marchese suo coetaneo Francesco, dando origine ad una inaspettata maternità.
    Una circostanza derivata forse, dalla difficile convivenza di quel periodo fra il marchese e la giovanissima moglie Costanza Colonna, allontanata dal palazzo e ricoverata in un convento milanese a causa dei continui maltrattamenti da parte del marchese. (Lettere inviate dalla marchesa al padre Marcantonio Colonna) .
    Il matrimonio di Lucia Aratori celebrato a Caravaggio il 14 gennaio 1571 con il trentatreenne Fermo Merisi, uomo di fiducia del marchese, vedovo da poco tempo dalla prima moglie e con una figlia ancora infante, potrebbe essere quindi per ragionevolezza da ritenere di riparazione.
    Argomentazioni, che se fino ad oggi potevano essere recepite solo come ipotesi, il ritrovamento dell’iscrizione in Santo Stefano in Brolo andrebbe a confermare che Michelangelo non ebbe a seguire i genitori nel trasferimento nell’abitazione milanese nella parrocchia di S.Maria della Passerella dove è stata ritrovata la registrazione dei battesimi del fratello Giovan Battista nel 1574 e della sorella Caterina nel 1572, ma avrebbe lasciato il paese probabilmente dopo la nascita per essere ospitato nel palazzo milanese degli Sforza in via S.Giovanni in Conca e battezzato nella chiesa della parrocchia di Santo Stefano in Brolo.
    In conclusione se la famiglia Merisi, verso la fine del 1571 o inizi 1572, (documento del 1578 per una rivendicazione di affitto arretrato di sei anni) ebbe a trasferirsi in una casa di fronte al monastero dei Servi a Milano (oggi chiesa di S.Carlo), si deve arrivare a credere che la madre Lucia abbia potuto trovare verso la fine dell’estate assistenza per il parto come era di usanza di quei tempi, presso la casa materna degli Aratori in Porta Folcero a Caravaggio, (il 29 settembre è una data di nascita indicata solo con un riferimento al giorno di San Michele Arcangelo), per poi essere accolto nel palazzo milanese dalla famiglia Sforza, parrocchia di Santo Stefano in Brolo, dove è stato battezzato.

    Francesco Tresoldi e-mail: francescotresoldi@libero.it

  2. Ho contato 7 (sette) errori nella frase latina riportata da Tresoldi -gialli.it, 26 luglio 2009- relativa alla registrazione del battesimo di Michelangelo Merisi (a confronto dell’atto di battesimo originale alla pagina 30 settembre 1571 del registro trovato nell’Archivio Storico Diocesano di Milano, e da me visto nella sala Alessi di Palazzo Marino, Milano, in occasione dell’esposizione del dipinto la Conversione di Saulo I Odescalchi nei mesi di novembre e dicembre 2008)!

    Se il buongiorno si vede dal mattino, non vedo come si possa dare credito all’ipotesi tresoldiana della tresca amorosa fra Lucia Aratori e Francesco Sforza marchese di Caravaggio che avrebbe generato un illegittimo Michelangelo Merisi. In secondo luogo, ma più importante, il matrimonio riparatore fra Lucia Aratori e Fermo Merisi non è sostenuto da prove plausibili. E’ campato in aria e come tutte le fantasie costruite intorno a personaggi storici, emoziona gli animi ma non fa giustizia alla verità storica, che dovrebbe essere un’altra cosa.

    Alfredo Brancozzi
    Milano
    ab.cons@live.it

  3. Ho contato 7 (sette) errori nella frase latina riportata da Tresoldi -gialli.it, 26 luglio 2009- relativa alla registrazione del battesimo di Michelangelo Merisi (a confronto dell’atto di battesimo originale alla pagina 30 settembre 1571 del registro trovato nell’Archivio Storico Diocesano di Milano, e da me visto nella sala Alessi di Palazzo Marino, Milano, in occasione dell’esposizione del dipinto la Conversione di Saulo I Odescalchi nei mesi di novembre e dicembre 2008)!

    Se il buongiorno si vede dal mattino, non vedo come si possa dare credito all’ipotesi tresoldiana della tresca amorosa fra Lucia Aratori e Francesco Sforza marchese di Caravaggio che avrebbe generato un illegittimo Michelangelo Merisi. In secondo luogo, ma più importante, il matrimonio riparatore fra Lucia Aratori e Fermo Merisi non è sostenuto da prove plausibili. E’ campato in aria e come tutte le fantasie costruite intorno a personaggi storici, emoziona gli animi ma non fa giustizia alla verità storica, che dovrebbe essere un’altra cosa.

    Alfredo Brancozzi
    Milano
    ab.cons@live.it

  4. Dopo aver letto il suo testo contradditorio a quanto scritto da Tresoldi, mi sembra che se ci fossero stati degli errori nella copiatura del documento di Milano (errori da lei notati ma non descritti), non comporterebbe nessun elemento discriminatorio su quanto scritto da uno studioso che ha dedicato 30 anni di ricerche sulla vita di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Avendo avuto modo di leggere il testo “Ipotesi e realtà” e altri articoli inerenti alle sue ricerche, apparsi su stampa nazionale e condivisi da noti studiosi, mi sento di dire che le sue affermazioni appaioni senza logica e solo come un tentativo di discriminare chi può portare nuovi tasselli alla conoscenza e alla vita di un grande artista.

    1. Caro Barbaglio, ho visto il suo commento solo oggi. Rispondo per pura formalità, ma facendole le pulci.

      PER LA FORMA
      Il mio testo NON è “contraddittorio a quanto scritto da Tresoldi”, come lei dice. Sa, dalla sua un po’ confusa affermazione qualche lettore che non avesse letto il mio testo potrebbe pensare che le sue parti componenti siano incongruenti tra di loro. Non lo sono. La mia risposta a Tresoldi è solo confutatoria. È stata un primo approccio –diretto e scettico– per far sapere allo studioso la mia posizione riguardo alla sua teoria e, speravo, per aprire un “contraddittorio”.
      Come vede, mi piace la forma. Ma –sorpresa– mi piace più la sostanza.

      PER LA SOSTANZA
      I dettagli della mia posizione in relazione alla teoria di Tresoldi sono seguiti privatamente dopo che lo studioso mi ha mandato privatamente –posta elettronica– degli allegati.

      Non si preoccupi, ho tutto il rispetto possibile per Tresoldi e il suo spessore da studioso. Se lei è interessato alla “sostanza” della mia posizione sulla teoria tresoldiana, le manderei degli allegati, dietro richiesta.

      Alfredo Brancozzi
      Milano
      innerfinger@gmail.com

  5. Dopo aver letto il suo testo contradditorio a quanto scritto da Tresoldi, mi sembra che se ci fossero stati degli errori nella copiatura del documento di Milano (errori da lei notati ma non descritti), non comporterebbe nessun elemento discriminatorio su quanto scritto da uno studioso che ha dedicato 30 anni di ricerche sulla vita di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Avendo avuto modo di leggere il testo “Ipotesi e realtà” e altri articoli inerenti alle sue ricerche, apparsi su stampa nazionale e condivisi da noti studiosi, mi sento di dire che le sue affermazioni appaioni senza logica e solo come un tentativo di discriminare chi può portare nuovi tasselli alla conoscenza e alla vita di un grande artista.

  6. In Paragone Arte vol. 53 Issues 623 629, ed. 2002 negli Archivi notarili , la famiglia
    Aratori é menzionata come ” Giovanni Maria Peracchi Aratori fu Giacomo vende a …” e ” Il giovane Caravaggio in Lombardia :Caravaggio : ricerche documenarie su…” di Giacomo Berra, 2005 : ” in data 12 marzo 1589, i membri della confraternità di San Giusepe della Chiesa parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico di Caravaggio e tra essi son segnalati anche Fermo Aratori( Peracchi) fu Giovanni un parente del Pittore Caravaggio…”

  7. In Paragone Arte vol. 53 Issues 623 629, ed. 2002 negli Archivi notarili , la famiglia
    Aratori é menzionata come ” Giovanni Maria Peracchi Aratori fu Giacomo vende a …” e ” Il giovane Caravaggio in Lombardia :Caravaggio : ricerche documenarie su…” di Giacomo Berra, 2005 : ” in data 12 marzo 1589, i membri della confraternità di San Giusepe della Chiesa parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico di Caravaggio e tra essi son segnalati anche Fermo Aratori( Peracchi) fu Giovanni un parente del Pittore Caravaggio…”

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