Discesa nella città sommersa

Team di archeologi torna nel'Atlantide d'Egitto

di Livia Corsi 31 Luglio 2019

Più grande di Parigi, più antica di Alessandria e Roma. E’ riemersa un paio d’anni fa in Egitto, nella baia di Aboukir, e per molti non era altro che Atlantide, l’isola leggendaria raccontata da Platone.
In realtà si trattava di Heracleion, la città del dio greco Ercole, e che gli egizi chiamavano Thonis. Un immensa, meravigliosa, città sepolta culla di antiche leggende e tesori di inestimabile valore.

Nel 2017 la scoperta fece il giro del mondo, e anche Piero Angela, guardando quelle statue gigantesche di faraoni e dei, di eroi e regine scolpite nel granito rosso, pensò immediatamente ad Atlantide. Ma per due anni il mistero di quella città sotto le acque rimase inviolato.
Oggi Atlas Obscura, la rivista di riferimento per le meraviglie nascoste del mondo, ha svelato che da due mesi un team di archeologi subacquei ha ripreso a scendere nelle acque al largo del delta del Nilo, facendo scoperte incredibili.

Gioielli d’oro, monete e finanche un antico tempio del dio Amun-Gereb sono riaffiorati dal silenzio di secoli, costringendo il Ministero delle antichità egiziano a comunicare la notizia ai giornali di tutto il mondo. “In quell’area – dicono –  ci sono 64 navi, oltre 700 ancore, statue alte 16 piedi, uno scrigno di monete d’oro, e un enorme tempio con sarcofagi per gli animali che furono sacrificati al Dio”.
A questo punto è chiaro che le ricerche continueranno. Gli archeologi si avvarranno della tecnologia SSPIcon i più recenti dispositivi di scansione. Heracleion non può più avere segreti.

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