Deborah Perez, l’ultima beffa di Zodiac

di Gialli.it 29 giugno 2009

Il 29 aprile scorso aveva dichiarato senza mezzi termini: “Zodiac era mio padre”. E il mondo intero le aveva quasi creduto. Poi confessò di essere anche la figlia illegittima di JFK e su  Deborah Perez  è calato il sipario. Ecco la storia dell’ultima bufala sul serial killer che per anni ha tenuto in scacco la California.

di DIEGO PURPO

Tra il dicembre del 1968 e l’ottobre del 1969 il nord della California è terrorizzato da un serial killer che uccide 5 persone, ma che rivendica 37 omicidi, che si diverte a inviare lettere, proclami ed enigmi ai giornali e che firma le sue missive con uno strano simbolo, un cerchio attraversato da una croce, e con lo pseudonimo di Zodiac.
A distanza di 40 anni le indagini non sono riuscite ancora a risolvere il caso.

Zodiac Killer gode anche di un altro singolare primato: è l’assassino con il maggior numero di volti che la cronaca abbia mai conosciuto. Durante questi 4 decenni sono centinaia le persone che hanno giurato di conoscerne la vera identità, prima di essere inesorabilmente smentite.

L’ultimo episodio di questa lunga serie è quello di Deborah Perez, quarantasettenne agente immobiliare californiana, che lo scorso 29 aprile 2009 dichiara: “Zodiac era mio padre”: l’omicida seriale non sarebbe altri che il patrigno Guy Ward Hendrickson, carpentiere morto di cancro nel 1983, all’età di 68 anni.

“Avevo 7 anni. Ricordo degli spari, ma mio padre diceva che erano petardi” racconta la Perez, ritornando con la memoria agli omicidi ai quali afferma di essere stata presente.

A sostegno della sua dichiarazione la donna ha mostrato un paio di occhiali da vista dalla montatura scura che dovrebbero appartenere a Paul Stine, una delle vittime.

La Perez dice, inoltre, di aver aiutato il padre a scrivere almeno una delle lettere di Zodiac, quella inviata all’avvocato Melvin Belli il 20 dicembre 1969.

Al dubbio che accoglie le parole di Deborah fa immediatamente seguito la forte reazione di Jenice Hendrickson, figlia naturale di Guy, che ne difende a spada tratta la memoria. Non le riesce benissimo: “Mio padre non avrebbe fatto male ad una mosca, o, almeno, non l’avrebbe uccisa… Ci leggeva la Bibbia ogni sera nel weekend. Non amava le pistole. Il massimo che gli ho visto fare è stato sparare ad una rana con una 22 mm e stare male per questo… Era un tipo dal carattere forte e qualche volta mi ha picchiata, ma io lo amavo molto.”

Jenice non si dimostra così un buon avvocato, anzi la sua arringa non fa altro che aumentare l’interesse verso la storia della Perez da parte criminologi e giornalisti.

Tra questi M. William Phels, noto giornalista investigativo e scrittore, il quale si mette in contatto diretto con la donna e richiede anche l’aiuto di amici esperti grafologi per eseguire perizie sulla famosa lettera Melvin.

Phels è persuaso a credere che la piccola Debbie, come amorevolmente la chiama, dica il vero. Il giornalista è emozionato e convinto di avere per le mani uno scoop, fino al giorno in cui non riceve una strana ed inquietante telefonata dalla Perez: “Mi chiamò un giorno e mi disse di essere la figlia illegittima di JFK e che era assieme a Robert e Rose Kennedy il giorno prima dell’assassinio di Robert. Ho smesso così di parlarle”.

Zodiac-Killer-1La storia crolla immediatamente. Lo stesso Phels descrive in modo esauriente la dimensione della nuova folle rivelazione: “Le possibilità che fosse la figlia di Zodiac erano uno ad un milione. Le possibilità che sia la figlia di JFK e contemporaneamente la figlia di Zodiac sono zero ad un trilione. Mi dispiace per Debbie. Veramente. Questo è il motivo per il quale non pubblicherò mai la sua storia.”

Anche Tom Voigt, amministratore del sito www.zodiackiller.com, il quale ha avuto la possibilità di parlare e scambiare mail con la Perez, esprime tenerezza nei suoi confronti: “È una persona fragile che avrebbe più bisogno di cure che di essere sfruttata”.

Nel passato recente un’altra ipotetica identità assegnata a Zodiac aveva fatto molto discutere.
Nell’agosto del 2008 Dennis Kaufman mostra al mondo i frutti dei suoi 8 anni di indagini durante i quali ha raccolto indizi che dimostrerebbero come dietro l’alter-ego di Zodiac si nasconda il patrigno Jack Tarrance, morto nel 2006.

Tra gli oggetti raccolti durante le sue investigazioni un coltello ancora sporco di sangue ed un abito nero, ricavato da un sacco, con su disegnato il famoso simbolo. La maschera dovrebbe essere la stessa usata dal killer nell’omicidio di Cecilia Ann Shepard al lago Berryessa nel settembre del 1969.

L’FBI decide di approfondire e di eseguire i necessari esami del DNA per poter collegare le lettere dell’assassino a Tarrance. L’operazione si rivela più complicata del previsto in quanto alla morte il corpo del padre di Kaufman è stato cremato.

La geniale soluzione degli investigatori è di rilevare, quindi, le tracce di DNA direttamente dalla dentiera, cimelio di famiglia. Il sorriso di Jack nasconde forse il segreto di Zodiac? Ad oggi i risultati dei test non sono ancora disponibili e l’FBI non commenta.
In conclusione la vera identità di Zodiac resta sconosciuta ed in attesa di un prossimo annuncio shock.

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2 pensieri su “Deborah Perez, l’ultima beffa di Zodiac”

  1. è una storia che mi affascina e mi inquieta al pari di Jack lo squartatore,purtroppo non riesco a triovare il libro inchiesta di Robert Graysmith,per lo meno non in traduzioine italiana,chiedo se qualcuno può aiutarmi in tal senso

  2. è una storia che mi affascina e mi inquieta al pari di Jack lo squartatore,purtroppo non riesco a triovare il libro inchiesta di Robert Graysmith,per lo meno non in traduzioine italiana,chiedo se qualcuno può aiutarmi in tal senso

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