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“Fermate gli esperimenti al Cern”

Blood Moon Prophecy. Cospirazionisti contro l'acceleratore di particelle LHC

di Serena Laudadio 20 settembre 2015

Sette giorni a Blood Moon e ora i cospirazionisti del Web puntano il dito sul Cern: “Sarà quel maledetto acceleratore di particelle ad attrarre l’asteroide che distruggerà la terra”. Da Ginevra nessuna risposta. Il Large Hadron Collider è stato riattivato a giugno, dopo due anni di stop, e i ricercatori che hanno dimostrato l’esistenza del Bosone di Higgs non ne possono più di accuse e preoccupazioni.

Eccolo il capro espiatorio. A sette giorni dalla Super Luna che sta tenendo il mondo col fiato sospeso, i seguaci delle Teorie Cospirazioniste hanno il loro nemico.

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Si chiama Large Hadron Collider. Meglio conosciuto come LHC. Si tratta dell’acceleratore di particelle più potente costruito fino ad oggi. Realizzato al confine tra la Francia e la Svizzera, a cento metri sotto terra, la caverna che ospita questo enorme cilindro di metallo lungo 27 chilometri, è veramente un altro mondo. Secondo solo alla leggendaria area 51 del Nevada. Costato quattro miliardi e mezzo di dollari, con costi di gestione annui che oscillano intorno al miliardo, e con circa 6000 scienziati che ci lavorano ogni giorno, l’acceleratore ha già regalato al mondo il Bosone di Higgs. Meglio conosciuto come la ‘particella di Dio’. Una particella elementare fondamentale nel processo della creazione dell’Universo.

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Si tratta, insomma, dell’unico progetto che potrà rispondere a domande fino ad oggi impossibili. “La migliore barca al mondo – scherzano al Cern – per entrare in uno spazio ampio e inesplorato che potrebbe riservarci enormi sorprese”.
Eppure, questa meraviglia della scienza, che ha regalato a Peter Higgs il premio Nobel per la Fisica nel 2013, fa molta paura, e secondo alcuni potrebbe addirittura causare la distruzione della Terra.
Al centro della querelle un’accusa lanciata già qualche anno fa: LHC rischierebbe di produrre un buco nero stabile che finirebbe per inghiottire il nostro pianeta.
Nel 2008 il fisico statunitense Walter Wagner e il giornalista spagnolo Luis Sancho tentarono di bloccare i lavori all’acceleratore, intentando una causa contro il Cern. LHC finì in Tribunale, ma una Corte degli Stati Uniti d’America, pure considerando l’acceleratore potenzialmente pericoloso, ritenne che non ci fossero le condizioni per bloccare il Progetto.
Il Large Hadron Collider ebbe via libera e cominciò a macinare successi e risultati stupefacenti.

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Oggi qualcuno riapre quella polemica proprio in vista della ormai famosa Bood Moon. La Luna di Sangue che si alzerà nel cielo nella notte tra il 27 e il 28 settembre.
Un evento unico, un’eclissi totale che si ripeterà solo nel 2033. Ma che da mesi scatena allarmismi gratuiti ed evoca antiche e infauste profezie. Come quella che vuole che quella notte un gigantesco asteroide si abbatterà sulla terra.
A nulla sono valse le dichiarazioni della Nasa sulla falsità e sull’impossibilità di un evento del genere. In queste ore decine di Profeti annunciano la Fine del Mondo.
Il portoricano Efrain Rodriguez, ultimo in ordine di apparizione, ha tentato di raccontare al mondo che il presidente Usa avrebbe inviato 40 missili a Portorico per bombardare l’asteroide in arrivo. E ha anche segnalato con precisione ora e posizione esatta dell’impatto. Il ‘pietrone’ che arriva dal cielo colpirà la città di Mayaguez e l’Isola di Mona alle 2 di notte del 28 settembre.
La sua ‘profezia’ si è presa un centinaio di migliaia di like sui Social ed è finita lì. Ora i cospirazionisti hanno un’altra preoccupazione. LHC, che da giugno ha ricominciato a pulsare, attirerà veramente un gigantesco asteroide sulla terra. Bisogna fermarlo.
Si attende l’ennesimo intervento della Nasa.

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