Gesù era sposato. In un papiro la prova

Clamorosa indiscrezione della Columbia University

di Elena Storti 25 agosto 2015

Il Vangelo della moglie di Gesù, il frammento nel quale si dice a chiare lettere che Cristo fosse sposato, potrebbe essere autentico. E’ quanto emerge da alcune indiscrezioni sui test ai quali, proprio in questi ultimi mesi, una serie di studiosi della Columbia University hanno sottoposto il papiro. 

Era una notizia che si aspettava da tre anni. Da quando, cioè, Karen King, la teologa che per prima ha analizzato il testo, ha scoperto che quelle righe incomplete, e piene di errori, facevano riferimento allo stato matrimoniale di Gesù.
La frase che fece rimbalzare agli onori della cronaca questo lembo di papiro, lungo circa 8 centimetri e largo 4, scritto in copto, era: “Gesù disse loro: mia moglie…”. Bastrarono quelle cinque parole per trasformare il frammento in un caso mondiale. Con il mondo diviso tra scettici e studiosi che invece hanno sempre creduto che dietro quel frammento si nascondesse una verità storica. Gesù era sposato. E (come si legge nel papiro) viveva con Maria.
I primi ad insorgere furono i teologi del Vaticano. Che definirono il documento un falso, realizzato anche male. A confermare lo scetticismo della Santa Sede, anche un’indagine al carbonio 14 nella quale si datava lo scritto intorno al 741 d.C. E non certo, come sostenuto dalla King, ad un periodo molto precedente.
La studiosa non si diede per vinta, dicendo che il frammento poteva tranquillamente essere una copia successiva all’originale trascritto in epoca paleocristiana.
La querelle è andata avanti tra anni. Poi, nell’autunno scorso la Columbia University aveva annunciato una serie di test. Sui quali, per mesi, è stato imposto il silenzio assoluto.

Oggi le prime indiscrezioni, riferite dal Sito LiveScience. Alcuni studiosi avrebbero annunciato che i test sono terminati e che i risultati verranno pubblicati su una rivista scientifica. Hanno però aggiunto che durante l’analisi del frammento di papiro è venuto fuori un particolare molto importante che potrebbe rafforzare la tesi dell’autenticità del Vangelo della moglie di Gesù.

 

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